Oct05

OSSERVAZIONI SU ZES MOLISE

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OSSERVAZIONI SU ZES MOLISE
CGIL, CISL E UIL evidenziano, a margine della riunione convocata per lo scorso 28 settembre dalla struttura politica e tecnica della Regione Molise, che avrebbero auspicato la consegna preliminare di documentazione piu’ dettagliata riferita alla complessa materia da trattare. Pur comprendendo la necessità di agire in tempi stretti e contingentati anche per la scelta (sembrerebbe obbligata) operata nel mese di agosto di aderire al protocollo di ZES Adriatica con la confinante Puglia in luogo di quella abruzzese che ci aveva visto coinvolti con in incontri precedenti all’insediamento del nuovo governo regionale, l’illustrazione del Presidente Toma, per quanto ampia e pregna di contenuti, ha tracciato un quadro già delineato su altri tavoli rispetto alla perimetrazione delle aree interessate e rispetto a quello che potrebbe essere il contributo reale dei diversi attori sociali, del partenariato e delle stesse Organizzazioni Sindacali. A nostro avviso, comunque, il ridotto regime degli incentivi fiscali previsto in queste Zone Economiche Speciali, demandato al solo credito di imposta investimenti potenziato, rischia di limitarne gli effetti. Per le Organizzazioni Sindacali si può e si deve fare di più per potenziare la competitività e l'attrattività del territorio, sul lato degli incentivi fiscali, soprattutto volti all’incentivazione di occupazione stabile, attraverso l’utilizzo di economie derivanti dai programmi POR o FSE, con i quali si potrebbero immaginare interventi mirati nei confronti delle aziende che si insediano nelle aree ZES. Inoltre, come anticipato dalla Regione, si potrebbe lavorare sul sistema della fiscalità locale: regionale e comunale. Ad esempio per le imprese che si insediano e sono presenti all’interno della ZES, che reinvestono gli utili o che aumentano la base occupazionale, per tre anni si applica un’aliquota IRAP più bassa rispetto a quella attuale che è al massimo. Parallelamente occorre coinvolgere i Comuni che potrebbero applicare aliquote minori dei tributi comunali per tre anni alle imprese che fanno nuovi investimenti nella ZES. Ad esempio si potrebbe pensare ad un aliquota più bassa per l’IMU per i primi tre anni, ad agevolazioni sulle tariffe TARI, occupazione suolo pubblico ecc. Proprio in virtù di tali proposte è necessario il coinvolgimento delle forze sociali e degli Enti Locali all’interno del “board” che governa la ZES, riportando anche questo strumento importante per il rilancio dell'economia regionale, che riguarda un pezzo del territorio, dentro una strategia complessiva di sviluppo dell'intero Molise. Questo coinvolgimento potrebbe essere l’occasione per rilanciare nuovi strumenti di “negoziazione programmata” per affiancare misure di accelerazione e semplificazione amministrativa capaci di fungere da “laboratorio sperimentale” anche per altri territori non coinvolti nelle ZES. Inoltre occorre garantire che le semplificazioni previste nella ZES, non vadano ad indebolire la qualità del lavoro, la tutela dell’ambiente o il diritto fondamentale alla salute e sicurezza. Infatti, è importante che nelle ZES si lavori tutti insieme istituzioni e forze sociali a dei “protocolli amministrativi” per rafforzare politiche sulla sicurezza, lotta al lavoro irregolare e una forte azione di contrasto alla criminalità per affermare la cultura della legalità.
Se c’è qualcosa che non è mancato alle imprese in questi ultimi anni è la decontribuzione diffusa e l’incentivazione senza la programmazione di piani industriali seri che indicassero la direzione verso cui dovesse rivolgersi un vero progetto di ripresa economica, industriale e occupazionale per i diversi territori. Andrebbero, in definitiva, individuate misure specifiche che portino all’incentivazione di quelle attività che propongono anche livelli standardizzati e collaudati in materia di Ricerca e Innovazione e di quelle realtà industriali rispettose del territorio e ecocompatibili, considerato che la proposta illustrata sommariamente dal Governo Regionale insiste su un territorio (Termoli/Larino) già interessato da ipotesi di sviluppo legato all’agrindustria e al turismo marittimo e per l’altra zona (Isernia/Venafro) si sono rilevati più volte dati preoccupanti ascrivibili a danni ambientali provocati spesso anche da imprese meteore che hanno deciso di investire nel nostro territorio solo per il periodo legato ad agevolazioni, sgravi e incentivi. Infine, la ZES può diventare una vera opportunità solo se sarà considerata in una prospettiva organica di programmazione regionale e interregionale che definisca, anche con l’utilizzo degli altri fondi a disposizione (POR-FESR…) piani infrastrutturali che garantiscano la creazione di strumenti adeguati, anche di mobilità, sul territorio.

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