Notizie - Enti

Oct26

Anteas Molise Concorso di Poesia, Pittura e Scultura

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Anteas

Anteas Molise Concorso di Poesia, Pittura e Scultura

Anche quest’anno come gli altri anni l’ANTEAS e la FNP-CISL organizzano il Concorso di Poesia, Pittura e Scultura. L’evento si terrà a Termoli, 27 ottobre 2018 dalle ore 10,00 presso i locali della Chiesa dei Frati Francescani di Termoli (di fronte Ospedale nuovo di Termoli) , in viale San Francesco. L’invito a partecipare a tale evento, è coinvolgere tutti voi per la buona riuscita di tale iniziativa, che, vuole essere non solo un momento culturale, ma anche un momento importante per socializzare e stare insieme. Nella nostra civiltà tecnologica, materialistica, arida,che spinge ognuno di noi alla ricerca spasmodica di un tornaconto economico,più che mai la poesia assume un ruolo centrale,volto a consentire all’uomo di riappropriarsi della sua dimensione Spirituale,

creativa,”fanciullina” , di signoreggiare . E possiamo affermare che, da un punto di vista formale,una poesia è un testo,in genere relativamente breve,il quale  presenta una struttura piuttosto complessa, è la comunicazione interpersonale di messaggi, di intuizione pura,il cuore e la fantasia,ovvero l’una e l’altra insieme,rendendo sensibile ad altrui il bello concepito dallo scrittore. Per trasmettere il proprio messaggio, le proprie emozioni e stati d’animo in maniera più precisa di quanto faccia la prosa. La poesia, pur essendo espressione di un sentimento individuale contiene però un riflesso della vita nel quale ciascun uomo può riconoscersi.

 

                                                                      IL Presidente Anteas Molise

                                                                           Luigi Pietrosimone

 

 

 

Ago29

Servizio civile

Categoria: Coordinamento Giovani, Notizie - Enti

Servizio civile

Sono stati pubblicati i bandi regionali e nazionale per la selezione di n. 53.363 volontari (tra i 18 e 28 anni) da impiegare in progetti di servizio civile presentati da vari Enti.
In Abruzzo e Molise è prevista la selezione di n. 1.062  volontari da impegnare in 186 progetti.
Nello specifico: Abruzzo (754 volontari -138 progetti); Molise (308 volontari - 48 progetti).
Durata: 12 mesi;
Orario: non inferiore a 30 ore settimanali (o 1.400 ore annue);
Assegno mensile: Euro 433,80 (precisiamo che l’intero periodo prestato è riconosciuto ai fini previdenziali);
Data avvio: differenziata per i diversi progetti (in ogni caso non oltre il 30 aprile 2019);
Tra i requisiti di ammissione: aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
Presentazione domanda di partecipazione (indirizzata direttamente all’ente che realizza il progetto prescelto): entro 28 settembre p.v..
Facciamo presente che è possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto di servizio civile (pena l’esclusione).
Precisiamo che nel bando nazionale sono inseriti anche i 94 progetti all’estero, che vedranno impegnati 805 volontari, e i 151 progetti “sperimentali” che consentiranno a 1.236 giovani di “collaudare” alcune novità introdotte dalla recente riforma del servizio civile universale. Si tratta, nello specifico, della flessibilità della durata del progetto e dell’orario di servizio; di un periodo di tutoraggio, fino a tre mesi, finalizzato a facilitare l’accesso al mercato del lavoro dei volontari o, in alternativa, di un periodo di servizio in un altro Paese dell’Unione Europea; di misure che favoriscono la partecipazione dei giovani con minori opportunità.
In allegato: tutti Bandi (nazionale e regionali) pubblicati (con allegato l’elenco degli Enti presso cui si effettueranno tali progetti).
[ http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it/dgscn-news/2018/8/bando-2018.aspx ]http://www.gioventuserviziocivilenazionale.gov.it/dgscn-news/2018/8/bando-2018.aspx
Ricordiamo che “Il servizio civile rappresenta un momento unico per la crescita dei nostri giovani, per scoprire le proprie potenzialità, per entrare in contatto con il profondo senso di cittadinanza attiva e solidarietà sociale”.


Il Segretario Interregionale
Antonio Scuteri

 

 

 

 

Feb21

Le molestie e i ricatti sessuali

Categoria: Notizie - Enti, Coordinamento Donne

Le molestie e i ricatti sessuali

L’Istat ha pubblicato i dati sulle molestie e i ricatti sessuali. L’indagine campionaria sulla “Sicurezza dei cittadini”, effettuata nel 2015-2016 tramite interviste telefoniche e faccia a faccia su un campione di 50.350 individui di 14 anni e oltre,  rileva numerosi fenomeni di molestie a sfondo sessuale subite da donne e uomini e  ricatti sessuali sul lavoro subiti dalle donne nel corso della propria vita e nei tre anni precedenti l’intervista.

Per la prima volta i  quesiti hanno riguardato  sia le  donne e sia  gli uomini  tra i 14 e i 65 anni  (15.764 donne e 16.347 uomini), ma non abbiamo a disposizione dati territoriali.

Rispetto alla precedente indagine, oltre alle molestie verbali, l’esibizionismo, i pedinamenti, le telefonate oscene e le molestie fisiche sessuali, sono state introdotte nuove forme di molestie, come quelle delle foto e video osceni che offendono la persona via web e, in ultimo, le molestie che avvengono tramite internet e sui social network.

Nei luoghi di lavoro si nasconde la percentuale maggiore di forme di violenze, di ricatti e di molestie sessuali e fisiche. 

Sono le persone di età compresa fra i 14 e i 24 anni quelle a maggior rischio.  In Abruzzo il 36,2 % delle donne, dai 14 ai 65 anni,  nel corso della loro vita ha subito molestie sessuali o ricatti sessuali. Invece negli ultimi 3 anni la media, pari al 20,3%, è drasticamente aumentata portando l’Abruzzo tra le prime regioni,  in una classifica nazionale il cui valore è nettamente superiore alla media delle altre regioni, pari al 15,7%.

Il 22,4 % delle donne molisane, dai 14 ai 65 anni,  nel corso della loro vita lavorativa ha subito molestie o ricatti sessuali, circa il 10,5% nel periodo che va dal 2013 al 2016.

Più del 7% delle donne, dai 15 ai 65 anni, in Abruzzo ha subito ricatti sessuali sul lavoro durante la propria vita. Spostando l’attenzione sugli ultimi tre anni, il tasso delle lavoratrici e delle inoccupate  che sono state oggetto di ricatto sessuale, si attesta al  3,1% contro il valore nazionale pari all’1,1%.  Anche in questo caso nei territori abruzzesi si registra un’incidenza maggiore di donne vittime rispetto alla media dell’Italia. In Molise quasi il 6% delle donne nella loro vita lavorativa ha subito un ricatto a sfondo sessuale.  Il fenomeno appare particolarmente diffuso negli ultimi 3 anni dal 2013 al 2016.

Dall’indagine è emerso che nell’ambito lavorativo i ricatti sessuali sono subiti dalle sole donne per essere assunte, per mantenere il posto di lavoro o per ottenere avanzamenti di carriera.

A volte, come dimostrano i dati, il lavoro diventa il luogo del rischio.

Le donne tra i 15 e i 65 anni che, in Abruzzo, nel corso della loro vita lavorativa hanno subito molestie fisiche sul luogo di lavoro, o da parte di un collega, o di un datore di lavoro, o ricatti sessuali sul posto di lavoro, sono il 9,2% delle lavoratrici. Un fenomeno che si è notevolmente ampliato negli ultimi tre anni precedenti l’indagine (2013 – 2016), perché queste molestie hanno interessato il 5 % delle lavoratrici e inoccupate,  contro una media delle altre regioni italiane che si attesta al 2,7%.

L’Abruzzo è la regione meno sicura d’Italia per le donne nei luoghi di lavoro dove sono considerate  soggetti deboli e non tutelati,  ed esistono ancora forti pregiudizi sul loro conto.

Invece, in Molise il 6,2% delle donne, tra i 15 e i 65 anni, è stata vittima di un ricatto sessuale o molestie fisiche sul lavoro nel corso della propria vita.

La Segretaria Interregionale

        con delega alle Politiche Femminili

                      Maria Pallotta

 

 

 

Oct27

FINALMENTE​ ​E'​ ​ENTRATO​ ​IN​ ​VIGORE​ ​IL​ ​NUOVO​ ​ALGORITMO​ ​PER​ ​LE​ ​TARIFFE SOVRAREGIONALI SCATTANO​ ​I​ ​RIMBORSI​ ​PER​ ​GLI​ ​ABBONATI

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Adiconsum

FINALMENTE​ ​E'​ ​ENTRATO​ ​IN​ ​VIGORE​ ​IL​ ​NUOVO​ ​ALGORITMO​ ​PER​ ​LE​ ​TARIFFE SOVRAREGIONALI SCATTANO​ ​I​ ​RIMBORSI​ ​PER​ ​GLI​ ​ABBONATI
Dopo un lungo e puntuale confronto, il Coordinamento delle Regioni ha accolto la richiesta delle associazioni dei consumatori e dei comitati pendolari di modificare, dal 1 ottobre 2017, l'algoritmo di calcolo delle tariffe sovraregionali su base proporzionale rispetto ai Km percorsi in ogni regione attraversata e che comporterà
una riduzione dei prezzi degli abbonamenti, anche notevoli, per oltre il 90% dei passeggeri (vedi esempi riportati nella tabella allegata di alcune importanti relazioni).


Da tale data e fino a quando, in conseguenza dei tempi tecnici necessari all'adeguamento del sistema informativo di Trenitalia, entrerà materialmente in vigore la nuova tariffa (aprile 2018), i titolari di abbonamento mensile o annuale matureranno il diritto a un RIMBORSO, se dovuto dal conguaglio tariffario, solo esibendo gli abbonamenti per i mesi interessati.


Il RIMBORSO verrà erogato con le modalità che verranno a brevissimo comunicate e comprenderà anche una quota per il periodo 1 luglio 2017 – 30 settembre 2017.


Infine si informano tutti gli interessati che l'algoritmo abolito il 1 ottobre 2017 aveva altresì evidenziato una distorsione tariffaria che, nel corso del tempo, aveva comportato maggiori esborsi per le tratte sovraregionali rispetto a quelle regionali.
Per tale ragione le associazioni dei consumatori hanno chiesto alle imprese ferroviarie di prevedere e attendono di conoscere, entro il mese di novembre, modalità di rimborso degli abbonati anche per il pregresso periodo 1 gennaio 2012 – 20 giugno 2017.
Questa la copia della comunicazione predisposta da Regioni e Trenitalia
 
Valeria Lai (Ufficio Stampa Adiconsum Nazionale)
tel. +390644170222 - cell. +39 347.9139574
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www.adiconsum.it

 

Ago02

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Sono 20 milioni le dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2017 (riferite all'anno 2016) effettuate attraverso il Mod. 730. Una parte di queste, quasi 2,3, sono state inviate online direttamente dai contribuenti. I dati sono frutto di una prima proiezione, sulle statistiche ufficiali del sito dell'Agenzia delle Entrate, a cura della Consulta Nazionale dei CAF, che fotografa la condizione reale del sistema fiscale del Paese. Tra qualche settimana - terminata la maratona di compilazioni che ha portato nelle sedi dei CAF oltre 17 milioni di cittadini, che hanno delegato gli stessi Centri a scaricare 16 milioni di dichiarazioni precompilate - una verifica puntuale porterà gli esperti dei Consulta nazionale ad analizzare la composizione delle fasce di reddito e le diversità delle realtà economiche regionali. Il dato odierno conferma la posizione espressa dai rappresentanti della Consulta Nazionale dei CAF, durante l'audizione presso la Commissione parlamentare per la Semplificazione. –"Progressivamente, la "dichiarazione precompilata" migliorerà ancora e renderà fruibile anche il servizio online ad un numero maggiore di contribuenti – si legge nella relazione presentata dai Coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - essa è diventata, allo stesso tempo, un elemento di supporto e di raffronto per l'attività di assistenza del CAF al contribuente e, specularmente, un banco di prova per la qualità dei dati inviati dai diversi soggetti chiamati ad alimentare il sistema (banche, assicurazioni, settore della sanità, ecc.)". Tuttavia è chiaro che i positivi risultati dei primi tre anni di sperimentazione della dichiarazione dei redditi precompilata, il 60% (11,2 milioni) nel 2015, il 75% (14,5 milioni) nel 2016 e l'80% (16 milioni) nel 2017, non si sarebbero potuti realizzare senza l'attività svolta in modo professionale e capillarmente su tutto il territorio nazionale dagli oltre 20.000 dipendenti qualificati che operano nelle strutture dei Centri di Assistenza Fiscale. È grazie a loro se, con nove modelli 730 su dieci, inviati ogni anno - "i CAF sono il riferimento della quasi totalità dei lavoratori e dei pensionati italiani, ai quali offrono assistenza e tutela" - affermano ancora Bagnoli e Soldini. Il disegno complessivo della riforma fiscale puntava ad ottenere, attraverso le dichiarazioni precompilate, un numero sempre maggiore di dichiarazioni online confidando sulla facilità nella compilazione: "anche quest'anno – concludono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF – il dato reale non supera i 2,3 milioni, con un incremento rispetto allo scorso anno (circa 400.000 dichiarazioni), ma ancora distante dalle previsioni iniziali del Governo per il triennio che si è appena concluso, nonostante lo sforzo eccezionale profuso dall'Amministrazione fiscale. Questo risultato deve far riflettere il Parlamento e l'Amministrazione finanziaria rispetto al ruolo che intende affidare ai CAF: pensare al superamento dell'intermediazione nel rapporto tra Stato e cittadino, affidata oggi ad un interlocutore credibile ed affidabile, si dimostra sempre più velleitario e costoso. Costoso per il singolo, perché attraverso un seppur contenuto aumento delle tariffe del servizio, ai CAF si prospetta uno scenario difficilissimo: non possono pareggiare il taglio inspiegabile operato dalla legge di Stabilità 2016, con una decurtazione che nell'arco di un triennio raggiungerà i 100 milioni di euro (pari ad oltre un terzo di quanto assicurato loro per l'attività solo nel 2015!). Costoso per la collettività perché non viene colto il valore positivo che i CAF trasferiscono allo Stato con la loro mediazione. Valore costruito sulla fiducia perché basato sulla vicinanza e sulla tutela".
Le semplificazioni possibili nel settore fiscale devono sempre prevedere che, alla fine, è il cittadino che sceglie la modalità di adempimento ai suoi doveri contributivi, e la sua volontà va rispettata. Il numero delle dichiarazioni raccolte nei Centri di Assistenza Fiscale lo dimostra ancora una volta.

Comunicato Consulta Nazionael dei Caf

Ago01

Ape sociale: quando si perde?

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Ape sociale: quando si perde?

In attesa del 15 ottobre, data entro la quale l’Inps dovrà fornire riscontro a chi ha inviato domanda di verifica dei requisiti per l’accesso all’Ape sociale, vediamo insieme in quali casi questa prestazione – una volta assegnata - può venire meno.

Decadenza

Per chi fruirà dell’Ape sociale, la prestazione può decadere nei seguenti casi:

• alla data di decorrenza del trattamento di pensione anticipata o di un qualsiasi trattamento pensionistico conseguito anticipatamente rispetto all’età pensionabile ordinaria;

• qualora venga meno la residenza in Italia;

• in caso di superamento del limite di reddito da lavoro annuale, con riferimento ai redditi conseguiti successivamente alla decorrenza dell’Ape sociale. In questo caso, il lavoratore dovrà comunicare all’Inps l’avvenuto, o presumibile, superamento dei limiti predetti.

La fruizione dell’Ape prosegue in caso di percezione di pensione indiretta o di pensione di invalidità civile.

Cessazione e revoca

L’indennità cessa dal 1° giorno del mese successivo al compimento dell’età pensionabile ordinaria.

In caso di erogazione indebita per carenza dei requisiti, l’Ape sociale viene annullata a partire dalla decorrenza della stessa.

In caso di erogazione indebita, verificatasi durante il godimento dell’indennità, la stessa viene revocata:

1. se la revoca è dovuta al superamento dei limiti di reddito, la prestazione non sarà più dovuta a decorrere dall’inizio dell’anno, nel quale si è verificato il predetto superamento;

2. se la revoca è dovuta al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto, l’indennità non sarà più dovuta a partire dalla data di decorrenza della pensione;

3. se la revoca è dovuta alla cessazione della residenza in Italia, l’indennità non sarà più dovuta a partire dal mese successivo al venir meno della residenza.

Giu19

ANOLF. Facciamo appello a tutti i senatori, richiamandoli al senso di responsabilità: “approvate la proposta di legge sulla cittadinanza prima del termine della legislatura”.

Categoria: Notizie - Anolf, Notizie - Enti

ANOLF. Facciamo appello a tutti i senatori, richiamandoli al senso di responsabilità: “approvate la proposta di legge sulla cittadinanza prima del termine della legislatura”.

L'ANOLF assieme al suo Coordinamento Giovani ANOLF 2G da anni porta avanti la battaglia per la riforma della cittadinanza e ha deciso da tempo di aggregarsi e partecipare alla vita sociale del Paese, perché crediamo in un'Italia fondata sull'uguaglianza e sui diritti.


Nel 2017, nonostante le seconde generazioni (figli d'immigrati, nati e cresciuti in Italia) siano oltre 1 milione di cui la metà nati in Italia, non esiste ancora una legislazione che riconosce loro la cittadinanza e i diritti fondamentali a quest'ultima connessi.
Chi gioca, va a scuola, cresce con i bambini italiani non è italiano. Da due anni, la cittadinanza per í nuovi italiani è ferma al Senato, dove deve avere l'approvazione definitiva, bloccata in Commissione Affari costituzionali.
L'importanza della questione delle nuove generazioni e l'urgenza di una più equa ed avanzata normativa sulla cittadinanza sono state sollevate in più circostanze.
Molte sono state le proposte in sede parlamentare, ma manca la volontà politica di dar vita ad una legge organica sulla cittadinanza che garantisca a tutti i figli degli stranieri, nati e cresciuti in Italia, il diritto di partecipare alla vita politica e sociale di un Paese che è loro ma che li considera "stranieri", soggetti con permesso di soggiorno, o "cittadini di serie b".

Cara Senatrice e caro Senatore, facciamo appello a voi e a tutte le forze politiche affinché mettiate da parte le convenienze e si dia finalmente al Paese e ai ragazzi, figli d'immigrati nati e/o cresciuti in Italia, il diritto di essere considerati italiani.

Noi chiediamo che la proposta di legge sulla cittadinanza esca dalla palude e che oggi,, data in cui sarà discussa al Senato, vi mettiate mano sulla coscienza per permettere a chi vuole vivere nella libertà e fatti propri i valori della Costituzione, di sentirsi pienamente cittadini italiani.

 

 

 



Giu15

EMERGENZA SFRATTI

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Sicet

EMERGENZA SFRATTI

Modificare la legge sulle locazioni prevedendo un unico regime contrattuale, quello concordato, e rifinanziare nella prossima legge di stabilità il fondo affitti con una dotazione di almeno 500 milioni di euro. Queste le proposte lanciate dal segretario generale nazionale del Sicet Cisl, Nino Falotico, all'indomani della pubblicazione dei dati Istat sugli sfratti nel 2016, dati che "vanno presi con le pinze - mette in guardia il dirigente sindacale - in quanto i rilevamenti continuano ad essere parziali". Il sindacato inquilini della Cisl rileva, infatti, che anche quest'anno i dati relativi a diverse province - undici per la precisione - sono incompleti, tanto che lo stesso sindacato stima uno scostamento medio che oscilla da tre a quattro punti percentuali in più.
"La situazione - spiega Falotico - è a macchia di leopardo con regioni che registrano un sensibile calo degli sfratti rispetto al 2015, come il Friuli Venezia Giulia (-43%), e regioni che invece fanno registrare una forte impennata, come la Basilicata (+81,6%) e il Piemonte (+65,8%). Desta allarme, inoltre, la crescita delle richieste di esecuzione e degli sfratti eseguiti dagli ufficiali giudiziari che - osserva il segretario del Sicet - segnalano la necessità di rivedere le norme a tutela delle famiglie alla luce della perdurante situazione di grave difficoltà economica e sociale. Rispetto alla morosità incolpevole appare evidente l'inefficacia delle attuali norme di indirizzo e programmazione statale, gestite da Regioni e Comuni".
Per Falotico "è necessario riprendere il confronto con il governo e con le istituzioni locali con un duplice obiettivo: aggiornare le norme e le politiche in materia di casa e incrementare le risorse finanziarie per il contrasto al disagio abitativo, a partire dal rifinanziamento del fondo affitti, attualmente azzerato, e del fondo sulla morosità incolpevole, quest'ultimo oggetto recentemente di un taglio di oltre il 30 per cento".

 

 

 

 

Giu19

Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia

Categoria: IAL Molise, Notizie - Enti

Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia
In Collaborazione con USI CISL ABRUZZO-MOLISE
Corso di Preparazione al concorso per 1148 Allievi agenti di Polizia
893 posti, per esame - 179 posti, per esame e titoli, per coloro che sono in servizio 76 posti, per esame e titoli, per i volontari in ferma prefissata
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE AL CONCORSO
La domanda di partecipazione al concorso deve essere compilata ed inviata utilizzando esclusivamente la
procedura informatica disponibile sul sito https://concorsips.interno.it, entro il 26 giugno 2017.
Per problematiche/chiarimenti relativi ai requisiti di partecipazione e alle disposizioni previste dal bando di
concorso, la Polizia di Stato mette a disposizione i numeri 0646575068 – 06 46575066, dal lunedì al venerdì, dalle
ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Per problematiche/chiarimenti tecnici relativi alla procedura informatica di presentazione della domanda, si
possono invece inviare i quesiti all’indirizzo e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
REQUISITI
 Licenza media (diploma di scuola secondaria di I grado, o equipollente);
 Età compresa tra 18 anni e non aver compiuto il 30° anno di età. Quest’ultimo limite è elevato
fino ad un massimo di tre anni, in relazione al servizio militare prestato
 Qualità morali e di condotta
 Idoneità fisica, psichica ed attitudinale all’espletamento dei compiti connessi alla qualifica
BANDO DI ISCRIZIONE AL CORSO DI PREPARAZIONE
Modalità di iscrizione: Presso la segreteria dello IAL Molise S.r.l. o presso le sedi CISL di Campobasso,
Isernia, Termoli, Boiano e Venafro.
Termine di iscrizione: Le domande dovranno pervenire entro il 30 settembre 2017 presso la sede dello
IAL Molise S.r.l.
Costo per l’iscrizione: Euro 300,00. (per Iscritti Cisl e/o congiunti di iscritti Cisl Sconto del 15%)
Sedi del Corso: Campobasso – Isernia –Termoli – Venafro – Boiano
Programma principale:
n. 150 ore 30 ore Grammatica e Letteratura Italiana – 30 ore Matematica e
Geometria – 10 ore Educazione civica – 10 ore Scienze – 20 ore Storia
Contemporanea – 10 ore Geografia – 20 ore Geografia d’Italia e d’Europa – 20 ore
Informatica
Per informazioni rivolgersi allo IAL Molise S.r.l., aperta tutti i giorni dalle ore 8,30
alle ore 13,30 escluso il sabato. Tel. 0874/98869 – e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
il Legale Rappresentante
Enrico Passerini
Gen31

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

la dichiarazione va presentata ogni anno!

Chi non possiede un televisore, e non è quindi tenuto a pagare il Canone Rai per il 2017, ha tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione di non detenzione.
Va ricordato infatti che la dichiarazione ha validità annuale, non è "una tantum", e che la "vera scadenza" era in realtà il 31 dicembre. Chi ha ritardato, pagherà comunque il primo addebito in bolletta, ma solo se presenta la dichiarazione entro il 31 gennaio potrà richiedere e avrà diritto al rimborso. Per la richiesta di rimborso non c'è scadenza e e dopo la verifica dell'Agenzia delle Entrate l'importo non dovuto verrà riaccreditato in automatico sulla bolletta.

Chi invece invierà la dichiarazione dopo il 31 gennaio ma entro il 30 giugno sarà esonerato nel secondo semestre, ma dovrà pagare il canone per i primi sei mesi del 2017.
La dichiarazione inviata dal 1° luglioè infine relativa all'esenzione per il 2018.

31 gennaio scadenza anche per chi versa il canone con F24 perchè non è intestatario delle bollette: ad esempio degli inquilini in affitto, dei figli che vivono in un alloggio con le utenze intestate ai genitori, del portiere che utilizza l'alloggio condominiale.

May24

Rapporti di collaborazione e Pubblica Amministrazione illegittimità

Categoria: Notizie - Enti, Ufficio Vertenze

Rapporti di collaborazione e Pubblica Amministrazione illegittimità

Nella Pubblica Amministrazione i rapporti di cococo che celano un rapporto subordinato non determinano mai la conversione, ma solo diritto al risarcimento
Corte di Cassazione, sentenza n. 03384/2017

 

Mar07

PROGETTO “GHIACCIO IN SENEGAL”

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Iscos

PROGETTO “GHIACCIO IN SENEGAL”

 

 

INIZIO PROGETTO: 25/03/3014

FINE PROGETTO:   24/11/2015

Finanziato dal Comune di PESCARA (EURO 8.000)

 

 

Il ghiaccio è un elemento fondamentale sia per la pesca che per la lavorazione e la relativa commercializzazione del pescato.

A seguito della chiusura di una importante fabbrica ittica trasferitasi verso il nord (la Soséchal). Centinaia di uomini e donne erano impiegati nella produzione del ghiaccio, nella lavorazione, conservazione e commercializzazione del pesce.

La chiusura della Fabbrica Soséchal, oltre a creare un’enorme disoccupazione nella zona, ha anche messo in difficoltà molti pescatori che, a causa della mancanza di ghiaccio fornito anche dalla Soséchal, hanno diminuito significativamente le loro possibilità d’uscita nell’oceano non potendo più conservare a lungo il pesce durante la permanenza in mare.

Obiettivo specifico del progetto è la realizzazione di una fabbrica per la produzione di ghiaccio utilizzato per la pesca, la conservazione, la trasformazione e la commercializzazione del pesce, gestita da una cooperativa di donne e uomini.

Le principali attività per la realizzazione del progetto sono:

  • La costruzione della fabbrica con un laboratorio, un ufficio, i servizi, un muro di cinta, impianti elettrici ed idraulici.
  • La fornitura, l’installazione delle attrezzature e macchine per la produzione del ghiaccio.
  • La formazione ai lavoratori e ai soci della cooperativa su gestione e amministrazione di un’impresa.

L’azione è stata sollecitata sia dalle Autorità locali che dal Sindacato nazionale della CNTS. Essi hanno chiesto con insistenza e urgenza un sostegno alla realizzazione di attività produttive a Ziguinchor al fine di creare reddito e occupazione, migliorare le condizioni economiche degli abitanti, avviare l’emancipazione dalla povertà, creare posti di lavoro per giovani disoccupati e ridurre il più possibile l’emigrazione clandestina.

 

Gen21

Mancata consegna buste paga e mancato pagamento Assegni Familari A.N.F.

Categoria: Notizie - Enti

Mancata consegna buste paga e mancato pagamento Assegni Familari A.N.F.

La Direzione Territoriale del Lavoro deve eseguire le ispezzioni e le verifiche di merito in caso di mancato rispetto della norma

Il dlgs 151/2015 (Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese....), all'art 22 n. 6 e 7 inasprisce le sanzioni pecuniarie per i datori di lavoro che non pagano gli anf o che non consegnano i prospetti paga ai lavoratori.
Gli importi sanzionatori oscillano tra i 500 e i 5000 euro per gli anf e tra i 150 e i 900 euro per la mancata consegna delle buste paga (sanzioni inerenti la violazione nei confronti di un solo lavoratore; se i lavoratori sono più di 5, gli importi aumentano considerevolmente). La minaccia di tali sanzionidovrebbe fungere da deterrente per certi datori di lavoro che ancora non rispettano la norma. Pertanto in caso di inadempimenti i lavoratori possono denunciare alla D.T.L di competenza il mancato rispetto della norma al fine di procedere alle opportune verifiche ispettive

riportiamo il testo dell'art 22 n. 6 e 7

6. All'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, il secondo comma è sostituito dal seguente:

«Il datore di lavoro che non provvede, se tenutovi, alla corresponsione degli assegni è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 5.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da 1.500 a 9.000 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 3.000 a 15.000 euro».

7. All'articolo 5 della legge 5 gennaio 1953, n. 4, il primo comma è sostituito dal seguente:

«Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore del prospetto di paga, o di omissione o inesattezza nelle registrazioni apposte su detto prospetto paga, si applica al datore di lavoro la sanzione amministrativa pecuniaria da 150 a 900 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero a un periodo superiore a sei mesi la sanzione va da 600
a 3.600 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero a un periodo superiore a dodici mesi la sanzione va da 1.200 a 7.200 euro. Nell'ipotesi in cui il datore di lavoro adempia agli obblighi di cui agli articoli precedenti attraverso la consegna al lavoratore di copia delle scritturazioni effettuate nel libro unico del lavoro, non si applicano le sanzioni di cui al presente articolo ed il datore di lavoro è sanzionabile esclusivamente ai sensi dell'articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modifi cazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modifi cazioni.».

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