Notizie - FLP

Lug09

La situazione degli Uffici postali in Abruzzo

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La situazione degli Uffici postali in Abruzzo

In Abruzzo sono sempre meno gli operatori allo sportello, sempre più disagi per lavoratori e clienti. Si riafferma sempre con maggiore evidenza la grave problematica che da tempo mette in ginocchio gli Uffici postali di molte zone dell’Abruzzo e che oggi ha raggiunto livelli di assoluta insostenibilità, ovvero la chiara insufficienza di risorse applicate agli sportelli.
La nostra sigla sindacale – afferma il Segretario Interregionale della SLP - CISL Giannattasio – vuole mettere in luce la evidente discrasia che la sola gestione di mero rendimento economico provoca tenendo oscurata una realtà che balza ormai con forza sotto gli occhi di tutti, gli sportelli degli uffici postali non sono presidiati.
La risposta dell’azienda è sempre la stessa: siamo in eccedenza/esubero!
L’introduzione in alcuni Uffici Postali, della “gestione code” ha inevitabilmente prodotto una grave discriminazione non solo tra lavoratori, ma anche tra clienti. Dove la si applica, si cerca in tutti i modi di assecondare le necessità della giornata, ricorrendo sempre di più anche ad una mobilità selvaggia, mentre ove non si applica (piccoli e medi uffici) si abbandono lavoratori e clientela, tanto nessuno rileva e verifica l’insopportabile disagio che vivono i cittadini, costretti a fare ore di fila.
In questo caso il direttore deve sostituirsi all’operatore di sportello e indurre gli “sfortunati” lavoratori a superare le norme del Manuale della Sicurezza, e negare ferie e permessi.
Naturalmente però nulla osta a pretendere il raggiungimento dell’obiettivo delle ferie e soprattutto gli obiettivi commerciali come se, per questi ultimi, i prodotti parlassero e si vendessero da soli.
A ulteriore riprova di quanto affermiamo è il quantitativo di ore di straordinario erogato nel tentativo di tamponare le carenze.
Adesso, durante l’estate la situazione è ancora più grave proprio per la carenza di sportellisti. E quei pochi che rimangono devono fare i conti con le sacrosante ferie.

L’unica soluzione per sanare le problematiche è l’applicazione anche per l’Abruzzo dell’accordo sulle politiche attive del lavoro, firmato dalle OO.SS nazionali e l’Azienda prevedendo mirate azioni (passaggio a full -time, sportellizzazioni, assunzioni) volte a rafforzare il personale negli uffici postali
 

SLP CISL

Giannattasio       


 

May07

convegno Fondoposte

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convegno Fondoposte
Il Sindacato SLP-CISL, sempre attento alle politiche di welfare, La invita a partecipare al convegno/dibattito il giorno 25 maggio 2018 alle ore 17,30 presso l’Hotel San Giorgio Via Insorti D'Ungheria - 86100 Campobasso (CB).
L’esigenza del convegno nasce per approfondire il sapere su cosa è il welfare aziendale, per comprendere pienamente i vantaggi dell’adozione di politiche di welfare e, nello stesso tempo, per rispondere ai bisogni delle persone. Approfondimento della Legge di Stabilità 2017 con l’introduzione la nuova RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata). Agevolazioni Fiscali per il versamento del Premio di Produzioni nel Fondo Complementare. Quantificazione Pensione complementare. Liquidazione con un’unica soluzione, ecc.
Interverrà il Presidente di Fondoposte Antonio Nardacci. Per l’occasione del convegno sarà predisposto uno sportello di Fondoposte per effettuare tutte le operazioni, relative al Fondo, in tempo reale.

Coordinatore SLP-CISL Molise
(Antonio D’Alessandro)

 

Giu09

I Lavoratori delle Poste in Abruzzo hanno dichiarato lo sciopero

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I Lavoratori delle Poste in Abruzzo hanno dichiarato lo sciopero
SLP-CISL, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFSAL-COM regionali unitariamente proclamano lo sciopero da tutte le prestazioni aggiuntive nel settore Mercato privati.
    "Dobbiamo gridare forte e chiaro il nostro dissenso e partecipare uniti allo sciopero non concedendo all’azienda alcun minuto in più per rimarcare il nostro disagio, hanno dichiarato le Organizzazioni Sindacali".
    Viste le risposte negative e l’assordante silenzio dell’Azienza rispetto le nostre rivendicazioni a partire dalla inopinata scelta di modificare la gestione delle “inesitate” presso gli uffici postali senza l’adeguata formazione e senza l’inserimento di nuove risorse dal 10 GIUGNO al 7 LUGLIO  (CON ESCLUSIONE DEL GIORNO 16 GIUGNO) ci sarà lo SCIOPERO DELLO STRAORDINARIO E DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE.
    Per i sindacati lo sciopero è l'unico strumento per farsi sentire da un'Azienda sorda e arrogante.
    La mobilitazione unitaria nasce dalla necessità di combattere contro scelte scellerate:la mancata copertura degli organici negli uffici postali, l’abuso delle “trasferte” e della mobilità coatta in ambito comunale, la gestione a dir poco confusionaria e fuori dalle regole e dagli accordi delle ferie del personale, la recrudescenza delle pressioni commerciali su DUP, SCF, OSP, e la continua pretesa di prestazione extra orario ai quadri (oltre 36 ore).
SLP-CISL, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFSAL-COM vogliono rivendicare la nostra dignità di lavoratori e di persone, il rispetto delle regole  e il passaggio a full-time dei part-time


SLP CISL SLC CGIL FAILP CISAL CONFSAL COM
Giannattasio Di Marcantonio Giuliani Di Berardino

 

May25

Le criticità della riorganizzazione del servizio di Poste di riconsegna delle inesitate

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Le criticità della riorganizzazione del servizio di Poste di riconsegna delle inesitate

A seguito del conflitto di lavoro aperto contro Poste Italiane per la riorganizzazione del servizio di riconsegna delle inesitate, in data 24 maggio la delegazione Slp Cisl congiuntamente con le altre OO.SS. è stata convocata per avviare la procedura di raffreddamento. Durante il confronto sono state evidenziate le diverse criticità che tale riorganizzazione genera non solo per i lavoratori ma anche per tutti i cittadini. La scelta di Poste di voler riconsegnare la corrispondenza a firma, non più attraverso un canale dedicato ma attraverso gli uffici postali risulta inadeguata, anche perché il personale non ha ricevuto la formazione necessaria per espletare tale servizio ed i locali, presso i quali è posta in giacenza la corrispondenza, mancano delle giuste dotazioni risultando così inidonei.

Le criticità sono evidenti anche per la cittadinanza perché è costretta a ritirare la corrispondenza in giacenza dal 15 maggio presso il nuovo ufficio di riferimento mentre la posta giacente prima di tale data presso il centro precedentemente stabilito; il disagio è ancor più evidente se consideriamo che ci sono uffici aperti solo alcuni giorni della settimana pregiudicando così la possibilità dei cittadini di poter ritirare la propria corrispondenza nei termini stabiliti.

Per tali ragioni la Slp Cisl e le OO.SS. presenti non hanno ritenuto sufficienti le dichiarazioni aziendali ed annunciano iniziative di contestazione sui territori.


                                                                                              Il Segretario

                                                                                  Domenico Antonio Giannattasio

 

Gen16

Cisl: “Poste italiane smantella il Centro contabile dell'Aquila”

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Cisl: “Poste italiane smantella il Centro contabile dell'Aquila”

“Il piano di riorganizzazione di Poste Italiane prevede lo smantellamento, ad aprile, del Centro contabile dell'Aquila e il trasferimento dei 20 dipendenti in altri uffici nel raggio di 30 chilometri. Tutte figure altamente specializzate, che verranno destinate ad altre lavorazioni”. Ad annunciarlo sono Giuseppe Di Giuseppe, segretario Slp- Cisl della provincia dell'Aquila, Ezio Fosca, segretario Slp-Cisl Abruzzo-Molise e Paolo Sangermano, segretario Cisl della provincia dell'Aquila. “Il servizio del Centro contabile del Capoluogo, che si occupa di monitorare tutte le operazioni amministrative e finanziarie degli uffici postali abruzzesi e di parte del Lazio”, spiegano Di Giuseppe e Fosca, “sarà decentrato negli altri centri presenti in Italia. Inoltre, da settembre prossimo scatterà la riorganizzazione del recapito, con la consegna della posta a giorni alterni, in alcune zone della provincia dell'Aquila, e il taglio di decine e decine di unità lavorative, che in parte verranno poste in prepensionamento. L'azienda intende ricorrere anche all'incentivo all'esodo, mentre parte dei dipendenti verrà destinata ad altri servizi”. Circa un centinaio i lavoratori coinvolti, in provincia dell'Aquila, nel piano di riorganizzazione di Poste italiane. “La distribuzione della posta a giorni alterni”, sostiene Paolo Sangermano, “viene motivata dall'azienda con la diminuzione dei flussi, ma è assurdo che una società in attivo da più di quindici anni proceda ad una riorganizzazione generale che prevede tagli e ridimensionamenti sul territorio”. La Cisl “rigetta la totale chiusura dell'azienda e invita Poste Italiane a fare un passo indietro. Sono state assunte decisioni unilaterali”, concludono Di Giuseppe e Fosca, “che vanno a penalizzare ulteriormente un territorio già in forte difficoltà e in precarie condizioni occupazionali”.

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

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Nov03

Molise Uffici Postali chiusi, sciopero generale il 4 novembre

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Molise Uffici Postali chiusi, sciopero generale il 4 novembre

Le Segreterie Nazionali SLP-CISL, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFASAL.COM e UGL-COM hanno proclamato lo sciopero generale in Poste Italiane Spa per l’intera giornata del 4 novembre 2016 con manifestazioni in ogni regione. A Roma è previsto un presidio di fronte al Mef e una manifestazione davanti la sede centrale di Viale Europa 175.

La decisione del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% e del conferimento a Cassa Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale, con l’uscita definitiva del Ministero dell’Economia dall’azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico in Poste Italiane. Una decisione assunta a breve distanza dal primo collocamento azionario di oltre il 30% effettuato ad ottobre 2015.

Una privatizzazione che ha il solo fine di fare cassa e recuperare qualche miliardo di euro per "lenire" il debito pubblico, ma che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto da Poste Italiane sull’intero territorio. Già ora si assiste ai reiterati interventi di chiusura degli Uffici Postali nelle zone più disagiate e al recapito della corrispondenza a giorni alterni, scelta contestata recentemente dal Parlamento Europeo, compromettendo qualità del servizio offerto e la garanzia del servizio universale.

Le  Segreterie Nazionali di categoria ritengono estremamente grave e antieconomica l’intera operazione di dismissione da parte dello Stato, in considerazione che  dal 2002 ad oggi Poste Italiane ha sempre avuto bilanci positivi e versando consistenti dividendi al Ministero dell’Economia, quindi alla collettività, quale azionista di riferimento. Con questa operazione il governo viene meno, dopo 160 anni di Poste Italiane, al dovere di garantire alla cittadinanza e alle sue fasce sociali più deboli un servizio essenziale.

Lo Stato con la prima tranche collocata sul mercato lo scorso anno ha rinunciato ad una rendita vitalizia di circa 150 milioni di euro annui in termini di dividendi e la cifra si raddoppia se il governo ritira il decreto sulla privatizzazione.

Una privatizzazione totale di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio universale, l’unitarietà dell’Azienda e la sua tenuta occupazionale.

Privatizzare Poste Italiane, azienda che fa utili e offre servizi competitivi, può celare dietro una privatizzazione per togliere dal mercato l’unico concorrente scomodo delle banche, che oggi troppo spesso sono nell’occhio del ciclone della finanza speculativa. Attraverso Poste Italiane passa anche la democratizzazione del risparmio nel nostro Paese, per costi, trasparenza e rendimenti garantiti, con i suoi 500 miliardi di euro raccolti ogni anno dal risparmio postale negli oltre 13.000 Uffici Postali.

E mentre il management di Poste Italiane in questi giorni è impegnato in ulteriori acquisizioni societarie nel campo finanziario, la concorrenza continua ad erodere fette di mercato al suo core business tradizionale, vedi i competitors privati con il ritiro delle spedizioni nelle edicole e l’accordo sul pagamento delle bollette nelle farmacie. Uno scenario che comporterà un’ulteriore chiusura di Uffici Postali con un impatto negativo sulle comunità locali e in una riduzione dei posti di lavoro. 

Le Segreterie Nazionali esprimono preoccupazione sui rischi di una ulteriore privatizzazione di Poste Italiane e sulle conseguenti ricadute occupazionali. Per i sindacati sono a rischio almeno 20.000 posti di lavoro sia nel settore postale che nel finanziario.

Queste le motivazioni che hanno indotto le Segreterie Nazionali a lanciare una fase di forte mobilitazione e di lotta che culminerà con lo Sciopero Generale del 4 novembre con manifestazioni e presidi in tutta Italia.

 Lo sciopero prevede delle manifestazioni regionali, un presidio nazionale sia davanti alla sede centrale di poste Italiane a Roma e sia davanti al MEF.
    In Molise la manifestazione si terrà a Campobasso davanti alle sede centrale a partire dalle ore 9.00.

 

Il Segretario Interregionale SLP-CISL Abruzzo Molise

Antonio D'Alessandro

 

 

 

 

Nov02

Pescara 4 Novembre Sciopero Generale “Contro la privatizzazione di Poste Italiane”

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Pescara 4 Novembre Sciopero Generale “Contro la privatizzazione di Poste Italiane”

La SLP -CISL di Pescara unitamente alle altre O.S. SLC-CGIL ,FAILP CISAL ,UGL ,CONFSAL, hanno svolto sul tutto il Territorio della Provincia di Pescara delle assemblee per comunicare ai lavoratori postali le ragioni dello sciopero.

Il governo con decreto legislativo vuole vendere    ulteriore quota del 29,7 % allargando i termini della privatizzazione fino al 65% del capitale azionario. La privatizzazione di poste avrebbe con il cambiamento  della sua missione di carattere sociale un'effetto  immediato dismissioni di uffici postali di piccola e media entità .  Altra nota dolente è  l'introduzione del nuovo progetto dei giorni alterni , vedi delibera dall AGICOM,  ciò comporterebbe  ricadute occupazionali con perdite di posti lavoro intorno alle 300 unità in Abruzzo. E Infine  la visione di una azienda finanziaria    potrebbe portare  a  uno spacchettamento con la dismissione dei servizi postali che attualmente oggi perde 700 ml  annui. Alla luce di quanto sopra detto i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane saranno chiamati allo sciopero per l'intera giornata per la difesa del futuro dell'azienda  e del proprio lavoro. L'Appuntamento sarà il 04 novembre 2016 alle ore 9,30  in via Ravenna angolo C/so Vittorio, dove ci sarà un presidio regionale  per sensibilizzare la cittadinanza tutta e per denunciare l'ennesimo attacco ai servizi sociali a danno della collettività.  

 

 

 

 

                                                                       Il Segretario Territoriale di Pescara

                                                                                 SLP-CISL Di Febo Sergio

 

 

 

Nov02

Uffici Postali chiusi, sciopero generale il 4 novembre anche in provincia dell'Aquila

Categoria: Notizie - FLP

Uffici Postali chiusi, sciopero generale il 4 novembre anche in provincia dell'Aquila

Le Segreterie SLP-CISL, SLC-CGIL, FAILP-CISAL, CONFASAL-COM e UGL-COM hanno indetto uno sciopero generale, per l’intera giornata del 4 novembre, per protestare contro la privatizzazione di Poste Italiane..

La decisione del Consiglio dei Ministri di quotare in Borsa un ulteriore 29,7% e del conferimento a Cassa Depositi e Prestiti del rimanente 35% del capitale, con l’uscita definitiva del Ministero dell’Economia dall’azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico in Poste Italiane”, afferma Giuseppe Di Giuseppe, segretario Cisl postali della provincia dell'Aquila, “una decisione assunta a breve distanza dal primo collocamento azionario di oltre il 30% effettuato ad ottobre 2015. Una privatizzazione che ha il solo fine di fare cassa e recuperare qualche miliardo di euro per "lenire" il debito pubblico, ma che non tiene in considerazione il ruolo sociale svolto da Poste Italiane sull’intero territorio. Già ora si assiste ai reiterati interventi di chiusura degli Uffici Postali, soprattutto nelle zone più disagiate della provincia dell'Aquila, e al recapito della corrispondenza a giorni alterni, compromettendo la qualità del servizio offerto e la garanzia del servizio”.

Le organizzazioni sindacali ritengono “estremamente grave e antieconomica l’intera operazione di dismissione, da parte dello Stato di Poste Italiane, in considerazione che dal 2002 ad oggi l'azienda ha sempre avuto bilanci positivi. Con questa operazione”, dichiara Di Giuseppe, “il Governo viene meno, al dovere di garantire alla cittadinanza e alle sue fasce sociali più deboli un servizio essenziale. La privatizzazione totale di Poste italiane mette in discussione non solo anni di sacrificio e di lavoro dei dipendenti, profusi per darle una dimensione d’impresa tra le più importanti in Italia, ma anche il futuro svolgimento del servizio, l’unitarietà dell’Azienda e la sua tenuta occupazionale.

E mentre il management di Poste Italiane, in questi giorni, è impegnato in ulteriori acquisizioni societarie nel campo finanziario, la concorrenza continua ad erodere fette di mercato al suo core business tradizionale, vedi i competitors privati con il ritiro delle spedizioni nelle edicole e l’accordo sul pagamento delle bollette nelle farmacie. Uno scenario che comporterà un’ulteriore chiusura di Uffici Postali, con un impatto negativo sulle comunità locali, e una riduzione dei posti di lavoro. 20mila i posti di lavoro a rischio su tutto il territorio nazionale”.

 

Monica Pelliccione

Ufficio Stampa Cisl della provincia dell'Aquila

 

 

 

Lug02

Cosa sta succedendo a Poste Italiane

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Cosa sta succedendo a Poste Italiane

Il 31 maggio u.s. il CdM ha approvato uno schema di DPCM con il quale si autorizza la collocazione sul mercato azionario della quasi la totalità delle azioni di Poste Italiane SpA ad oggi rimaste in mano al MEF (circa il 29,7% del capitale totale).

 

Questa scelta appare miope e rischiosa, in quanto priva lo Stato Italiano non solo del controllo diretto della più grande azienda di servizi del Paese, ma anche dei ricchi dividenti che la stessa ha erogato nelle casse statali negli anni scorsi.  Inoltre l’ulteriore processo di privatizzazione dell’Azienda Poste non offre alcuna garanzia circa il mantenimento degli attuali livelli di servizio e di copertura del territorio nazionale (anche con riferimento al servizio universale di cui Poste è concessionaria) nonché rispetto alla unitarietà dell’Azienda ed alla tenuta dei suoi livelli occupazionali.

 

Come noto Poste Italiane rappresenta un asset strategico del nostro Paese in quanto garantisce pari condizioni di accesso ai suoi servizi per tutti i cittadini italiani, cura la raccolta del risparmio postale dedicato ad alimentare la Cassa Depositi e Prestiti, rappresenta un punto di riferimento sicuro per i risparmiatori, contribuisce al superamento del digital divide che ancora oggi penalizza alcune realtà sociali.

 

Sia le Organizzazioni dei lavoratori che molte Amministrazioni locali denunciano da tempo un progressivo abbandono del presidio del territorio da parte di Poste Italiane, con particolare danno alle fasce della popolazione svantaggiate dal fatto di risiedere in comuni rurali, un quasi totale smantellamento del carattere sociale del servizio postale stesso, un imminente pericolo per la tenuta dell’occupazione.

 

Si chiede pertanto di conoscere se il Governo abbia svolto una preventiva ed approfondita analisi dei rischi connessi all’ulteriore tranche di privatizzazione del capitale di Poste Italiane sia dal punto di vista della qualità e della capillarità del servizio che del mantenimento dei livelli occupazionali e se non sia opportuno mantenere Poste nella proprietà dello Stato.

 

Si chiede inoltre di conosce se il Governo intenda promuovere un nuovo modello di Governance dell’Azienda che garantisca, anche attraverso il coinvolgimento dei lavoratori/azionisti, la costituzione di organismi di indirizzo e controllo necessari ad una Azienda dalle caratteristiche come quelle sopra descritte.

 

Antonio D'Alessandro

 

 

Giu30

Attivo Unitario Molise

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Attivo Unitario Molise

In questi giorni il Governo al solo scopo di fare cassa per arginare la voragine del debito pubblico ha deciso di privatizzare quello che resta della più grande azienda pubblica del nostro Paese. Il 35% di Poste Italiane è passato sotto il controllo di Cassa Depositi e Prestiti, il 29,7% resterà per ora al MEF (ministero Economia e Finanze) ma destinato a breve ad una ulteriore vendita in borsa, il restante 35,3 già era stato svenduto lo scorso Ottobre. Nella totale
indifferenza e in solo un colpo il Governo smantellerà un servizio pubblico che interessa milioni di cittadini italiani. Poste Italiane effettua ancora un servizio sociale per la capillare presenza in tutti i centri del nostro Paese, la totale privatizzazione e quotazione risponderà solo alle logiche del profitto, quindi avrà scarso interesse verso i settori deboli che Poste a oggi svolge.
Questo nonostante Poste abbia subito notevoli ristrutturazioni e cambiamenti dal 1994 ad oggi: passando da Azienda Autonoma di Stato, ad Ente Pubblico ed infine a S.p.A. con bilanci in attivo ed utili di centinaia di milioni di euro erogati ogni anno a favore del Governo. Siamo convinti come sindacato che sia un grave errore per il Paese svendere un’azienda che ogni anno porta danaro fresco alle casse dello stato, che dà lavoro a 140.000 dipendenti e che garantisce servizi ai cittadini, specie alle categorie più deboli e situate nelle zone disagiate.
L’intenzione del Governo di limitare la propria partecipazione al 35% di CDP, che comunque è già privata, all’interno sono presenti le fondazioni bancarie, competitor di Poste, fa sorgere molti dubbi sul futuro per quanto riguarda l’unicità aziendale. Settori come il recapito già interessati dall’ennesima ristrutturazione saranno smantellati in breve tempo e la presenza delle Fondazioni bancarie pone non poche perplessità anche sullo sviluppo di Bancoposta e Poste vita.
Il sindacato non può restare indifferente allo scempio che si sta consumando sotto gli occhi di tutti. Nella nostra regione da alcuni mesi i lavoratori postali stanno subendo la pesante ristrutturazione del recapito a giorni alterni decisa per risanare un settore che attraversa una crisi mondiale. L’azienda però non rispetta gli impegni sottoscritti, mancano gli investimenti previsti dagli accordi e il meccanismo stenta a decollare. Dal 13 giugno i lavoratori della provincia di Campobasso lottano per migliorare le condizioni di lavoro e la qualità dei servizi.
Pertanto gli attivi unitari di SLP-CISL, SLC-CGIL, UIL-POST, CONFSAL-COM. e FAILPCISAL esprimono la piena contrarietà alle decisioni del Governo sulla privatizzazione totale di Poste Italiane. Inoltre, denunciano le gravi lacune nell’implementazione del progetto recapito a giorni alterni, la grave carenza di personale nel settore Mercato Privati, ai quali vanno uniti gli atteggiamenti vessatori e repressivi messi in campo in questi ultimi giorni dalla dirigenza
aziendale e il grave problema dei part-time.
Pertanto gli attivi unitari di SLP-CISL, SLC-CGIL, UIL-POST, CONFSAL-COM. e FAILPCISAL decidono di avviare una fase di informazione su tutta la regione nella categoria, tra i cittadini, Istituzione e classe Politica. Gli attivi unitari oltre ad auspicare il pieno coinvolgimento delle Istituzioni Locali, chiedono alle Segreterie Nazionali di proclamare lo sciopero generale nazionale di tutti i lavoratori e le lavoratrici di Poste Italiane, pieno sostegno delle confederazioni nazionali.

Lug16

UFFICI POSTALI: Tagli in Abruzzo

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UFFICI POSTALI: Tagli in Abruzzo

La chiamano razionalizzazione, ma e’ un altro importante taglio ai servizi sociali, quella che Poste Italiane, relativamente all’anno 2014, sta mettendo in atto in questi giorni su tutto il territorio nazionale: 400 uffici da chiudere, 600 da razionalizzare. Anche l’Abruzzo pagherà un taglio importante, saranno infatti 19 gli uffici da chiudere individuati dall’azienda e ben 35 quelli da razionalizzare e il cui futuro e’ ormai chiaro: chiusura al prossimo giro di boa.

                Poco importa a Poste se nei mesi scorsi si è già provveduto ad un drastico ridimensionamento degli uffici. Anche in questo caso  si andranno a colpire le fasce più deboli della realtà abruzzese, in particolare gli anziani che non avendo più un punto di riferimento nell’ufficio postale nel proprio centro,  anche per pagare un bollettino o per acquistare un buono, si vedranno costretti a spostarsi presso altri comuni. Ancora più difficile andare a ritirare la pensione perché per poterlo fare saranno costretti a spostarsi, non certo a piedi, presso un  altro Ufficio postale, mettendo chiaramente a rischio la propria pensione e la propria incolumità, considerato il fatto che sempre più gli anziani sono oggetto di furti e rapine, subito dopo aver ritirato la pensione.

                Il piano di chiusure/razionalizzazione e’ stato presentato nei giorni scorsi alle Oo.Ss. e non ha riscosso alcun consenso da parte dei rappresentanti dei lavoratori. Come Slp-Cisl abbiamo fatto presente che con questa iniziativa Poste dice addio ad una importante fetta di territorio dove pure e’ presente un buon numero di clienti tra i più fidelizzati. Sull’argomento la Cisl ha interessato anche il presidente regionale dell’anci, La Penna, che sta attivando ogni iniziativa tesa a sensibilizzare sull’argomento i politici provinciali, regionali e nazionali chiamati a dare un supporto importante alla vertenza. In questi giorni l’Azienda invierà una comunicazione ai sindaci dei comuni interessati con la quale comunicherà i dettagli delle chiusure/razionalizzazioni.

Questi gli Uffici interessati alla chiusura ( 19), provincia Chieti: San Giacomo di Scerni, Guastameroli,  Altino, Chieti 5. Provincia l’Aquila: Aragno, Assergi,  Cese, Torrone di Sulmona, Civita di Oricola. Provincia Pescara: Piccianello, Roccafinadamo. Provincia Teramo: Cologna, Faraone, Montepagano, Mutignano, Poggio Morello, Rocche di Civitella, Treciminiere.

Uffici interessati alla razionalizzazione (35), provincia di Chieti: Ari, Carunchio, Celenza sul Trigno, Civitella Messer Raimondo, Lentella, Liscia, Montenerodono, Pennapedimonte, San Martino sulla Marrucina, Torrebruna, Palmoli, Pretoro, Schiavi d’Abruzzo, Carpineto Sinello, Roccaspinalveti, Bomba, Perano, Colledimezzo, Pietraferrazzana. Provincia di L’Aquila: Bugnara, Campotosto, Castel di Ieri, Però dei Santi, Ortona dei Marsi, Prata d’Ansidonia, Villavallelonga, Civitella Alfedena,Sant’Eusanio Forconese. Provincia di Pescara: Carpineto della Nora, Ripacorbaria, Caprara d’Abruzzo, Musellaro, Corvara. Provincia di Teramo: Pagliaroli, Silvi.

  • Il Segretario Interregionale AbruzzoMolise
  • Ezio Fosca
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