La ripartenza del Molise deve significare lavoro duraturo e di qualità

 La ripartenza del Molise deve significare lavoro duraturo e di qualità

L’Istat segnala che sale l’occupazione nel 2017 in Italia, mentre in Molise si rileva ancora un ritardo, rispetto al periodo ante crisi cioè il 2008, si sono recuperati 5.000 posti di lavoro ma ne mancano ancora 7.000.
    Il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo anche per i contratti a tempo indeterminato rimane comunque alto il numero dei rapporti di lavoro a tempo determinato.
       La diminuzione dei licenziamenti, dimissioni e cessazioni è superiore alla media nazionale.
       Una svolta, sarebbe possibile, qualora il sistema delle imprese, cogliendo anche tutte le opportunità presenti, riuscisse ad incrementare il livello delle assunzioni, per compensare anche i molti contratti scadranno a fine anno.
       Certo sarebbe auspicabile oltre che positivo, se il rapporto “Excelsior”, curato da ANPAL e Unioncamere con monitoraggio costante delle previsioni di assunzione da parte delle imprese, che prevede per il Molise circa 3500 assunzioni, concretizzasse nei fatti il dato elaborato.
    In parte gli obiettivi possono essere centrati, perché si rilevano segnali positivi sulla ripresa del sistema produttivo in regione, che potrà avere un forte sostegno dalle misure previste nell’area di crisi complessa.
    Le opportunità create possono rappresentare se ben colte, ciò che serve al Molise, cioè un piano serio di medio lungo periodo per avviare concretamente un processo strutturato di crescita e soprattutto buona occupazione.  E solo così, le opportunità dei bandi per la formazione, possono rappresentare l’accesso vero al mondo del lavoro, con azioni coordinate di politica attiva a favore di lavoratori e imprese.
    Per mettere in piedi una rete efficiente, serve però risolvere la questione dei Centri per l’Impiego appostando risorse adeguate, bene certamente l’avviso pubblico della regione    per la     scelta di personale da assegnare ai CPI.
    Bene la partenza vera per gli investimenti a valere sull’area di crisi, serve però velocizzare, sbloccando anche i progetti e le azioni previsti dal Masterplan.
    Abbiamo considerato anche positivo l’istituzione di una Zona Economica Speciale, che certamente può attrarre nuovi investimenti per lo sviluppo equilibrato del territorio. Su questo versante rileviamo un ritardo su quanto invece affermato nella riunione tenuta a Termoli il 12 settembre e coordinata dall’ANCI.
    Siamo pronti a dare il nostro contributo come CISL a tutti i livelli dalle RSU alle federazioni e ai livelli nazionali per rendere concreto previo le opportunità create quanto costruito insieme nei vari tavoli, regionali e nazionali. Bisogna necessariamente per riuscire a centrare gli obiettivi, darsi tempi certi e con una programmazione condivisa.
    La Cisl vuole che il tavolo di confronto con la Regione, Istituzioni e Parti Sociali, sia riattivato, per valutare provvedimenti e interventi, ma soprattutto per monitorarne gli effetti.
    Ogni singolo progetto va necessariamente finalizzato alla creazione del maggior numero di posti di lavoro, duraturi e di qualità.

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