Mar20

IL SINDACATO CISL MOLISANO NEL PERIODO DEL COVID 19

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IL SINDACATO CISL MOLISANO NEL PERIODO DEL COVID 19

I cittadini sono spaventati, arrabbiati, delusi. Spaventati, perché assistono al propagarsi del contagio e, uscendo di casa per andare al lavoro, temono di poter contagiare i propri cari. Arrabbiati, perché il segnale che arriva è che, anche stavolta, l’economia è giunta prima della politica da cui ci si aspettava protezione, perché purtroppo non esistono protocolli di sicurezza da seguire ed adeguate procedure e verifiche a tutela dei lavoratori. Delusi, perché da giorni si parla di provvedimenti risolutivi e decisioni forti, ma non si vede nulla di veramente concreto e palpabile, se non tanta incertezza e tante tante parole. Nelle periferie in cui la CISL è presente, tra i lavoratori e la gente, questo è lo stato d’animo che si percepisce.

D’altra parte, i lavoratori che rappresentiamo non sono sprovveduti o incoscienti, per loro il problema non è quello di lavorare o stare in ferie, di raggiungere il posto di lavoro o restare a casa. Ormai tutti ci rendiamo conto della particolarità del periodo che stiamo vivendo, dell’eccezionalità del momento, tutti viviamo con trepidazione e speranza questo episodio che ancora ci sembra assurdo ed incredibile, se non fosse tanto reale.

Improvvisamente vediamo sfuggire le certezze delle nostre vite, la normalità di tutti i giorni, le sicurezze delle nostre abitudini, ci sentiamo improvvisamente fragili ed in pericolo di fronte al crescere del contagio, all’aumentare dei malati, al numero dei deceduti in ascesa. E, in effetti, ciò che sta accadendo deve preoccuparci poiché ormai ha assunto le caratteristiche di un’emergenza reale, che non riguarda solo il resto del mondo, o solo la Cina, o solo la Lombardia. Ormai ci tocca sempre più da vicino, se è vero che il contagio è giunto in comuni vicini, troppo vicini, alle porte: Pozzilli, Montenero di Bisaccia, Riccia, Boiano, Oratino...

L’incertezza, i timori, la rabbiosa impotenza dei lavoratori in prima linea, è palpabile: amministratori, personale medico, operai, impiegati, autotrasportatori, imprenditori ci raccontano i loro dubbi nel trovarsi di fronte ad un nemico invisibile, sfuggente, troppo nuovo ed attuale per poter essere affrontato con armi antiche e tradizionali.

E, in questo frangente, la CISL del Molise non può che ribadire con forza quelle che sono le precauzioni che ormai tutti conosciamo: è indispensabile evitare ogni rischio, è il caso di stare attenti a tutto, è il momento di cambiare abitudini, di modificare condotte, di evitare comportamenti inutilmente pericolosi.

In queste giorni al sindacato vengono rivolte tante domande. Non a tutte ci possono essere risposte precise ma, in quanto sindacalisti, continuiamo ad ascoltare, a rispondere, a dare assistenza, a dare conforto a gente sfiduciata, stanca, impaurita, ottimista o pessimista ma comunque speranzosa. In questa situazione inaspettata siamo consapevoli che, oggi ancor di più, dobbiamo esserci perché è importante anche il nostro contributo, la nostra capacità di trovare soluzioni, di indicare percorsi praticabili, di proporre alternative.

Questo virus, frutto della globalizzazione, delle umane follie e della peggiore modernità ci sta mostrando in un angolazione inaspettata la realtà che ci circonda: il mondo, le persone, le nostre stesse vite, obbligandoci a fermarci un attimo, a distanziarci, a riflettere un po’ di più, a rallentare, nell’attesa di riscoprire la sicurezza delle nostre vite fatte di abitudini e routine, di certezze e consuetudini, magari accettandone i limiti ed apprezzandone la fragilità.

Tutti abbiamo voglia di assistere ad un cambiamento ed auspichiamo nuovi modi di valutare il mondo, stabilendo nuove priorità, modificando valori, aspettative e modi di pensare, cercando con la giusta lucidità le risposte migliori.

Tutti ci stiamo accorgendo di come questa Italia ora sia un po’ più unita nell’affrontare la strada che dobbiamo percorrere, tutti insieme.

Forse, probabilmente a breve, verrà varato l’ennesimo decreto, verranno individuate nuove modalità organizzative fatte di stanziamenti, finanziamenti, ammortizzatori sociali e provvedimenti ad hoc, verranno stanziati fondi per sussidi e congedi... lo vedremo insieme.

Per ora abituiamoci ad ascoltare il silenzio, a riempire il nostro tempo di nuovi contenuti, a ripensare alle nostre giornate in maniera differente rispetto a poche settimane fa. Apprezziamo la libertà dal frastuono dei troppi impegni. Riscopriamo, nella reciproca distanza, l’importanza della vicinanza, imparando a comprendere il valore dell’altro.

Non sappiamo se l’esperienza della paura, dell’isolamento e dei limiti imposti ci renderà sindacalisti diversi e magari migliori; spero tuttavia ci renda meno focalizzati su noi stessi, sulla presunzione di crederci importanti e capaci di fare e di dire, ma più umili, sempre disponibili, pronti all’ascolto ed aperti al dialogo.

                                                           

                                                                                              Il Coordinatore AST Molise

                                                                                                   Antonio D’Alessandro

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