Sale l’occupazione, ma non è lavoro stabile.

Sale l’occupazione, ma non è lavoro stabile.

Torna finalmente a salire l’occupazione in Abruzzo.  E’ l’Istat che segnala   una netta ripresa degli occupati nel terzo trimestre 2017 dopo due trimestri problematici.  Sono 512 mila le persone che lavorano, 312 mila gli uomini  e 200 mila le donne, un numero importante, che si avvicina molto ai livelli del 2008, prima dell’avvio della  grande crisi.   L’occupazione cresce soprattutto nei servizi,  nel commercio, nell’industria, è stabile in agricoltura, rallenta solo nell’edilizia.   Le altre stime sono tutte positive.  Aumenta il tasso  di occupazione, aumentano gli attivi, scendono i disoccupati ed i lavoratori inattivi e scoraggiati.

Aumenta anche l’occupazione femminile, che era rimasta ferma per oltre 8 anni, relegando la nostra Regione agli ultimi posti nel paese.

“Vengono quindi confermati i segnali di una ripresa del sistema produttivo e del mercato del lavoro locale”, - commenta i dati dell’ISTAT Leo Malandra Segretario della CISL AbruzzoMolise.

Era stato, in particolare,  l’INPS (Osservatorio del precariato) ad annunciare nei mesi scorsi un aumento delle assunzioni.       L’Istituto conferma che  la vivacità delle nostre imprese resta inalterata anche nel terzo trimestre.   Eppure è questo il periodo in cui arrivano a scadenza quasi tutti i contratti stagionali ed il saldo tra avviati e cessati è sempre negativo.  

“Crescono decisamente tutte le tipologie contrattuali (a termine, stagionale, apprendistato), ma rallenta il solo tempo indeterminato.   L’economia è in ripresa, le imprese assumono, ma con una occupazione ancora essenzialmente a termine.    Il mercato del lavoro regionale è in movimento, offre più occasioni, ma non ancora lavoro stabile, non si consolida”, - continua Malandra nell’analisi.

Una tendenza rilevata anche dal Ministero del Lavoro (Comunicazioni Obbligatorie), che prende in esame le persone e non solo i rapporti di lavoro.   Anche qui la conferma che il 2017 può essere ormai considerato come l’anno della ripresa.  147 mila le persone assunte nei primi nove mesi, 126 mila quelle che hanno perso o lasciato il lavoro.   Il risultato è il miglior saldo positivo degli ultimi  5 anni (+ 20.373).

Sono soprattutto contratti a termine, o collaborazioni, o somministrazioni. Ma il tempo determinato da noi è meno frammentato, e più lungo rispetto alla media  nazionale:  7  su 10 superano il mese, 4 vanno oltre i sei mesi.

Come chiuderà il 2017?   Si fermerà la corsa dei rapporti a termine?

Il contratto stabile non sembra rientrare nei piani immediati delle aziende abruzzesi.    Meno di 30 nuovi rapporti su 100 saranno a tempo indeterminato (compreso l’apprendistato). Molto più richiesti il tempo determinato (48), le collaborazioni (11) e le somministrazioni (11). 

Lo dice il Rapporto Excelsior,  che rileva le assunzioni previste dalle imprese regionali nel trimestre novembre 2017 – gennaio 2018.   Il sistema produttivo evidentemente, è in prudente attesa degli incentivi programmati dalla legge di bilancio per il 2018 e riservati, in particolare, alla stabilizzazione dei giovani disoccupati.

Anche questo indice segnala un mercato del lavoro in movimento, ma le differenze territoriali sono enormi.    L’Aquila è la più dinamica, seguita da Pescara e Teramo.   Chieti è più lenta, il suo tasso di assunzioni previste è il più basso in Italia.  E poi, è gravemente colpita da crisi strutturali.

“Perché, se è vero che il mercato del lavoro si muove, non si attenua tuttavia la sofferenza del nostro sistema industriale.    Non si fermano le crisi, temporanee e strutturali, cresce la cassa integrazione straordinaria, crescono i contratti di solidarietà”, - afferma il Segretario della CISL AbruzzoMolise.    L’Inps segnala l’allarmante tendenza della nostra Regione: è l’unica a confermare una forte dipendenza dagli ammortizzatori sociali.  Vengono ancora ampiamente utilizzati, non scendono,  mentre nel  resto del paese il ricorso alla cassa integrazione è praticamente crollato (-40%).   Dappertutto, tranne che da noi.

“Se la ripresa c’è, allora va accompagnata e sostenuta. Il Governo ha predisposto importanti misure”, - sostiene Malandra -. Con la legge di bilancio 2018 viene confermato il percorso tutto italiano di agevolare direttamente le imprese per favorire l’inserimento lavorativo dei disoccupati, in particolare dei giovani NEET.   La notizia buona è che la misura diventa strutturale, ma dobbiamo prendere atto che manca ancora la necessaria attenzione al potenziamento ed alla riorganizzazione dei servizi del lavoro, la vera struttura portante delle politiche attive”.

Secondo stime molto prudenti, il 2018 potrebbe davvero costituire l’anno di svolta per migliaia di   giovani abruzzesi.   Potrebbero essere almeno 20 mila i nuovi contratti stabili incentivati nell’arco di tre anni.    

“Ma c’è un grande lavoro da avviare.  Regione e parti sociali devono sentirsi impegnate a sensibilizzare   imprese e lavoratori, a indirizzare le misure verso le fasce deboli del mercato (disoccupati lunga durata, persone con competenze ridotte e qualificazione inadeguata).   Bisogna prevedere percorsi formativi e integrare gli interventi nazionali con le azioni locali, a partire dalla sperimentazione del contratto di ricollocazione.   Importante sarà la nuova programmazione di   Garanzia Giovani e Garanzia Over, anche per promuovere l’occupazione femminile.  Non si può fare affidamento solo sulla spontaneità e sulla buona volontà degli operatori economici !!….Servono insomma azioni forti  di intervento e sostegno  del Governo regionale frutto di una attenta programmazione finalizzata alla ripresa ed allo sviluppo produttivo “– conclude Malandra.

 

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