CONSIDERAZIONI DI CGIL CISL UIL SUL DEF 2019-20121 DELLA REGIONE ABRUZZO

CONSIDERAZIONI DI CGIL CISL UIL SUL DEF 2019-20121 DELLA REGIONE ABRUZZO

CGIL CISL UIL considerano lo ZES una opportunità importante per la crescita e lo sviluppo dell'Abruzzo. Un'opportunità che però i gravi ritardi della Giunta regionale rischiano di compromettere.
Come è noto la Regione Molise ha scelto di aderire alla ZES adriatica della Regione Puglia. A nostro avviso tale scelta non compromette la possibilità di assicurare la ZES per la Regione Abruzzo. Nel dispositivo del DPCM n. 12/2018 sono indicate le condizioni per raggiungere questo obiettivo.Infatti possono avere la ZES anche quelle realtà dove i porti non presentano le caratteristiche indicate nel decreto. La condizione, però, è che siano indicate aree che abbiano un rilievo strategico e attività “di specializzazione territoriale che si intende rafforzare”. L'area portuale va connessa, quindi, con un sistema infrastrutturale e logistico a sostegno delle attività produttive e di specializzazione. La stessa perimetrazione va definita sulla base di questo criterio. Un criterio, tra l'altro, che può consentire di rivitalizzare le attività economiche e produttive delle aree interne che presentino una connessione funzionale con il sistema indicato.
Da questo punto di vista ci sembra di grande interesse il progetto del corridoio “tirrenicoadriatico” proprio perché può implementare il processo di internazionalizzazione del
sistema produttivo a partire delle piccole-medie imprese che presentano anche produzioni
di qualità ma che oggi stentano a collocarsi sui mercati internazionali.
Già in occasione dell'iniziale confronto sul Masterplan CGIL, CISL, UIL evidenziarono che una regione industriale come l'Abruzzo non poteva permettersi di investire una minima parte delle risorse di questo strumento nelle attività produttive. Questo limite è stato evidenziato dall'esame comparato dei Masterplan delle regioni del SUD svolto da CGIL, CISL, UIL e Confindustria nazionali con un dato che vede l'Abruzzo al 5,9% a fronte del 21,3% medio.
Dal DEF risulta che, fino ad oggi, neanche quelle scarse risorse sono state utilizzate. E' necessario pertanto, non solo utilizzare le risorse già impegnate e ancora non spese, ma,
anche mediante rimodulazioni del Fondo Sviluppo e Coesione, individuare obiettivi regionali nell'ambito di industria 4.0 e della strategia 3S, a partire dalla verifica della DGR 67/2015 sul nuovo campus automotive, per proseguire con l'individuazione di infrastrutture utili per ciascuno degli altri domini della strategia.
CGIL, CISL, UIL ritengono grave la situazione che si è determinata sulle società partecipate presenti nel territorio regionale. E' mancato un confronto che consentisse non solo una puntuale ricognizione della realtà esistente ma anche una sua riorganizzazione che avesse l'obiettivo di garantire la prosecuzione e il miglioramento dei servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Ancora oggi si registrano diverse criticità a cui non è stata data risposta con problemi evidenti sull'efficacia dei servizi e sulle prospettive occupazionali dei lavoratori.CGIL, CISL, UIL ritengono grave il ritardo registrato sulla capacità di spesa dei fondi comunitari. Queste risorse, tra le altre cose, avrebbero dovuto sostenere il “patto per il lavoro e lo sviluppo” sottoscritto dalla regione e le parti sociali. Questo ritardo nella capacità di spesa è dovuta ad una carente organizzazione della macchina amministrativa.
La necessità di una migliorare organizzazione era già stata messa in evidenza dalle OO.SS. All'inizio della programmazione 2014/2020 proprio per evitare gli errori del passato. Nulla però, fino ad oggi, è stato fatto. E' urgente ora recuperare questo ritardo. Non ci si può permettere, infatti, di perdere risorse fondamentali per lo sviluppo e l'occupazione. Di recente il Vice presidente della Regione, oggi Presidente Vicario, si è assunto l'impegno di accelerare la capacità di spesa pubblicando bandi relativi a diverse misure del FES finalizzate all'occupazione. Come abbiamo già segnalato, c'è bisogno che i fondi impegnati nelle diverse misure siano vincolati alla continuità del rapporto di lavoro e alle assunzioni a tempo indeterminato e che le misure sulla formazione siano in grado di individuare i profili professionali utili alle specializzazioni produttive presenti nella regione.
CGIL, CISL, UIL ritengono indispensabile realizzare politiche per fermare e invertire la tendenza all'indebolimento e all'ulteriore frammentazione delle piccole e medie imprese .Da questo punto di vista il documento congiunto CGIL, CISL, UIL, CNA, Confartigianato, Casartigiani, CLAAI, del 22 dicembre 2016, può rappresentare un utile strumento di riferimento, Va riattivata, poi, la cabina di regia regionale sul credito essendo quest'ultimo un elemento decisivo per le famiglie e le piccole imprese. Inoltre, vanno costruite le condizioni per coinvolgere le piccole e medie imprese nel sistema della ricerca e dell'innovazione. Importante, da questo punto di vista, il ruolo che possono svolgere le università, i centri di ricerca, i poli per l'innovazione. Le stesse grandi imprese potrebbero sperimentare forme e attività di “tuttoraggio” verso le piccole e medie imprese.
CGIL, CISL, UIL ritengono urgente prevedere da parte del governo e della Regione interventi tesi ad invertire la tendenza alla ormai insostenibile riduzione delle risorse destinate al trasporto pubblico.
Si ritiene inoltre necessaria una svolta nella sanità e nelle politiche sociali. E' quanto abbiano già segnalato nella piattaforma unitaria su cui sono state raccolte migliaia di firme dei cittadini abruzzesi. Si chiede un piano dettagliato di investimenti per il potenziamento della sanità del territorio, articolato per ASL, con particolare riferimento alle aree interne; un investimento di risorse per l'abbattimento delle liste di attesa e il superamento del sistema dei ticket.
Infine, il finanziamento delle politiche sociali della nostra regione si è ridotto drasticamente nell'ultimo decennio a causa dei vincoli di bilancio nazionali e regionali. A fonte di ciò è  comunque necessario garantire risorse adeguate ed interventi per i piani sociali di zona, per la legge regionale sull'invecchiamento attivo, per le cure a domicilio, per la disabilità e l'infanzia, per il diritto allo studio.
La Regione dovrà anche reperire risorse da destinare ai comuni per ridurre la quota di
compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria.
I Segretari Generali
S. Del Fattore – L. Malandra – M. Lombardo

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