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Nov30

FAI CISL AbruzzoMolise primo sindacato alla Salpa di Roseto degli Abruzzi

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FAI CISL AbruzzoMolise primo sindacato  alla Salpa di Roseto degli Abruzzi

Ieri  si è votato per il rinnovo delle RSU nell’azienda SALPA, ex Rolli di Roseto degli Abruzzi.

La FAI CISL AbruzzoMolise  ha ottenuto un importante risultato eleggendo 9 delegati su 13 con 318 voti, confermando e rafforzando il ruolo di prima organizzazione sindacale,  che  aveva già conquistato nella precedente tornata  elettorale. La FLAI-CGIL ha eletto 4 componenti RSU.

“ E’ un grande risultato, frutto di un confronto e coinvolgimento costante della Fai Abruzzo Molise con i delegati, con le lavoratrici e i lavoratori - ha dichiarato Franco Pescara, Segretario Interregionale della FAI CISL -. Ancora una volta i lavoratori danno fiducia al sindacato: per noi è motivo di grande soddisfazione. Siamo stati premiati per il nostro impegno concreto e coerente nella gestione, negli anni scorsi, delle difficoltà economiche ed occupazionali”.

“L’importante successo riportato dalla FAI, sta a dimostrare l’impegno costante nel tempo della Categoria, che ha sempre ricercato candidature serie, qualificate e condivise, - continua Franco Pescara”.

Gli eletti della categoria degli agroalimentari della CISL sono: Lorenzo Gislao, Filippo Paradisi,Franco Vagnozzi, Matteo Di Profio, Enzo Guardiani, Luigi Di Giammatteo,Danilo Ragnoli, Davide Di Properzio e Pierluigi De Lauretis.

“La Fai CISL Abruzzo Molise si congratula con i nuovi eletti ed è grata per l’impegno dimostrato  di tutti i delegati ed i responsabili sindacali. Auguriamo  loro buon lavoro. Un ringraziamento particolare va anche a Raffaella Buonaguro, Segretaria Nazionale,  e Stefano Faiotto, operatore della FAI nazionale, che ci hanno sempre accompagnato e supportato nei percorsi intrapresi per raggiungere importanti traguardi in termini occupazionali per l’Abruzzo, - così ha commentato Franco Pescara.

“Questo vittoria ci rafforza nella nostra azione quotidiana di rappresentanza e tutela dei lavoratori del settore agroalimentare nei territori  e nelle aziende abruzzesi e molisane – conclude il  Segretario Generale Franco Pescara –”.

 

 

Il Segretario Generale FAI CISL AbruzzoMolise

Franco Pescara

Nov19

Rinnovare il Contratto Operai Agricoli in tutte le province quale ulteriore strumento di lotta al caporalato.

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Rinnovare il Contratto Operai Agricoli in tutte le province quale ulteriore strumento di lotta al caporalato.

Le notizie apparse ieri sugli organi di stampa in merito agli arresti e alle denunce per caporalato e sfruttamento della manodopera nel settore agricolo, in provincia di Chieti, evidenziano due aspetti più volte sottolineati con forza dal sindacato e cioè che la nostra regione non è immune da questa piaga che affligge il mercato del lavoro, specie laddove, per ragioni di vicinanza geografica, è maggiore l’influenza di ampie sacche di illegalità che operano stabilmente nella Capitanata e che bisogna rilanciare la contrattazione di secondo livello perché il contratto provinciale Operai Agricoli e Florovivaisti di Chieti, scaduto da tre anni, come del resto quelli di Pescara e Teramo, se rinnovato, costituirebbe un ulteriore strumento di lotta al lavoro nero e al caporalato, ispirandosi a quanto di buono le parti hanno saputo fare in provincia dell’Aquila, l’unica in Abruzzo dove il contratto provinciale è stato sottoscritto.

Sul fronte normativo la nostra richiesta è quella di dare piena applicazione alla legge 199 del 2016 contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, specie per quanto riguarda gli aspetti preventivi, con la costituzione, presso l’Inps, della rete del lavoro agricolo di qualità mentre, sul fronte contrattuale, esortiamo Coldiretti, Confagricoltura e Cia ad aprire il negoziato per il rinnovo del Cpl, sia per dare risposte salariali agli addetti del settore, in una provincia, come quella di Chieti, a spiccata vocazione agricola (ma l’appello, lo ricordiamo, vale anche per Pescara e Teramo) sia sopratutto per valorizzare la bilateralità anche nell’ambito del governo del mercato del lavoro e nella certificazione della regolarità delle imprese che operano nel settore. In definitiva, l’auspicio del sindacato è di realizzare, attraverso la contrattazione e dunque in piena sintonia con le organizzazioni datoriali, percorsi condivisi e virtuosi per valorizzare le imprese che operano con onestà e nel pieno rispetto delle norme  per mettere all’angolo chi, invece, agisce con spregiudicatezza, sfruttando la manodopera e facendo concorrenza sleale agli imprenditori onesti che, ricordiamolo, sono la maggior parte.

 

 

Fai Cisl                                   Flai Cgil                                           Uila Uil

F. Maurizi                               A. Sinimberghi                                 M. D’Anastasio

Oct24

Corso di formazione FAI

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Corso di formazione FAI

La Fai CISL  AbruzzoMolise ha organizzato due giorni di formazione per i propri delgati.

Il seminario è stata un'occasione per approfondire lo strumento della contrattazione nazionale e aziendale nel settore agroindustriale. I lavori sono seguiti con l'analisi e lo studio delle buste paghe, del ruolo delle RSU nelle aziende e, in collaborazione con l'Inas, si è parlato del tema previdenzale  in modo particolare le malattie professionali.

        

  Il Segretario Generale                                        

     Franco Pescara                                            

 

 

Oct15

Vertenza Santa Croce

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Vertenza Santa Croce

La tormentata vicenda della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro e dei 70 ex dipendenti Santa Croce, in attesa di essere rioccupati, assume contorni sempre più drammatici ma bisogna reagire.

L’ennesimo passo falso si è materializzato nei giorni scorsi attraverso il disimpegno, ormai certo da parte della Norda che avrebbe rinunciato ad insediarsi a Canistro, dopo che si era aggiudicata la concessione provvisoria nel marzo del 2017. Ricordiamo che quella aggiudicata dalla Norda è già la seconda gara di appalto predisposta e che entrambe le procedure amministrative si sono concluse con altrettanti nulla di fatto.

Nel frattempo, nonostante le promesse e le rassicurazioni da parte di alcuni attori della vicenda, i lavoratori ex Santa Croce hanno perso il lavoro, in parte hanno già esaurito, in parte stanno per esaurire la naspi e si prestano a vivere momenti di autentica angoscia, pensando al futuro che li attende.

Eppure bisogna non demoralizzarsi e continuare a battersi con ancora maggiore determinazione affinché le Istituzioni preposte, facendo tesoro delle esperienze  maturate, indichino un percorso ed un crono programma certi e finalmente creino le condizioni affinché a Canistro si torni ad imbottigliare acqua minerale e a generare buona occupazione e benessere per il territorio.

Per raggiungere questo traguardo è però necessario che il sindacato non indietreggi di un millimetro nel pretendere la tutela assoluta delle maestranze così duramente colpite e messe alla prova e che gli impegni assunti  si traducano in fatti concreti.

Questo è ciò che la Fai CISL  si propone di fare con determinazione, nell’esclusivo interesse dei lavoratori che rappresenta, unico obiettivo che ci ispira.

        

  Il Segretario Generale                                          Il Segretario Gen.le Agg.to

     Franco Pescara                                             Feliciantonio Maurizi

 

 

Sep20

Vertenza ex Santa Croce

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Vertenza ex Santa Croce

Fai Cisl,  Flai Cgil e Uila Uil sono fortemente preoccupati della  situazione incerta che stanno ancora vivendo i lavoratori della ex Santa Croce.

“Insieme ai Rappresentanti RSU, abbiamo richiesto un incontro urgente al Presidente, Giovanni Lolli, per avere dei chiarimenti sul bando che prevede la concessione regionale per lo sfruttamento delle acque della sorgente di Canistro”, dichiarano Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

“Purtroppo non riusciamo ancora a vedere la fine della vertenza ex Santa Croce per questo vogliamo che la Regione Abruzzo ci dia delle rassicurazioni soprattutto sul futuro dei lavoratori, che ancora attendono una ricollocazione - continuano i sindacalisti.

“Inoltre, abbiamo richiesto un maggiore coinvolgimento delle OO.SS. visto le ultime vicende che hanno interessato la procedura di aggiudicazione degli appalti per lo sfruttamento delle acque della sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro”, hanno concluso così la richiesta d’incontro unitaria Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

 

        

                                                                    

Fai Cisl  - Flai Cgil  - Uila Uil

 

 

 

 

 

 

Sep04

Il sindacato chiede rassicurazioni al gruppo Norda

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Il sindacato chiede rassicurazioni al gruppo Norda

“Sono passati 18 mesi dall’apertura delle buste relative alla procedura di aggiudicazione degli appalti per lo sfruttamento delle acque della sorgente di Canistro ma la vertenza non è ancora conclusa nonostante le varie rassicurazione della Regione Abruzzo”, - commenta il Segretario Generale Aggiunto della FAI CISL AbruzzoMolise.

Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil hanno richiesto un incontro alla nuova proprietà aggiudicatrice provvisoria: Gruppo Acque Minerali d’Italia SpA, titolare del marchio Norda.

“Abbiamo inviato una nota unitaria all’Amministratore delegato, Ingegnere Pessina, della Società Norda - continua Feliciantonio Maurizi -, per avere dei chiarimenti sulle notizie apparse sulla stampa che sollevavano dubbi sulla conclusione positiva della procedura amministrativa della Regione Abruzzo nell’individuazione di un nuovo gruppo imprenditoriale che possa imbottigliare le acque della Sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro”.

“Le difficoltà burocratiche riscontrate, in questo periodo, possono scoraggiare il progetto d’investimento della Norda in Abruzzo, - denuncia la FAI CISL. Dobbiamo evitare che il gruppo abbandoni il nostro territorio perché  sarebbe un danno per il tessuto produttivo e l’economia regionale, ma soprattutto per le 75 famiglie degli ex dipendenti Santa Croce, che sono ancora in attesa di essere ricollocati. Vogliamo che la dirigenza Norda  ci rassicuri della loro volontà di investire nei nostri territori a garanzia dello sviluppo e della tutela dell’occupazione”, - ha concluso Maurizi della Fai CISL.

        

Il Segretario Gen.le Agg.to  

     Feliciantonio Maurizi      

 

 

 

 

 

Lug19

CAMPAGNA NAZIONALE NUMERO VERDE “S.O.S CAPORALATO”

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CAMPAGNA NAZIONALE NUMERO VERDE “S.O.S CAPORALATO”

La Fai Cisl Interregionale, nell’apprezzare l’iniziativa, quanto mai opportuna,  del Segretario generale, Onofrio Rota, aderisce con entusiasmo alla campagna promossa dalla Federazione Nazionale, denominata “S.O.S. Caporalato”, per combattere il fenomeno di illegalità più grave, pernicioso e diffuso nel settore primario, attraverso l’istituzione del numero verde 800.199.100 che costituisce uno strumento prezioso e di facile accesso a tutti i lavoratori agricoli che si trovano costretti a subire situazioni di sfruttamento e non trovano il coraggio di denunciare la loro condizione, recandosi nelle sedi sindacali o presso le istituzioni preposte. Inoltre consentirà alla Fai di monitorare il fenomeno a livello nazionale e di sollecitare interventi mirati da parte delle autorità competenti, andando così ad esercitare un’attività sussidiaria, per quanto possibile, alla ancora incompleta applicazione dell’ottima legge 199/2016 sul caporalato, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti preventivi. Di qui il richiamo simbolico ma anche sostanziale del numero verde che contiene al suo interno il 199 e rimanda ad una legge fortemente voluta dal sindacato, che presenta elementi di grande civiltà giuridica sul fronte della tutela dei lavoratori agricoli ma che, anziché essere messa in discussione, dovrebbe essere ulteriormente sostenuta affinché possa produrre i suoi effetti positivi non solo sul fronte della repressione ma anche su quello della prevenzione.

Per quanto riguarda la nostra regione, come Fai abbiamo avviato una fitta interlocuzione con alcuni Prefetti per contribuire, attraverso le notizie riferiteci da lavoratori e lavoratrici che parlano di sottosalario, orari di lavoro non rispettati, assenza del riposo settimanale e anche violenze di genere, a contrastare con maggior efficacia i fenomeni di illegalità e di sfruttamento della manodopera agricola che, a quanto pare, sono abbastanza diffusi anche dalle nostre parti e siamo certi che l’iniziativa “S.O.S. Caporalato” conferirà un ulteriore, decisivo,  impulso a questa battaglia di civiltà.

 

 

            Il Segretario Gen.le Agg.to                                 Il Segretario Generale

           Feliciantonio Maurizi                                             Franco Pescara

 

 

 

 

Giu27

Salpa di Roseto

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Salpa di Roseto

Oggi 27 giugno 2018 presso la regione Abruzzo si è svolta una riunione inerente la situazione dello stabilimento Salpa di Roseto; le organizzazioni sindacali e la RSU ritengono che quanto emerso in via ufficiale da parte aziendale porterà a problematiche occupazionali con riduzione di ore di lavoro sia nella fase transitoria che in quella dell'assetto definitivo. 

L'azienda ha successivamente proposto un testo che i sindacati si riservano di approfondire e modificare.

Su invito del Vice Presidente della Regione Lolli, le parti hanno convenuto di incontrarsi nuovamente  il 6 luglio 2018 presso la sede della Regione a L'Aquila, al fine di superare le problematiche ancora aperte.

 

Segreterie territoriali Flai/Fai/Uila

RSU Salpa Roseto

 

Giu07

Venerdì 15 giugno SCIOPERO degli operai agricoli e florovivaisti

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Venerdì 15 giugno SCIOPERO degli operai agricoli e florovivaisti

Dopo un lungo confronto, durato 5 mesi, Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno dovuto prendere atto dell'impossibilità di proseguire il negoziato per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro degli operai agricoli e florovivaisti a causa del rifiuto di Confagricoltura, Coldiretti e Cia di accogliere la gran parte delle richieste contenute nella piattaforma unitaria.

Il CCNL è scaduto il 31/12/2017 e la piattaforma sindacale per il suo rinnovo contiene molti temi importanti che intendono migliorare le condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori delle imprese agricole: dalla richiesta di aumentare i permessi e i congedi, all'integrazione per la maternità e alla tutela dei lavoratori colpiti da malattie gravi fino alla tutela delle donne vittime di violenza. Più tutele per i lavoratori degli appalti, per i lavoratori delle imprese senza terra e per quelli stranieri che lavorano in Italia attraverso distacchi internazionali, un intervento a sostegno degli OTI che perdono il lavoro durante l'anno, insieme alla necessità di aumentare gli interventi a tutela della sicurezza sul lavoro. Sono stati questi alcuni dei temi sui quali ci siamo confrontati negli ultimi mesi registrando, però, pochi passi in avanti.

 

Inoltre, abbiamo chiesto di valorizzare i temi che riguardano il collocamento, il trasporto e le azioni positive che possono essere messe in campo dalla Legge 199/2016, che agisce contro lo sfruttamento e il caporalato. Una buona legge che abbiamo fortemente voluto con iniziative unitarie negli scorsi anni. Su questo e su altri temi, come la possibilità di riunioni in azienda, Confagricoltura, Coldiretti e Cia, hanno risposto negativamente. 

 

La trattativa si è complicata con le richieste che le controparti hanno avanzato di:

  • cancellare l'orario giornaliero di 6,30 ore;
  • prevedere un salario minimo nazionale che scardina l'attuale modello contrattuale agricolo.

Destrutturare l’orario di lavoro metterebbe a rischio la contribuzione previdenziale per il calcolo della indennità di disoccupazione e non si avrebbe più alcun controllo sulla durata dell'orario giornaliero. Così come l’introduzione di un salario minimo a livello nazionale non tiene conto della struttura retributiva esistente nel settore che affida la titolarità della definizione dei salari contrattuali alla contrattazione provinciale, rischiando di determinare condizioni peggiorative sul versante salariale.

 Il nostro rifiuto ad accettare queste proposte ha portato Confagricoltura, Coldiretti e Cia ad interrompere le trattative e a non voler più proseguire il confronto.

Nei confronti di questo atteggiamento incomprensibile e pericoloso, e di fronte alla totale indisponibilità di discutere dell'aumento del salario, Fai, Flai e Uila hanno deciso di proclamare lo 

SCIOPERO NAZIONALE DEGLI OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI 

per l'intera giornata del 15 giugno 2018 con manifestazioni in tutta Italia.

Per la   regione Abruzzo  la manifestazione si terrà a Teramo con presidio nella zona antistante la sede di CONFAGRICOLTURA in via Panfilo Gammelli, 7, dalle ore 9.30 alle ore 14,00.

Operai ed operaie, anche alla luce dei mancati rinnovi dei vostri contratti provinciali, scaduti da oltre due anni vi chiediamo di aderire compatti allo sciopero perché solo in questo modo riusciremo a vincere l'indisponibilità delle controparti datoriali a continuare un confronto che ci porti a difendere i vostri diritti e a vedere riconosciuti la vostra dignità di lavoratori ed il rispetto per l'intera categoria.

 

Giu04

Solidarietà al collega/sindacalista Marcello Pagliaroli

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Solidarietà al collega/sindacalista Marcello Pagliaroli

La FAI CISL e la UILA UIL esprimono la loro vicinanza al collega sindacalista della FLAI CGIL, Marcello Pagliaroli, che è stato coinvolto in un’azione giudiziaria dalla Santa Croce, ex concessionaria della sorgente Sant’Antonio di Canistro, per falsa testimonianza.

“All’amico e al collega sindacalista Marcello va tutta la nostra solidarietà e vicinanza perché ha sempre dimostrato la sua serietà e correttezza, - dichiarano Feliciantonio Maurizi, della FAI CISL e Leonardo Lippa,  della UILA UIL- , ma soprattutto si è distinto per aver sempre svolto con coraggio e dedizione la propria attività a tutela dei lavoratori.

“La querela presentata dall’imprenditore della santa Croce, Società Colella, non deve rappresentare un ostacolo al lavoro del sindacalista Marcello Pagliaroli che deve essere messo nelle condizioni per poter continuare la sua azione di tutela e rappresentanza, - continuano Maurizi e Lippa. Siamo certi che si farà chiarezza su questa infelice vicenda giudiziaria”.

 

 

 

 

Apr11

Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0

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Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0

Le relazioni sindacali nell’industria alimentare 4.0 è il tema su cui si è sviluppato il dibattito tra il mondo delle imprese e il sindacato. La tavola rotonda è stata organizzata a Pacentro nei locali della Taverna de li Caldora, dalla  FAI CISL AbruzzoMolise alla presenza del Segretario Generale Aggiunto della CISL Nazionale, Luigi SBARRA  e dei responsabili della maggiori aziende abruzzesi del settore agroalimentare: CocaCola, De Cecco, SpumadorRefresco e la San Benedetto.

Il Convegno, si inserisce in un percorso  formativo dei delegati della Federazione agroalimentare abruzzese e molisana della CISL, ha ricordato  Franco PESCARA, Segretario Generale. Nel suo intervento di presentazione, ha sottolineato l’importanza dell’accordo CGIL-CISL-UIL e Confindustria sulle nuove relazioni sindacali e delle varie opportunità offerte dal piano industria 4.0, ma soprattutto ha valorizzato il lavoro svolto in questi anni nei rinnovi contrattuali sottoscritti con le varie aziende presenti nel territorio delle due regioni.

“Siamo nel vivo della quarta rivoluzione industriale, - così Leo MALANDRA, Segretario Generale CISL AbruzzoMolise nel suo intervento ha affrontato le opportunità e i pericoli che si incontrano in questo cambiamento del modello industriale -,  dove il processo di digitalizzazione del sistema produttivo non deve essere un rischio in termini occupazionali, ma un’occasione di crescita per il futuro del  Paese, dell’Abruzzo e del Molise anche in previsione di una nuova e più qualificata occupazione. Una risposta a queste trasformazioni è sicuramente il nuovo accordo sottoscritto da Cgil-Cisl-Uil e Confindustria su un modello contrattuale innovativo. Nei territori c’è bisogno di favorire questo vento d’innovazione attraverso lo sviluppo di un sistema di incentivi operativi (MasterPlan, Patto per lo Sviluppo, Carta di Pescara) e una rete tra le grandi e piccole imprese per non arrivare impreparate alle sfide del cambiamento soprattutto in due regioni altamente manifatturiere.”

“Il cambiamento non deve essere vissuto come un ostacolo ma come un’occasione di stimolo per i lavoratori attraverso  la conoscenza della tecnologia, - questo è quello che il mondo delle imprese hanno voluto dire ai rappresentanti sindacali presenti in sala.

“Solo la formazione permette di stare al passo con i tempi e le innovazioni tecnologiche, - cosi Luca Pisano, Direttore Risorse Umane, e Lorenzo Milani, Resonsabile Relazioni Industriali, del Gruppo San Benedetto hanno sottolineato come, attraverso gli investimenti tecnologici si possa arrivare alla produttività per non avere un impatto negativo sui lavoratori. Per Domenico Moretti, Direttore delle risorse Umane del Gruppo De Cecco, la sfida di industria 4.0 si sviluppa anche sugli investimenti nella formazione delle lavoratici e dei lavoratori, quindi non solo tecnologia ma anche persone. All’innovazione si coniuga inevitabilmente flessibilità e sicurezza sul lavoro. La multinazionale Spumador s.p.a. Gruppo Refresco,  ha denunciato le difficoltà che l’azienda incontra nella ricerca di personale altamente qualificato e specializzato, secondo il Direttore Operation, Tullio Tiozzo,”il sistema scolastico italiano non è ancora capace di formare persone pronte ad entrare nel mondo del lavoro orientato verso l’innovazione”. Invece, Pietro Guardiani, Plant Manager, ha ricordato che la società ha bisogno di nuovi “mestieri” spendibili nella nuova organizzazione del lavoro. Una sfida culturale che può essere percorsa grazie anche ad azioni e progetti  condivisi con le organizzazioni sindacali. Un modello di relazioni industriali capace di creare nuovi strumenti contrattuali per sostenere ed aiutare le aziende nella ricerca di risposte puntando sulla flessibilità e sulla formazione. Per il Gruppo Cocacola, Matteo Butturi e Matteo Perfetti, le relazioni sindacali, anche con la sfida di “Industria 4.0”, devono essere costanti per poter intraprendere la strada giusta verso le nuove tecnologie e i nuovi processi produttivi.

Nelle conclusioni il Segretario Generale Aggiunto della CISL nazionale, Luigi SBARRA, ha sottolineato come in ogni processo di cambiamento si nascondono opportunità ma anche insidie che possono essere gestite attraverso responsabilità e protagonismo della classe dirigente. Le innovazioni tecnologiche sono necessarie per ridare competitività al nostro sistema imprese. “Dobbiamo vivere questa fase da protagonisti, non con atteggiamenti conservativi ma riformisti per governare situazioni totalmente nuove e per ritornare a crescere in termini economici ed occupazionali, - continua Sbarra – La CISL è un sindacato riformista capace di creare strumenti utili e necessari per la crescita del Paese e agevolare senza ostacoli il cambiamento”. Il nuovo modello contrattuale, previsto nell’accordo tra CGIL-CISL-UIL e Confindustria, favorirà la competitività delle   imprese per recuperare produttività, non solo tradotto in lavoro, ma anche in risorse infrastrutturali, energetiche  e di servizi, a cui seguirà una fase di redistribuzione della ricchezza in salari. Il “Piano industria 4.0” è una sfida tecnologica che deve ridare dignità al lavoro e valorizzare la persona. La formazione e la valorizzazione del capitale umano sono la cerniera tra  il lavoro  e il mondo della scuola. Il tema delle politiche attive del lavoro è una questione ancora aperta ma deve essere affrontata per potenziare strumenti come l’alternanza scuola lavoro e l’apprendistato. Il tessuto produttivo ha bisogno di essere rafforzato ripensando ad una nuova organizzazione del lavoro, alla definizione di nuovi inquadramenti professionali ma anche una migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro”. Nel suo intervento Sbarra ha riportato il tema sull’agroalimentare perché “è la prima filiera del Made in Italy nel mondo, che negli anni ha dimostrato grandi capacità di sviluppo e di tenuta occupazionale e produttiva soprattutto negli anni della crisi. Il sistema agroalimentare ha una capacità occupazionale di 500 mila persone e produce 135 miliardi di ricchezza. La vera sfida è far ritornare il settore agroalimentare a priorità per far ripartire crescita e sviluppo, - ha concluso Sbarra.”

Feb23

La Fai CISL e l’Anolf promuovono una politica di coesione d’integrazione dei lavoratori immigrati agricoli

Categoria: Notizie - FAI

La Fai CISL e l’Anolf promuovono una politica di coesione d’integrazione  dei lavoratori immigrati agricoli

Ieri ad Avezzano la Fai CISL Abruzzo Molise e l’Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere della CISL hanno incontrato i lavoratori  del settore agricolo per affrontare i temi dell’immigrazione, integrazione, diritti.

La località scelta per l’incontro non è stata casuale: la Marsica ricopre un ruolo fondamentale nell’economia agricola regionale con 2mila imprese agricole e un totale di 9.800 lavoratori soprattutto manodopera straniera. Inoltre, grazie alla produzione di prodotti come: patate, ortaggi e carote,  l’Abruzzo riveste una posizione di primato sui mercati nazionali.

L’economia agricola del  “vero orto d’Italia”, come degli atri territori abruzzesi, non può essere bloccata dal mancato rinnovo dei contratti degli operai agricoli e florovivaisti. Sono due anni che le Associazioni datoriali si rifiutano di sottoscrivere una piattaforma, - denuncia la FAI CISL AbruzzoMolise –. Lo sviluppo del settore agricolo non può prescindere da buone relazioni sindacali e dall’apertura delle trattative a livello provinciale per migliorare le condizioni lavorative e garantire più tutela ai  lavoratori  e alle lavoratrici del settore agricolo”.

“Siamo l’unica regione d’Italia che non ha ancora rinnovato in nessuna provincia il contratto che rappresenterebbe per tutti l’apertura di una nuova stagione per l’agricoltura e gli imprenditori, - continuano dal tavolo di presidenza i Segretari della Fai presenti all’incontro: Franco Pescara Segretario Generale e i componenti di segreteria De Simone e Maurizi. Il rinnovo dei Cpl eviterebbe  anche una sovrapposizione dei livelli di contrattazione e di tutela della retribuzione dei lavoratori”. 

La sala convegni della Comunità Montana Marsica1 era gremita di braccianti agricoli soprattutto extracomunitari provenienti dai paesi del nord Africa e dei Paesi dell’Est, che hanno portato la loro testimonianza dei problemi che vivono quotidianamente: come il basso costo della manopera, le difficoltà amministrative dei  permessi di soggiorno, della carta soggiorno, ma soprattutto di tutte le pratiche connesse alla ricongiunzione familiare.

Quando si parla di agricoltura, purtroppo, si parla anche di piaga del caporalato che, nonostante la sottoscrizione del protocollo regionale nel 2017, si nasconde ancora sotto varie forme nel territorio abruzzese. Il caporalato è un problema che va affrontato richiamando anche alle loro responsabilità gli imprenditori agricoli che se ne servono e le istituzioni e le forze dell’ordine che devono monitorare il fenomeno, - ricordano la Fai CISL e l’Anolf-.”

La Fai e l’Anolf  sono da sempre al fianco dei  propri assistiti nel mondo del lavoro e lavoreranno di pari passo per favorire quei processi di integrazione nella società, nel segno dell’accoglienza, dell’ascolto, della promozione della coesione sociale e della mediazione culturale.

L’incontro si è concluso con l’intervento del presidente nazionale dell’Anolf e segretario organizzativo nazionale della Fai Cisl Mohamed Saady che ha sottolineato l’importanza delle politiche d’inclusione dei lavoratori immigrati, soggetti deboli che hanno bisogno di un sostegno che va oltre la tutela contrattuale: servizi, formazione, agevolazioni e assistenza sociale, fiscale e sanitaria.

Gen19

Cotir Licenziamento preannunciato

Categoria: Notizie - FAI

Cotir Licenziamento preannunciato

La vertenza COTIR si è conclusa con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo dei  27 lavoratori.

La Regione Abruzzo, nonostante gli impegni politici assunti, ha scelto di chiudere definitivamente il Consorzio per la Divulgazione e la Sperimentazione delle Tecniche Irrigue.

“Ci aspettavamo che si giungesse a questo epilogo del Cotir di Vasto, - afferma Feliciantonio Maurizi, Segretario Generale Aggiunto della Fai CISL AbruzzoMolise -, perché dopo tante parole non sono seguiti i fatti ”. 

Nel 2014 la Giunta Regionale aveva presentato, per il contenimento dei costi di funzionamento, un piano operativo di razionalizzazione che prevedeva la fusione del Crab, del Crivea e del Cotir in unico centro di ricerca regionale. “La tanto attesa costituzione di un unico e nuovo Ente di Ricerca regionale capace di aprirsi alla concorrenza con standard in linea con il mercato italiano ed europeo e di diventare un punto di riferimento per le aziende del territorio del settore agroalimentare, è sfumata definitivamente. Gli ammortizzatori sociali non sono stati sfruttati per garantire e salvaguardare la piena occupazione dei dipendenti ma per tamponare i tempi del prevedibile licenziamento”, - denuncia il segretario della FAI CISL.

“La ricerca rappresenta un’opportunità per lo sviluppo industriale della Regione, è assolutamente vitale per ridare competitività alle imprese abruzzesi ma con la procedura di liquidazione la Regione Abruzzo ha perso un’occasione di poter investire ed è assolutamente errato collegare la scelta solo allo squilibrio di bilancio”, - continua Maurizi. “La Regione non ha voluto dar seguito al progetto di riordino esclusivamente per la manifestazione di una volontà politica del Governo regionale, che in questi anni ha solo illuso le aspettative dei lavoratori e dell’intero settore agroalimentare abruzzese.

 “Dal 2014 ad oggi abbiamo buttato via 4 anni, sperperato risorse pubbliche, depauperato i beni e le tecnologie dei centri di ricerca, senza raggiungere alcun obiettivo  se non quello di gettare nel dramma i 27 dipendenti del Cotir, a cui si aggiungeranno probabilmente alcuni lavoratori dell’ex Crab che potrebbero subire la stessa sorte”.

“In questa triste vicenda la Regione Abruzzo non si è affatto distinta nella capacità di affrontare e risolvere i problemi della collettività - afferma Feliciantonio Maurizi, Segretario Generale Aggiunto della Fai CISL AbruzzoMolise”.


 


           
Oct26

Protesta dei lavoratori del settore agroalimentare e pesca di Abruzzo e Molise

Categoria: Notizie - FAI

Protesta dei lavoratori del settore agroalimentare e pesca di Abruzzo e Molise

E' convocata per domani, 27 ottobre 2017, alle ore 10,30, nella sede della Cisl, in via Gronchi 16, nel nucleo industriale di Pile, all'Aquila, una conferenza stampa per illustrare le motivazioni alla base del sit-in di protesta dei lavoratori del settore agroalimentare e pesca di Abruzzo e Molise, in programma sabato 28 ottobre, davanti alla Prefettura dell'Aquila.

All'incontro con la stampa saranno presenti i segretari interregionali Fai- Cisl Abruzzo e Molise, Franco Pescara e Feliciantonio Maurizi.

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 


 


           
Sep19

Vertenza Santa Croce

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - FAI

Vertenza Santa Croce

Fai, Flai e Uila, unitamente alle ex Rsu dell’Azienda Santa Croce, avendo appreso dagli organi di stampa che è imminente la sottoscrizione di un accordo tra Santa Croce e Regione Abruzzo per l’acquisto dell’acqua minerale a suo tempo posta sotto sequestro giudiziario, ricordano che il sindacato si era dichiarato favorevole a tale ipotesi a patto che l’Azienda, in un apposito incontro con le OO.SS. che la Regione avrebbe dovuto favorire, avesse dato un segnale tangibile sulla volontà di far fronte alle spettanze pregresse dei lavoratori, sia in termini di stipendi arretrati, sia in termini di TFR, attraverso opportune garanzie. Si è invece costretti a prendere atto che, ancora una volta, le legittime aspettative delle maestranze che, ricordiamo, non percepiscono più alcuna retribuzione dal settembre dello scorso anno, non vengono tenute nella debita considerazione e di questo c’è profondo rammarico. Pertanto si fa appello alla Regione, prima della formalizzazione dell’accordo, affinché si creino le condizioni per tenere in conto anche gli interessi dei lavoratori. In caso contrario, verrà valutata ogni legittima iniziativa per tutelare i diritti degli ex dipendenti Santa Croce ed il giudizio sull’intera operazione non potrà che essere estremamente negativo, potendosi sintetizzare con lo slogan: i soldi ci sono per risolvere ogni problema meno quello degli operai!

 

FAI FLAI UILA ed EX RSU SANTA CROCE

 


           
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