Lug16

Assemblea Nazionale Anteas: 16 Giugno ad Expo2015 in CascinaTriulza

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Assemblea Nazionale Anteas: 16 Giugno ad Expo2015 in CascinaTriulza

Si è tenuta ieri all’Expo2015, in Cascina Triulza, l' Assemblea Nazionale Anteas, coordinata da Massimiliano Colombi. Il seminario conclusivo del progetto “Migliorare per crescere…crescere per migliorare” ha preso il via alle 10:30 con i saluti iniziali di Osvaldo Domaneschi (Cisl Lombardia) e Anna Matilde Tombini (Fnp Cisl Lombardia).

“Penso che lo scopo prioritario di Anteas sia di essere portavoce di certi valori” ha affermato Osvaldo Domaneschi dinanzi la platea dell’Assemblea, mentre Anna Matilde Tombini ha dichiarato: “Fnp Cisl Lombardia insieme ad Anteas sta vincendo la scommessa della presenza ad Expo”.  

 

La parola è poi passata a Sofia Rosso, Presidente Anteas Nazionale che ha affermato: “Bisogna porre al centro dell’agire le persone considerate nella loro dignità umana”. “Il volontariato è, in tutte le sue forme e manifestazioni, espressione del valore della relazione e della condivisione con l’altro”. Ha detto la presidente in occasione di “Nutrire le speranze collettive”, l’assemblea nazionale di Anteas che si è svolta ieri presso l’Auditorium Cascina Triulza – Padiglione Società civile di Expo 2015. 

“Il volontariato è esperienza di solidarietà e pratica di sussidiarietà” per questo “è responsabile  partecipazione e pratica di cittadinanza solidale”. Il volontariato nel suo manifestarsi “si impegna per rimuovere le cause delle diseguaglianze economiche, culturali, sociali, religiose e politiche e concorre all’allargamento, tutela e fruizione dei beni comuni”. Per questo “non si ferma all’opera di denuncia, ma avanza proposte e progetti coinvolgendo quanto più possibile la popolazione nella costruzione di una società più vivibile”. Questa la riflessione di Sofia Rosso, la quale nel descrivere  l’azione di Anteas ha posto l’attenzione sul fatto che “dopo una sbornia collettiva per cui abbiamo creduto che la felicità dipendesse dalla quantità di cose possedute, ci stiamo riprendendo, ma non siamo ancora sufficientemente convinti che siano i legami a farci ricchi”. Proprio per questo la “peste del secolo” è la solitudine. Tale condizione sempre più spesso va a braccetto con disuguaglianza e povertà. “Sappiamo anche però, che una società profondamente diseguale non genera sviluppo, perché lo sviluppo o è sociale o non è”.  

Per fare il salto di paradigma, occorre “uscire dall’angolo con coraggio, passione e intelligenza essendo consapevoli dei rischi che possono snaturare la nostra concezione di volontariato”. I pericoli da evitare sono quelli d’intendere un volontariato eccessivamente asserragliato nei confini dell’azione pubblica che alla fine non ha più le competenze, il desiderio, la vocazione per abitare le periferie della storia, per arare i terreni meno arati; un volontariato efficiente, ma non inclusivo, capace di offrire risposte senza coinvolgimento; un volontariato che diventa performante, ma senza partecipazione. Il punto è che, spiega Sofia Rosso “non si può cedere a confusioni, a meticciamenti e a posizionamenti mimetici. Il volontariato italiano ha bisogno di rilanciare una proposta in grado di rendere evidente la creazione di valore a partire dai suoi valori fondativi. Senza fantasmi, nemici, mostri da respingere o inseguire: il volontariato è volontariato, deve realizzare la sua vocazione”. In questo tempo, così complesso e in rapida trasformazione sindacato e volontariato sono chiamati ad essere in “uscita” a costruire ponti e non muri, come ci ricorda ogni giorno Papa Francesco. “Ecco che, inteso in questo senso, il volontariato può diventare un bellissimo laboratorio di comunità”, ha concluso il presidente di Anteas nazionale. 

Don Giuseppe Stoppiglia, fondatore e presidente dell’associazione Macondo, in merito a gratuità, responsabilità ed innovazione sociale ha affermato: “Dobbiamo agire da uomini di pensiero e pensare da uomini di azione”.

Prima del termine dell’incontro, si sono sviluppate riflessioni con Anna Maria Furlan (Segretario generale Cisl) ed  Ermenegildo Bonfanti (Segretario generale Fnp-Cisl).

"La Cisl e' un motore di cultura sociale, che ha sempre offerto al paese un modello di una societa' fondata sulla partecipazione delle persone e sulla solidarieta", ha detto il Segretario Generale della Cisl. "La crisi di questi ultimi sette anni ha lasciato sempre piu' sole le persone piu' deboli e mettendo in crisi la famiglia, nonostante l'impegno quotidiano del sindacato per difendere i posti di lavoro. La solitudine e' uno dei problemi piu' seri della societa' italiana, una solitudine che puo' degenerare nell'egoismo, nella disaffezione dalla politica come si e' visto, nella chiusura nei confronti dell'interesse generale e di una visione solidale, come la necessaria accoglienza dei profughi o il sostegno alla poverta' e ai piu' bisognosi di assistenza e cura". Anna Maria Furlan ha concluso, esaltando il ruolo del volontariato ed in particolare il modello intergenerazionale dell'Anteas "che cerca di rappresentare i bisogni e le aspettative degli anziani ma anche dei giovani sulla base dei valori fondativi della Cisl".

“Spesso e volentieri interpretiamo il pensiero dei giovani ma il cambio di passo necessario sia del volontariato che del sindacato deve essere quello di fermarsi, stare attenti ed ascoltare i giovani”, ha dichiarato Ermenegildo Bonfanti.

 

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