Trasporto Pubblico Locale: a rischio il futuro di TUA ed il valore “pubblico” del trasporto

Trasporto Pubblico Locale: a rischio il futuro di TUA ed il valore “pubblico” del trasporto

“Se la soluzione delle problematiche che investono il trasporto pubblico locale ed il bilancio di TUA passa attraverso la scelta di ricorrere a sub concessioni di tratte soggette ad obbligo di servizio pubblico e a norme di Legge regionali che aumentano i costi in capo alla Società, affidando ad essa ulteriori tratte senza prevederne i legittimi corrispettivi, si deve presumere che vi sia l’intento politico di minare la scelta discrezionale dell’in house con conseguente rischio per il futuro stesso di TUA”.

 

E’ questo il primo commento della Cisl Abruzzo Molise, per voce del Segretario Generale Leo Malandra e del Segretario USI con delega ai trasporti Giovanni Notaro, e della Fit Cisl Abruzzo Molise, nella figura del Segretario Generale Amelio Angelucci, che intervengono sul tema del TPL a valle dell’apertura delle procedure di raffreddamento inviate nei giorni scorsi ai vertici della Società di trasporto pubblico regionale.

 

“Alcune Organizzazioni Sindacali, in primis la Cisl e la Fit Cisl, attraverso il contributo determinante fornito per la costituzione di TUA SpA e la stesura del Contratto aziendale con relativo aumento della produttività, atto propedeutico all’in house, hanno fatto proprio, negli anni passati, il concetto di tutelare il valore pubblico del trasporto. Le Legge regionale n° 22 del 24 luglio scorso e le scelte aziendali che prediligono le esternalizzazioni alle razionalizzazioni vanno purtroppo nella direzione opposta.”

 

Per i dirigenti sindacali infatti “vi sono scadenze normative, in primis quella del prossimo 3 dicembre per la stesura della procedura di gara relativa alle quote di servizio non affidate a TUA, che richiedono un immediato recupero del ruolo di programmatore da parte della Regione per quello che attiene la revisione dei servizi minimi. La tecnica della proroga e del rinvio, peraltro imputabile anche alle amministrazioni precedenti, non porta altro che decurtazione del Fondo nazionale con relativo ridimensionamento dei servizi offerti e messa a rischio delle tutele dei lavoratori interessati, per i quali non è stato mai aperto un tavolo per la definizione delle clausole sociali così come previsto dal DL 91/17: come Cisl e Fit Cisl non saremo complici di atti che vanifichino quanto fatto dai lavoratori, il cui senso di responsabilità è testimoniato dalla condivisione referendaria di scelte impopolari e riduzione salariale.”

 

Per la prima fase delle procedure di raffreddamento e conciliazione è previsto un incontro il prossimo 6 agosto.

 

 

“Auspichiamo atti concreti che determinino una inversione di tendenza. In assenza di fatti oggettivi continueremo a manifestare il nostro dissenso nelle forme che la Legge ci permette, auspicando una presa di coscienza più ampia per le sorti di una vertenza che troppo spesso viene valutata dalla prospettiva piccola del campanilismo”.

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