Apr11

Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0

Categories // Notizie - Categorie, Notizie - FAI

Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0

Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0 è il tema su cui si è sviluppato il dibattito tra il mondo delle imprese e il sindacato. La tavola rotonda è stata organizzata a Pacentro nei locali della Taverna de li Caldora, dalla  FAI CISL AbruzzoMolise alla presenza del Segretario Generale Aggiunto della CISL Nazionale, Luigi SBARRA  e dei responsabili della maggiori aziende abruzzesi del settore agroalimentare: CocaCola, De Cecco, SpumadorRefresco e la San Benedetto.

Il Convegno, si inserisce in un percorso  formativo dei delegati della Federazione agroalimentare abruzzese e molisana della CISL, ha ricordato  Franco PESCARA, Segretario Generale. Nel suo intervento di presentazione, ha sottolineato l’importanza dell’accordo CGIL-CISL-UIL e Confindustria sulle nuove relazioni sindacali e delle varie opportunità offerte dal piano industria 4.0, ma soprattutto ha valorizzato il lavoro svolto in questi anni nei rinnovi contrattuali sottoscritti con le varie aziende presenti nel territorio delle due regioni.

“Siamo nel vivo della quarta rivoluzione industriale, - così Leo MALANDRA, Segretario Generale CISL AbruzzoMolise nel suo intervento ha affrontato le opportunità e i pericoli che si incontrano in questo cambiamento del modello industriale -,  dove il processo di digitalizzazione del sistema produttivo non deve essere un rischio in termini occupazionali, ma un’occasione di crescita per il futuro del  Paese, dell’Abruzzo e del Molise anche in previsione di una nuova e più qualificata occupazione. Una risposta a queste trasformazioni è sicuramente il nuovo accordo sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria su un modello contrattuale innovativo. Nei territori c’è bisogno di favorire questo vento d’innovazione attraverso lo sviluppo di un sistema di incentivi operativi (MasterPlan, Patto per lo Sviluppo, Carta di Pescara) e una rete tra le grandi e piccole imprese per non arrivare impreparate alle sfide del cambiamento soprattutto in due regioni altamente manifatturiere.”

“Il cambiamento non deve essere vissuto come un ostacolo ma come un’occasione di stimolo per i lavoratori attraverso  la conoscenza della tecnologia, - questo è quello che il mondo delle imprese hanno voluto dire ai rappresentanti sindacali presenti in sala.

“Solo la formazione permette di stare al passo con i tempi e le innovazioni tecnologiche, - cosi Luca Pisano, Direttore Risorse Umane, e Lorenzo Milani, Resonsabile Relazioni Industriali, del Gruppo San Benedetto hanno sottolineato come, attraverso gli investimenti tecnologici si possa arrivare alla produttività per non avere un impatto negativo sui lavoratori. Per Domenico Moretti, Direttore delle risorse Umane del Gruppo De Cecco, la sfida di industria 4.0 si sviluppa anche sugli investimenti nella formazione delle lavoratici e dei lavoratori, quindi non solo tecnologia ma anche persone. All’innovazione si coniuga inevitabilmente flessibilità e sicurezza sul lavoro. La multinazionale Spumador s.p.a. Gruppo Refresco,  ha denunciato le difficoltà che l’azienda incontra nella ricerca di personale altamente qualificato e specializzato, secondo il Direttore Operation, Tullio Tiozzo,”il sistema scolastico italiano non è ancora capace di formare persone pronte ad entrare nel mondo del lavoro orientato verso l’innovazione”. Invece, Pietro Guardiani, Plant Manager, ha ricordato che la società ha bisogno di nuovi “mestieri” spendibili nella nuova organizzazione del lavoro. Una sfida culturale che può essere percorsa grazie anche ad azioni e progetti  condivisi con le organizzazioni sindacali. Un modello di relazioni industriali capace di creare nuovi strumenti contrattuali per sostenere ed aiutare le aziende nella ricerca di risposte puntando sulla flessibilità e sulla formazione. Per il Gruppo Cocacola, Matteo Butturi e Matteo Perfetti, le relazioni sindacali, anche con la sfida di “Industria 4.0”, devono essere costanti per poter intraprendere la strada giusta verso le nuove tecnologie e i nuovi processi produttivi.

Nelle conclusioni il Segretario Generale Aggiunto della CISL nazionale, Luigi SBARRA, ha sottolineato come in ogni processo di cambiamento si nascondono opportunità ma anche insidie che possono essere gestite attraverso responsabilità e protagonismo della classe dirigente. Le innovazioni tecnologiche sono necessarie per ridare competitività al nostro sistema imprese. “Dobbiamo vivere questa fase da protagonisti, non con atteggiamenti conservativi ma riformisti per governare situazioni totalmente nuove e per ritornare a crescere in termini economici ed occupazionali, - continua Sbarra – La CISL è un sindacato riformista capace di creare strumenti utili e necessari per la crescita del Paese e agevolare senza ostacoli il cambiamento”. Il nuovo modello contrattuale, previsto nell’accordo tra CGIL-CISL-UIL e Confindustria, favorirà la competitività delle   imprese per recuperare produttività, non solo tradotto in lavoro, ma anche in risorse infrastrutturali, energetiche  e di servizi, a cui seguirà una fase di redistribuzione della ricchezza in salari. Il “Piano industria 4.0” è una sfida tecnologica che deve ridare dignità al lavoro e valorizzare la persona. La formazione e la valorizzazione del capitale umano sono la cerniera tra  il lavoro  e il mondo della scuola. Il tema delle politiche attive del lavoro è una questione ancora aperta ma deve essere affrontata per potenziare strumenti come l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato. Il tessuto produttivo ha bisogno di essere rafforzato ripensando ad una nuova organizzazione del lavoro, alla definizione di nuovi inquadramenti professionali ma anche una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. Nel suo intervento Sbarra ha riportato il tema sull’agroalimentare perché “è la prima filiera del Made in Italy nel mondo, che negli anni ha dimostrato grandi capacità di sviluppo e di tenuta occupazionale e produttiva soprattutto negli anni della crisi. Il sistema agroalimentare ha una capacità occupazionale di 500 mila persone e produce 135 miliardi di ricchezza. La vera sfida è far ritornare il settore agroalimentare a priorità per far ripartire crescita e sviluppo, - ha concluso Sbarra.”

Condividi su...

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie. Piu informazioni. Accetto i cookies da questo sito. Accetto