Tesseramento Cisl 2022

Notizie - SST

Apr29

1°maggio CISL Pescara: Abbiamo perso 3 mila posti di lavoro con la pandemia ma una potenziale fase di ripresa economica e occupazionale è a rischio a causa dalle ricadute del conflitto ucraino

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Pescara

1°maggio CISL Pescara:  Abbiamo perso 3 mila posti di lavoro con la pandemia ma una potenziale fase di ripresa economica e occupazionale è a rischio a causa dalle ricadute del conflitto ucraino

In questi due anni il mercato del lavoro nella provincia di Pescara è stabile con 117 mila occupati: il numero delle lavoratrici e dei lavoratori rispetto all’anno scorso è sostanzialmente fermo ma non recupera i valori del 2019 quando avevamo 120 mila persone occupate.

“La pandemia ha cancellato 3 mila posti di lavoro, gli ammortizzatori sociali hanno salvaguardato il tessuto occupazionale pescarese ma non hanno tamponato le conseguenze della crisi causata dal covid perché sono aumentati i disoccupati. I dati pubblicati di recente dall’Istat offrono spunti di riflessione piuttosto importanti, - commenta Franco Pescara Responsabile della CISL di Pescara”.

Il tasso di disoccupazione ha toccato la soglia dell’11,2% superando anche il dato regionale dell’9,3% mentre il tasso di occupazione è praticamente stabile. Oggi a Pescara 15 mila persone sono in cerca di occupazione. 2 mila persone sono occupate nel settore dell’agricoltura invece c’è un forte rallentamento nell’industria in senso stretto con 7 mila occupati in meno (passando dai 23 mila occupati nel 2020 a 16 mila nel 2021), invece il settore dei servizi ha recuperato i valori del 2019 con 88 mila lavoratrici e lavoratori con un’incidenza positiva sul totale delle persone occupate in provincia.

“Questi dati ci danno una fotografia della situazione del 2021 dove l’occupazione ha avuto un trend stabile ma sono aumentati le persone che cercano un lavoro. La nostra preoccupazione adesso è che una potenziale fase di ripresa possa essere ostacolata dalle ricadute del conflitto ucraino”, - afferma Franco Pescara.

Le aziende pescaresi nel 2021 non perdono competitività perché nel complesso le esportazioni crescono, nel 2021, del 1,8% ma con un netto divario rispetto alla crescita del 18,2% da parte dell’Italia e del 5% dell’Abruzzo. Tuttavia è bene precisare che la capacità esportativa del territorio pescarese è piuttosto modesta rispetto agli altri territori provinciali con un’incidenza del 6,3% sull’andamento regionale in Abruzzo.

Il settore manifatturiero ha tante difficoltà a cui si aggiungono anche quelle dell’approvvigionamento energetico o di componenti essenziali per le produzioni come i semi-conduttori. Il rischio e che non riusciremo ad intravedere una crescita occupazionale. Sono necessarie misure straordinarie per evitare uno scenario catastrofico. Devono essere accelerati gli investimenti previsti nel Pnrr e nei fondi europei 2021-2027. Il governo nazionale deve ampliare l’intervento sulla cassa integrazione e ci aspettiamo, in tempi brevi, anche l'attuazione degli interventi sulle politiche attive e formazione. Ma tutto ciò può realizzarsi solo attraverso una politica di concertazione e confronto con i sindacati così da poter generare lavoro buono, produttivo, e sicuro, rivolto in particolare a giovani e donne senza trascurare le fasce più fragili e deboli. Dobbiamo, responsabilmente rimettere al centro delle nostre azioni e politiche il lavoro stabile, sicuro e di qualità”, - denuncia Pescara Responsabile della Cisl.

“Il primo maggio come Cisl di Pescara aderiremo all’iniziativa "Lavoratore ideale" alla provincia di Pescara per premiare le lavoratrici e i lavoratori che in questi anni si sono distinti sul luogo di lavoro per il loro senso di responsabilità, un riconoscimento a coloro che con impegno, dedizione e passione, soprattutto in questa crisi causata dalla pandemia, hanno continuato a svolgere la loro attività a servizio degli altri verso chi aveva più bisogno, e alle persone che, a causa delle crisi, hanno avuto la capacità di innovarsi, rinnovarsi, adattarsi ai cambiamento, reinventarsi. Un’altra delegazione, invece, parteciperà alla festa nazionale per il lavoro “Al lavoro per la pace” organizzata nella città di Assisi da Cgil-Cisl-Uil confederali”

Feb18

Teramo ASSEMBLEA CONGRESSUALE

Categoria: Notizie - Teramo, Notizie - SST

Teramo ASSEMBLEA CONGRESSUALE

In vista del Congresso Regionale della Cisl Abruzzo Molise che si svolgerà il 30 e 31 marzo a cui seguirà, nei mesi successivi, anche il rinnovo degli organismi a livello locale, si è svolta , a Roseto degli Abruzzi, l’assemblea congressuale della Ast Cisl Teramo.

Ai lavori dell’assemblea, convocata per fare un bilancio sulle attività svolte negli ultimi quattro anni, hanno partecipato importanti ospiti in rappresentanza del mondo religioso, economico e sociale del territorio ( S.E. Mons. Leuzzi, il Sindaco di Roseto degli Abruzzi Mario Nugnes, il presidente dell’Anci Gianguido D’Alberto, Il Direttore generale della Asl Maurizio di Giosia, la Presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia Antonella Ballone, Giammaria De Paulis di Confindustria  e i segretari generali di Cgil e Uil Giovanni Timoteo e Fabrizio Truono).

I lavori iniziati con la relazione del responsabile Fabio Benintendi, sono stati arricchiti dagli  interventi dei delegati e delle delegate, che partendo dai contenuti della relazione hanno dato ulteriori ed importanti spunti e stimoli al gruppo dirigente.

L’assemblea, acquisiti gli spunti del dibattito, arricchito dai contributi finali, ribadendo la centralità della persona e del lavoro, ha sottolineato la necessità di proseguire sulla strada della contrattazione sociale di prossimità, continuando a dare priorità alle politiche di sviluppo del welfare locale, ad un nuovo modello di sviluppo partecipato e ad una piena valorizzazione del Welfare contrattuale.

Rispetto alle debolezze del sistema sanitario e socio-sanitario sono state rimarcate la necessità di un robusto piano assunzionale e di una riorganizzazione puntuale della rete ospedaliera e della rete sanitaria territoriale,valorizzando la professionalità degli addetti, abbattendo le liste d’attesa, garantendo una tutela sanitaria di prossimità, attraverso  interventi complessivamente sostenibili, dal punto di vista finanziario e con delle tempistiche definite, auspicando, a differenza di quanto fino ad ora accaduto,  una più equa ripartizione delle risorse regionali a favore della Asl di Teramo.

Di fronte alla piaga sociale delle morti sul lavoro si è evidenziato l’importanza di continuare a lavorare su un patto per la salute e la sicurezza che tenga conto delle dinamiche che caratterizzano il  contesto territoriale, muovendosi sul fronte della prevenzione e coinvolgendo il mondo dell’istruzione dalla scuola primaria.

Sul fronte del mercato del lavoro è stato ribadita che sono sempre più decisivi i percorsi di politiche attive, agevolati da una rete efficace di incrocio domanda/offerta, che si fa sempre più urgente affrontare la questione qualità del lavoro, contrastare il fenomeno del dumping, disciplinare al meglio le regole sugli appalti, favorire gli investimenti, partendo dai settori che sono stati volano dello sviluppo locale ( ad esempio auto motive, agroalimentare).Per incrementare l’occupazione si conviene sulla necessità di prevedere incentivi e sgravi mirati a favorire l’occupazione femminile e giovanile e di favorire l’avvio di sturt-up.

Si è auspicato, inoltre, un forte investimento del diritto al lavoro delle persone diversamente abili.

In merito alle risorse del PNRR  da impiegare per un effettivo rilancio della Provincia di Teramo, dopo aver elaborato tante idee nei diversi tavoli di confronto avviati, si ritiene sia arrivato il momento di fare sintesi individuando progetti che consentano di definire la vocazione della Teramo del futuro, senza trascurare la valorizzazione delle aree interne.

Di fronte alla crisi del territorio si ritiene imprescindibile definire strategie efficaci per rilanciare il sistema creditizio a livello locale, nonché il confronto sulla Zes e l’area di crisi complessa.

L’assemblea ha inoltre ribadito la centralità del sistema scolastico e formativo, evidenziando l’importanza dell’alternanza scuola lavoro, degli ITS e ravvisa la necessità di pensare ad una formazione mirata per le attività di export.

Per quanto riguarda i  giovani, l’assemblea ha condiviso un approccio che parta dall’ascolto delle esigenze e delle aspettative dei futuri protagonisti del mondo del lavoro,creando così le condizioni per la loro permanenza nel territorio ,attraverso un dialogo costante tra il sistema produttivo, le Istituzioni ed il sistema  di istruzione. In materia di politiche giovanili bisognerà continuare a  guardare con attenzione alla previdenza complementare e ad una riforma pensionistica che tenga conto della loro condizione.

Per quanto riguarda il lavoro femminile si ritiene non più rinviabile affrontare la questione delle misure di conciliazione, puntando anche sulla contrattazione di secondo livello.

Cisl Teramo

Fabio Benintendi

Nov08

FUCINO: Stop allo sfruttamento di mano d’opera e al caporalato

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16-06-2015 - Fonte: inas.it

FUCINO: Stop allo sfruttamento di mano d’opera  e al caporalato

Nella Piana del Fucino i controlli contro lo sfruttamento lavorativo in agricoltura continuano senza tregua. All’ultima operazione, di qualche giorno fa, che ha portato l’arresto di 4 persone per soprusi e attività di sfruttamento al lavoro nei campi si aggiunge l’intensa attività dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. I controlli hanno accertato violazioni in materia di orario di lavoro e di sicurezza nei luoghi di lavoro. Alcune attività sono state sospese a seguito della presenza di lavoratori “in nero”, e anche extracomunitari privi di permesso di soggiorno.

La CISL e la FAI CISL sono da sempre impegnati nelle attività di contrasto al fenomeno di sfruttamento ma soprattutto nell’iter di approvazione di una Legge sul Caporalato. “Le uniche vittime sono i lavoratori in quanto sottopagati e sottoposti ad orari di lavoro massacranti. Sta diventando, purtroppo, consuetudine lo sfruttamento delle lavoratrici e lavoratori agricoli nel fucino. A scadenze sistematiche leggiamo e vediamo i giusti interventi delle forze dell’ordine a tutele di chi viene sfruttato nei campi senza il rispetto normativo ed economico dei contratti operai agricoli. Bene il rinnovo sottoscritto giorni fa del contratto provinciale scaduto da oltre 2 anni, - dichiarano Paolo Sangermano, Responsabile CISL L’Aquila e  Franco Pescara, Segretario Generale della FAI CISL AbruzzoMolise . Non possiamo però tacere. Proponiamo, - come CISL e FAI Abruzzo Molise – un patto con le controparti a tutele dei lavoratori e delle aziende in regola. Ci auguriamo condivisione, controllo e rispetto affinché il prodotto agricolo del territorio, oltre alle tipicità alimentari si disgiunga anche per quelle etiche”.

Nel Fucino a fronte di un numero di denunce per irregolarità ci sono altrettante aziende agricole che operano nel pieno rispetto delle regole e dei lavoratori, applicando i contratti collettivi nazionali e provinciali sottoscritti tra le parti. “Le controparti datoriali diano pubblicamente e fattivamente seguito alla nostra richiesta di fare corpo unico nel respingere le situazioni di sfruttamento umano, - continuano i due sindacalisti della Cisl. Il ruolo delle parti sociali è determinate per favorire un miglioramento del mercato del lavoro agricolo, puntando su emersione del lavoro nero, contrattualizzazione, valorizzazione degli enti bilaterali territoriali, i Rappresentanti dei Lavoratori della Sicurezza (RLS), crescita della rete del lavoro agricolo di qualità. Servono interventi urgenti soprattutto laddove si concentrano, oltre allo sfruttamento, anche varie altre tipologie di reato. “Ma serve al contempo – hanno concluso Sangermano e Pescara – anche un’azione concertata con la grande distribuzione per istituire prezzi agricoli anticaporalato con azioni mirate che tutelino i lavoratori e le produzioni Made in Italy dalle speculazioni e dal dumping sociale”.

 

                Franco Pescara                                                        Paolo Sangermano

Segretario Generale FAI CISL AbruzzoMolise                 Responsabile AST CISL L’Aquila

 

 

Giu29

30 GIUGNO 2021 SCIOPERO GENERALE

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Molise

30 GIUGNO 2021 SCIOPERO GENERALE

30 GIUGNO 2021 SCIOPERO GENERALE DI TUTTE LE LAVORATRICI E LAVORATORI DELLE AZIENDE A
RETE DEL SERVIZIO ELETTRICO, GAS ED ACQUA CONTRO L’APPLICAZIONE DELL’ART. 177 DEL
CODICE DEGLI APPALTI!!!!
Il 30 giugno p.v. è stata proclamata una giornata di sciopero generale per il settore Elettrico, Gas,
Acqua e Ambiente per dire NO all’applicazione dell’art. 177 del codice nazionale degli appalti.
Tale articolo di legge prevede che le Aziende dei settori sopra citati debbano esternalizzare l’80%
delle attività (di importo superiore a 150.000 euro) affidate in concessione senza obbligo di gara.
Semmai dovesse passare questa scellerata norma, la cui applicazione dovrebbe decorrere a partire
dal 31 dicembre 2021, le conseguenze sarebbero drammatiche per tutti:
• perdite ingenti di posti di lavoro diretti nelle società di distribuzione e conseguentemente
in tutte le realtà di Staff collegate (centinaia nell’ambito regionale e circa 150.000 in quello
nazionale);
• drammatico peggioramento della qualità dei servizi (servizi pubblici essenziali) con rischio
della continuità e della sicurezza oltre ad un inevitabile aumento dei costi e conseguenti
ripercussioni sulle bollette e, quindi, sulle tasche dei cittadini;
• tutele lavorative peggiorative a causa dell’esternalizzazione;
• frammentazione delle attività, tale da compromettere irrimediabilmente la possibilità di
effettuare i previsti investimenti del PNRR in ottica di digitalizzazione e riconversione
energetica, di cui l’Italia ha bisogno nella fase di ripartenza dopo la crisi pandemica.
Facciamo appello alla “politica” Regionale e Nazionale affinché questa legge, iniqua ed ingiusta,
venga abolita; alla stessa politica che solo qualche mese fa definiva “eroi” quelle lavoratrici e quei
lavoratori che nel momento critico della pandemia contribuivano a mandare avanti il Paese e che
oggi, con un tratto di penna, si vorrebbero cancellare.
NON SI PUO’ PIU’ ASPETTARE, E’ PARTITA LA MOBILITAZIONE!!!!!!!!

Apr05

Assemblea Congressuale CISL Chieti

Categoria: Notizie - SST, Notizie - Chieti

Assemblea Congressuale CISL Chieti

Chiusura uffici postali: riunione a Lentella il 23 febbraio

La classe dirigente della CISL di Chieti si è riunita all’Hotel Villa Maria di Francavilla per la sua assemblea congressuale alla presenza del segretario generale della USI Cisl AbruzzoMolise, Maurizio Spina, e il segretario Confederale nazionale della Cisl, Giovanni Luciano.

                Nella relazione introduttiva, Leo Pio Malandra, Segretario Usi Responsabile di Chieti, ha sottolineato l’importanza dell’azione sindacale per ridare dignità alle persone attraverso il lavoro, mezzo per realizzare se stessi.

“Dobbiamo cogliere l’opportunità della crisi per costruire nuove basi, fortemente valoriali ed etiche, il rilancio del Paese, dell’Abruzzo e della provincia di Chieti . Oggi grazie al progresso tecnologico e scientifico possiamo migliorare le condizioni di vita dei popoli. La CISL, con i processi di riorganizzazione e interregionalizzazione, si è preparata a gestire questa fase di cambiamento e di trasformazione. Il sindacato deve vivere questo momento da protagonista interpretando e rappresentando i bisogni e le esigenze dei cittadini nei territori , - ha spiegato Malandra”

Dopo un’analisi della crisi strutturale l’assemblea congressuale si è soffermata sulla situazione della provincia chietina. Nel corso del 2016 sono state avviate 2.295 nuove imprese, a fronte di 2.399 aziende che hanno cessato l’attività. Risultano negativi il saldo (-104) ed anche il tasso di crescita (-0,23). Sono più di 45.000 le aziende registrate nella provincia, quasi il 31% del totale regionale. Chieti ha un sistema economico equilibrato: 29 aziende su 100 sono agricole, 9 manifatturiere, 11 edili, 21 del commercio, il resto è costituito da imprese di servizi.

Chieti rappresenta più del 70% dell’export regionale. La presenza di gruppi multinazionali si fa sentire. Vengono inviati all’estero mezzi di trasporto e prodotti in gomma e plastica. I principali mercati di sbocco delle merci: Unione europea, resto d’Europa, America settentrionale, Asia. Chieti rimane la locomotiva dell’economia regionale, pur con qualche contraddizione. Nel 2014 dalle attività produttive (agricola, industriale, del commercio e dei servizi) è scaturita una ricchezza stimata in 8 miliardi e 330 milioni di euro.

Gli occupati sono 146 mila, 20 mila i disoccupati. Il tasso di occupazione, 57,1%, è il più alto a livello regionale. Dal 2008 mancano 3 mila posti di lavoro e l’occupazione è crollata di 2 punti. Sono soprattutto i giovani a pagare il peso della crisi: negli ultimi 8 anni gli occupati si sono ridotti sensibilmente nelle classi di età 15–24 e 25-34 anni; la flessione è più contenuta man mano che si sale d’età; poi, il segno diventa positivo e gli occupati crescono d’improvviso di oltre 20 punti nella classe 55-64 anni. Tra i settori, salgono agricoltura e industria, scendono le costruzioni, e di poco anche i sevizi, che comunque occupano quasi il 54% delle persone. Il tasso di disoccupazione (11,9%) raddoppia rispetto al 2008, ma resta al di sotto della media regionale. La disoccupazione giovanile, al 37% nella classe d’età 15-24 anni, è in discesa dopo anni di crescita ad un tasso molto elevato.

I disoccupati sono aumentati sensibilmente, nonostante il ricorso agli interventi della cassa integrazione, ordinaria, straordinaria e in deroga. In realtà, nel 2016, dopo anni di rapida espansione, questi strumenti si sono drasticamente ridotti, anche a causa delle nuove disposizioni di legge che ne hanno limitato l’impiego. Comunque, sono 3 milioni e 358 mila le ore di intervento richieste, soprattutto di cig straordinaria. Il 79% si è concentrato nell’industria, che ha utilizzato 2 milioni e 676 mila ore. Pur distanziato, comunque anche il settore commercio ha dimostrato una notevole difficoltà, testimoniata dal ricorso alla cassa integrazione: 434 mila ore, pari al 13% del totale.

“La salute del territorio chietino  ha bisogno, - come ha suggerito Malandra -,  di forte impulso allo sviluppo dove tutte le forze imprenditoriali non devono continuare ad offrire solo consulenza ma diventare veri e propri attori  promuovendo  nuove attività imprenditoriali, innovative ed ecosostenibili. Gli enti locali della provincia devono rafforzare la loro azione concertativa al fine di favorire gli investimenti e le start up e ridare competitività al territorio più grande della Regione Abruzzo. Tutto ciò deve avvenire senza tralasciare il valore aggiunto che può apportare il Porto di Ortona che rappresenta l’unica via di collegamento e comunicazione tra il mare Adriatico e Tirreno.”

“Ma un forte contributo per la ripresa economica ed occupazionale, - continua il segretario della CISL -  deve venire da un’azione unitaria delle forza sociali per interloquire e stimolare il mondo della politica che, fino ad oggi, nella gestione delle crisi aziendali e territoriali, si è limitata a solo generici impegni, con il coinvolgimento dei tavoli di crisi regionali e nazionali, senza produrre risultati concreti”.

 

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