Notizie - FEMCA

Nov14

VERTENZA ALFASIGMA

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VERTENZA ALFASIGMA

 

Dopo due giorni di trattativa e le otto ore di sciopero, dichiarate in concomitanza, è stata definita l’ipotesi di accordo sulla riorganizzazione aziendale di Alfasigma.

 

La neo azienda nasce della fusione delle società AlfaWasserman, Sigma Tau e Biofutura, diventando così la terza azienda farmaceutica italiana.                                

 

La vertenza si è conclusa con la riduzione del numero degli esuberi, passati da 456 a 300.

 

            “I 13 potenziali licenziamenti della sede di Alanno sono stati scongiurati, - annuncia la FEMCA CISL AbruzzoMolise. L’azienda ci ha espresso la volontà di investire in ricerca, prodotti e mercato internazionale salvaguardando e ammodernando i siti produttivi di Pomezia (Rm), Alanno (Pe) e Sermoneta (Lt)”.

 

Nel testo, che dovrà essere approvato dai lavoratori il 15 novembre prossimo, è stato previsto il piano di incentivazione all’uscita volontaria, articolato per fasce di età, che oltre i cinquant’anni prevede il massimo di 45 mensilità, per chi aderirà entro il 10 dicembre 2017. Inoltre, ai lavoratori, che saranno accompagnati al traguardo della pensione tramite la Naspi, è riconosciuta un’integrazione al 100%, oltre a 4 mensilità aggiuntive.

 

“Per il sito abruzzese le figure in esubero annunciati erano collegati alla possibilità di esternalizzazione dei servizi di magazzinaggi, portineria e utilities, ma l’azienda ha assicurato di non voler ricorrere ad altre imprese per lo svolgimento di alcune prestazioni d'opera, - continua la Femca CISL”.

 

“Nella sede di Assolombardo a Milano, dove si sono svolte le trattative, abbiamo salvaguardato i livelli occupazionali territoriali scongiurando la possibilità di esternalizzazione e eventuali trasferimenti di figure professionali da altre sedi. La riorganizzazione e la vertenza dell’ Alfasigma ha avuto impatto zero sul sito di Alanno, - ha concluso la FEMCA CISL AbruzzoMolise.”

 

 

 

 

 

                                                

 

                                                                          Femca CISL AbruzzoMolise

 

                                                                                Stefano Di Crescenzo                    

 

Oct02

Per l’Eni il porto di Ortona è polo strategico ma necessita urgentemente dei lavori di dragaggio

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Per l’Eni il porto di Ortona è polo strategico ma necessita urgentemente dei lavori di dragaggio
Martedì 26 settembre presso il Deposito Costiero R&M di ENI si è svolto un incontro con la Direzione della Sezione Logistica aziendale in merito alle ventilate ipotesi di cessione delle attivita’ gestite da ENI ad imprenditori privati interessati a rilevare la gestione dei rifornimenti e della distribuzione di prodotti petroliferi afferenti le competenze territorilai del sito di Ortona.
L’incontro sollecitato dalla RSU del DECO ha visto la partecipazione della segreteria regionale del Comparto Energia e Petrolio della Femca-Cisl Abruzzo Molise rappresentata dal segretario Stefano Di Crescenzo, presenti anche i rispettivi segretari regionali di comparto di Uiltec-Uil e Filtec-Cgil.
La Direzione aziendale ha al momento comunicato di NON aver  preso in considerazione le manifestazioni di interesse ricevute e pur ribadendo che il sito di Ortona resta un polo strategico per le attivita’ di Eni sul corridoio adriatico, la stessa ha espresso forte rammarico per i continui rinvii dei lavori di dragaggio ed escavazione dei fondali del porto di Ortona.
Difatti anche le organizzazioni sindacali preoccupate in tal senso dalla forte diminuzione del traffico dei volumi lavorati dal terminal portuale di ENI attivo sulla banchina Nord del porto di Ortona, hanno deciso di chiedere quanto prima un incontro alla nuova amministrazione comunale di Ortona affinche’ la stessa si adoperi per scongiurare la perdita dei finanziamenti stanziati per i lavori di dragaggio che attendono ormai da almeno 2 anni di essere cantierati.
I lavori in parola garantirebbero l’approdo di navi petroliere di maggior cabotaggio che permetterebbero di abbattere i costi x tonnellata dei prodotti movimentati dal deposito costiero di Eni consentendo di mantenere gli attuali livelli occupazionali diretti o indotti e stabilizzando anche gli investimenti previsti nei prossimi anni dalla compagnia petrolifera di stato per quanto concerne le attivita’ di manutenzione, sicurezza e sostenibilita’ ambientale del sito ortonese.

                                                                         
 Femca CISL AbruzzoMolise
Stefano Di Crescenzo                                                                                                                
Lug19

La vertenza Dayco

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La vertenza Dayco

La società DAYCO, dopo l’annuncio dei 135 esuberi su 650 lavoratori degli stabilimenti di Chieti e di Manoppello, ha incontrato le Rsu e le OO.SS., per ricercare una soluzione condivisa sull’abbassamento del costo del prodotto.

L’azienda, dopo la protesta, ha mostrato il suo interesse a trovare soluzioni al fine di scongiurare i licenziamenti annunciati.

“Abbiamo scelto di sospendere la sciopero dopo la volontà della Dayco di aprire un tavolo di contrattazione. Ieri, nella sede di Confindustria, ci siamo incontrati per avviare un confronto proprio su produttività e competitività dei tre stabilimenti, - hanno affermato  Carlo Petaccia  della Filctem,  Franco Zerra  della Femca,  Giovanni Cordesco della Uiltec.”

“Dopo questo secondo incontro portiamo a casa un obiettivo comune tra le parti, azienda e sindacato: un piano industriale capace di rilanciare il prodotto nel mercato nazionale e internazionale, - continuano le tre Federazioni abruzzesi di Cgil, Cisl e Uil”.

“Le preoccupazioni sono tante per le famiglie dei lavoratori ma l’azienda ci ha posto un problema dell’elevato costo del prodotto rispetto a quello del mercato, e, oggi, siamo pronti a trattare per una soluzione capace di mettere insieme l’efficientamento e il mantenimento degli attuali stabilimenti e i livelli occupazionali, - dichiarano Petaccia, Zerra e Cordesco ”.

Il tavolo di concertazione si svilupperà su due livelli d’incontro uno più aziendale che ha l’obiettivo di ottimizzare la produzione, ed un altro in sede di Confindustria per individuare eventuali altri percorsi di diminuzione del costo del prodotto finale.

“L’azienda valuterà anche la possibilità di accedere ai fondi e bandi regionali ed europei  per abbattere i costi di produzione e si è resa disponibile ad eventuali investimenti  necessari al raggiungimento dell’obiettivo comune. Inoltre, la Dayco, in base agli impegni assunti tra le parti, ha assicurato di  non procedere ai licenzianti dei lavoratori  se non su base volontaria, - hanno concluso i tre  Segretari  Filctem CGIL, Femca CISL,Uiltec UIL Abruzzo-“.

 

    Filctem CGIL Abruzzo                  Femca CISL AbruzzoMolise                   Uiltec UIL Abruzzo

       Carlo Petaccia                                 Franco Zerra                                      Giovanni Cordesco

May18

Alla Roman Style di BRIONI la FEMCA CISL si conferma il primo sindacato

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Alla Roman Style di BRIONI la FEMCA CISL  si conferma il primo sindacato

Nelle aziende Roman Style di Brioni a Penne, a Montebello di Bertona e  Civitella Casanova, che di recente ha cambiato l’amministratore delegato, si sono svolte le elezioni per il rinnovo dei Rappresentanti RSU.

La FEMCA CISL AbruzzoMolise si riconferma la prima sigla sindacale negli stabilimenti di Penne e Civitella Casanova e diventa la prima organizzazione sindacale in quello di Montebello di Bertona.

Un successo importante per la FEMCA  che ha ottenuto  il 50,71% delle preferenze, incrementando il consenso elettorale rispetto alle elezioni precedenti in tutti e tre gli stabilimenti e conquistando il maggior numero di delegati passando da 11 rsu su 27 a 12 rappresentanti su 24.

“La nostra organizzazione risulta la più rappresentativa: abbiamo raggiunto 397 preferenze su 783 voti validi tra i dipendenti, che si traducono in 12 delegati su 24. Alla Uiltec vanno 6 delegati con 208 preferenze e il 26,56% dei consensi; alla Filctem  6 con 178 preferenze e  22,73% del consenso di tutti i dipendenti, dichiara Leonardo D’Addazio Responsabile settore moda FEMCA Pescara”.

Il Segretario Stefano Di Crescenzo della FEMCA CISL AbruzzoMolise ringrazia vivamente tutti coloro che hanno collaborato attivamente al raggiungimento di questi risultati. “La nostra determinazione, le nostre scelte e la nostra coerenza, che come FEMCA abbiamo dimostrato, ci hanno premiato anche in un momento come questo di forte difficoltà economica ed occupazionale per un’azienda come la Roman Style di Brioni”.

In un periodo così difficile e complicato e dopo la difficile vertenza dell’anno scorso siamo orgogliosi che i lavoratori abbiamo scelto la Femca. Un’organizzazione che non si è mai nascosta e si è sempre assunta le proprie responsabilità e continuerà a farlo tutelando tutti i lavoratori della Roman Style di Brion. Trasparenza, lealtà e onestà premiano sempre.

“Una delle priorità del nuovo amministratore delegato deve essere l’riaumento delle ore dei lavorative dei trenta dipendenti che hanno subito la più pesante riduzione da 36/40 a 16 ore, - chiede Leonardo D’Addazio”.

“Un risultato prezioso che premia impegno, lavoro di squadra e credibilità personale dei delegati della stessa Organizzazione. Con questo significativo risultato si conferma la validità del nostro modello di contrattazione sindacale”, - concludono Di Crescenzo e D’Addazio della Femca  AbruzzoMolise”.

May05

Franco ZERRA è stato eletto Segretario della FEMCA CISL AbruzzoMolise

Categoria: Notizie - FEMCA

Franco ZERRA è stato eletto Segretario della FEMCA CISL AbruzzoMolise

Oggi ha Vasto si è svolto il Congresso della Femca Cisl AbruzzoMolise .

All’importante assemblea hanno partecipato, il Sindaco di Vasto, Francesco MENNA, il Segretario Generale Usi CISL, Maurizio SPINA, il Segretario Nazionale della FEMCA nazionale, Antonello ASSOGNA, e il Segretario Generale della FEMCA,  Angelo COLOMBINI.

I lavori della giornata sono stati aperti dalla relazione delle reggente Donatino PRIMANTE a cui sono seguite le testimonianze di esperienze imprenditoriali importanti per la ripresa dello sviluppo:  Luigi DI GIOSAFFATTE, Direttore Generale di Confindustria Chieti Pescara, Graziano MARCOVECCHIO, Presidente PILKINGTON,  Gianluca NARDONE, Responsabile RISORSE UMANE FATER, Sandro TIBERI, Responsabile RISORSE UMANE ALFA WASSERMANN.

Nel corso di quest’ ultimo decennio l’economia abruzzese e molisana hanno percorso e continuano a percorre un periodo di grande difficoltà.

Il settore della moda, a causa della crisi, ha vissuto un’emorragia di lavoratori. La chiusura di aziende importanti e la trasformazione di marchi d’eccellenza, a livello nazionale, non hanno generato solo una perdita di mano d’opera ma anche di professionalità, - ha dichiarato Primante.  La dimensione d’impresa, l’innovazione, la professionalità, la competitività sono le parole chiavi per la ripresa di quest’importante settore produttivo.

“Il comparto dell’ ENERGIA oltre a subire gli interventi della magistratura e delle istituzioni sulle attività di produzione ed estrazione, che hanno ostacolato il suo sviluppo  ha registrato un calo dei consumi energetici accompagnato dalla diminuzione del prezzo del barile del petrolio. “In tema di energia, purtroppo non c’è una programmazione nazionale e regionale, - ha denunciato Donatino Primante - . Siamo riusciti, insieme a Confindustria, a tamponare gli errori e a limitare i danni, soprattutto in termini occupazionali, causati da scelte politiche non orientate allo sviluppo e al mantenimento dei campi produttivi esistenti.”

 Dall’analisi dai vari rami macroeconomici è emerso, inoltre, che le aziende chimiche oltre ad investimenti economici hanno scelto di puntare sulla sostenibilità ambientale a partire dalla progettazione allo sviluppo, dai materiali ai cicli di fine vita, al riciclo e riutilizzo degli scarti. “Questo binomio ha permesso di salvaguardare e anche di incrementare, in alcune esperienze imprenditoriali,  posti di lavoro”.

Invece, il settore farmaceutico, al contrario degli altri, nonostante le riorganizzazioni/aggregazioni aziendali è riuscito a consolidarsi e aumentare le persone occupat.

“La Femca nella sua azione quotidiana di tutela è riuscita sempre a dare risposte ai lavoratori grazie alla capacità di innovazione contrattuale ed a una visione riformatrice del mercato del lavoro. Questo processo, nato dal territorio, ha consapevolmente permesso di consegnare, oggi, un’organizzazione sindacale capace di favorire il completo sviluppo della personalità umana e di rafforzare la propria rappresentanza sindacale anche tra i giovani”, - ha concluso Donatino Primante ringraziando tutti coloro che in questi anni hanno collaborato con lui.

 Al termine del congresso si è svolto il Consiglio Generale della Federazione  dell’ energia, della moda, della chimica ed affini dell’ Abruzzo e del Molise che ha eletto il Segretario Generale Franco Zerra, che sarà affiancato in segreteria da Stefano Di Crescenzo e Barbara Tocco.

           

May02

Femca CISL AbruzzoMolise: FESTA NAZIONALE DEL 1° MAGGIO “LAVORO: LE NOSTRE RADICI IL NOSTRO FUTURO “

Categoria: Notizie - FEMCA

Femca CISL AbruzzoMolise: FESTA NAZIONALE DEL 1° MAGGIO “LAVORO: LE NOSTRE RADICI IL NOSTRO FUTURO “

Una delegazione, composta da dirigenti, delegati e lavoratori delle Federazioni della FEMCA CISL ha partecipato alla Festa del Lavoro in Sicilia, in occasione del 70° anniversario della strage di Portella della Ginestra (Pa), luogo simbolo della prima strage dell'Italia repubblicana. Circa duemila lavoratori della zona, in prevalenza contadini, si erano riuniti nella vallata palermitana per manifestare contro il latifondismo, improvvisamente dal monte partirono sulla folla in festa numerose raffiche di mitra. Morirono 14 persone, tra cui due bambini,  e a cui si aggiunsero una trentina di feriti.

Lo slogan della manifestazione nazionale è “LAVORO LE NOSTRE RADICI IL NOSTRO FUTURO “.

I tre Segretari Generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna CAMUSSO, AnnaMaria FURLAN e Carmelo BARBAGALLO hanno tenuto il comizio conclusivo.


           
Mar17

sciopero alla Sasi per rinnovo contratto acqua-gas

Categoria: Notizie - FEMCA

sciopero alla Sasi per rinnovo contratto acqua-gas

Quattordici mesi di trattative infruttuose presso il ministero del Lavoro e oggi lo sciopero per il rinnovo del contratto del settore gas-acqua - interessati oltre 45mila lavoratori - scaduto il 31 dicembre 2015. L'astensione dal lavoro è stata proclamata da Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec Uil. A Lanciano (Ch) braccia incrociate e sit in, davanti alla sede, di una parte dei dipendenti della Sasi, società che gestisce il servizio idrico integrato: sono circa 120 i lavoratori interessati dal problema. 

 

"Nei giorni scorsi - spiega Donatino Primante, segretario interregionale Femca Cisl Abruzzo -Molise - c'è stata l'ennesima fumata nera al ministero e di qui la decisione di scioperare, in quanto le proposte delle associazioni imprenditoriali di settore sono state considerate irricevibili, sia sotto il profilo normativo che quello salariale. In particolare – evidenzia – le pretese sul piano normativo (demansionamento, codice disciplinare, ecc.) sono del tutto sproporzionate a fronte di una proposta economica esigua, ulteriormente ridotta e peggiorativa riguardo ad uscita turni, lavoro supplementare e superamento delle indennità". 

 

I sindacati di categoria, quindi, hanno dichiarato lo stato di agitazione con conseguente sospensione di ogni prestazione straordinaria, unitamente al blocco delle relazioni sindacali in tutto il settore, per culminare nello sciopero, con assemblee e presidi di fronte alle aziende. "Iniziative in tutti i territori - riprende Primante - tese a sbloccare il negoziato. In Abruzzo - prosegue - sono circa 2mila gli addetti interessati e c'è stata, oggi, una buona partecipazione allo sciopero. Per la prima volta anche i lavoratori Sasi hanno aderito"
           
Feb17

Proclamato lo Stato di agitazione dei Centri di Ricerca in Abruzzo

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Proclamato lo Stato di agitazione dei Centri di Ricerca in Abruzzo

Il giorno 16 febbraio 2017 si è riunita l’Assemblea sindacale dei lavoratori di COTIR, CRAB e CRIVEA sulle problematiche che stanno vivendo i centri di ricerca.

L’Assemblea, unitamente alle organizzazioni sindacali di categoria FLAI,  FAI E UILA, FILCTEM CGIL,  FEMCA E UILTEC, e alle rispettive confederazioni regionali di CGIL,CISL e UIL, decide di ribadire al Presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, all’Assessore, Dino Pepe, e ai Dirigenti, di assumersi la responsabilità di atti che incidono sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici, che sono senza stipendio da mesi. Gli impegni assunti con la firma della intesa del 27 gennaio c.a., devono essere rispettati!

I lavoratori e le organizzazione sindacati hanno deciso di intraprendere,  lunedì prossimo, le opportune iniziative di lotta e la proclamazione dello stato di agitazione, nel caso in cui, nelle prossime ore, non ci sarà un riscontro sull’erogazione del Fondo 2016 stanziato in favore dei Centri di Ricerca, se non saranno adottati  atti concreti per l’uscita dalla procedura di liquidazione, e continuerà il permanere di inadempimenti sull’accordo.

L’ Accordo sottoscritto con il Collegio dei liquidatori ha come obbiettivo la salvaguardia i posti di lavoro e l’attività di ricerca e sviluppo svolta dai tre Centri ma la Regione deve dimostrare la volontà politica di investire sul nuovo ed unico Centro regionale come un punto di riferimento nel mondo della ricerca e dello sviluppo nel settore dell'agroindustria, agroalimentare e ambientale, attraverso atti concreti nei confronti dei lavoratori e delle loro famiglie.

Ci auguriamo che in queste ore la Regione  paghi lo stipendio ai cinquanta dipendenti dei tre Centri. Un primo passo verso il superamento dello stato di liquidazione e arrivare alla fine di questo lungo processo di riordino.

 

Segreterie regionali                                Federazioni di Categoria                         Rsa Crab Cotir Crivea

      Cgil Cisl Uil                                            Flai Fai Uila

                                                                   Filctem Femca Uiltec  


           
Dec22

Il mondo della Moda sciopera il 13 gennaio

Categoria: Notizie - FEMCA

Il mondo della Moda sciopera il 13 gennaio

Le sigle sindacali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil hanno dichiarato sciopero generale e manifestazione nazionale a Firenze il 13 gennaio per il rinnovo dei contratti tessile-abbigliamento e calzaturiero, scaduto il 31 marzo 2016..

"Il modello proposto da SMI-Confindustria non è il nostro modello – incalzano i segretari generali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil - non siamo disposti a prendere in prestito modelli salariali da nessuno”. “La nostra storia contrattuale – concludono - è una storia importante e ha una tradizione che va rispettata e non tradita”.

Per quel che riguarda il coinvolgimento del settore calzaturiero nello sciopero generale, si prende atto che qualora ci siano riscontri positivi da parte di Assocalzaturifici durante l’incontro conclusivo della trattativa, previsto per il 9 gennaio prossimo, l’agitazione non coinvolgerebbe anche i lavoratori delle aziende calzaturiere.

I lavoratori del settore tessile (circa 420.000) e quelli del settore calzaturiero (poco più di 80.000) sono entrambi in lotta per i rinnovi dei contratti di lavoro, entrambi scaduti lo scorso 31 marzo. Settori questi dove, solo negli ultimi cinque anni, si è assistito ad una emorragia di più di 100.000 posti di lavoro.

 

    Filctem CGIL Abruzzo                  Femca CISL AbruzzoMolise                   Uiltec UIL Abruzzo


           
Dec13

VERTENZA BAKER HUGHES

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VERTENZA BAKER HUGHES

Si sono incontrati, lunedì scorso, la direzione aziendale di Baker Hughes, le Segreterie Nazionali e Territoriali di Filctem CGIL, Femca CISL, Uiltec UIL e i rappresentanti dei lavoratori,  per la procedura di licenziamento avviata dall’azienda in data 11 novembre 2016 per ulteriori 7 dipendenti  e, inoltre, è stato discusso il protocollo di relazioni industriali, proposto dalle stesse segreterie sindacali e sottoscritto con la società, per fronteggiare la grave crisi che ha colpito l’intero settore petrolifero sin dal 2009. Protocollo che prevedeva un percorso difficile, determinato da scelte necessarie e di sacrifici a salvaguardia dell'attività produttiva, percorso condiviso con le parti sociali che hanno contribuito con non poche difficoltà, anche finanziarie, per sostenere il percorso di aiuto richiesto dalla multinazionale americana che negli ultimi 5 anni ha fatto uso di tutti gli ammortizzatori sociali a disposizione.

La richiesta di incontro è scaturita dall’atteggiamento del management negli ultimi mesi che ha disatteso tutti gli impegni assunti, fino all’azione estrema nella controllata Western Atlas che ha sede a Ravenna da oltre 30 anni ,di interrompere anticipatamente la Cassa Integrazione Straordinaria in corso e procedere alla chiusura di Ravenna e al licenziamento di tutti i 46 dipendenti .I primi 27 sono stati licenziati il 23 novembre scorso, i restanti verranno licenziati nei 120 giorni previsti dalla procedura, nonostante vi siano ancora a disposizione mesi di cassa integrazione e contratti di lavoro acquisiti,ancora da onorare.

Le Segreterie Nazionali hanno chiesto al management di recedere dalla procedura dei licenziamenti ed assorbire tutto il personale di Western Atlas , come consigliato al MISEdalDr. Castano nell’incontro del 4 novembre scorso. In più riprese, il dr. Castano aveva chiesto chiarimenti al Vice Direttore Russel in merito ai comportamenti tenuti dall’azienda, spesso confusi e incomprensibili e dalle evidenti inosservanze, suggerendo alla stessa di assorbire in toto il personale di Western Atlas in Baker Hughes, in modo da poter continuare le attività in corso.

L’azienda di fatto, anche oggi,ha ribadito le direttive ricevute dal management e proseguirà nella chiusura dell’attività di WIRE LINE in Italia chiudendo definitivamente Western Atlas a Ravenna, pur consapevole di non poter più offrire in Italia un servizio così importante e strategico nella attività dell’oil&gas (con personale dall’elevata formazione operativa e conoscenza della sicurezza, nell’utilizzo di esplosivi e sorgenti radioattive)

Anche per la sede di Cepagatti il management è irremovibile e intende proseguire nella procedura di licenziamento di 7 persone, procedura per la quale è stato firmato un verbale di mancato accordo, attivando così il percorso istituzionale e rinviando il confronto nelle sedi ministeriali.

Le Segreterie Nazionali hanno comunicato la rottura delle relazioni sindacali. Le stesse seguiranno assiduamente il percorso istituzionale con l’obiettivo di impedire alla multinazionale che si è presa gioco di tutti, Istituzioni comprese, di proseguire a sfruttare risorse e territori, ma soprattutto impedire il depauperamento del know out e della preparazione raggiunta dai lavoratori, proprio adesso che timidi segnali positivi derivanti dal mercato internazionale di settore, fanno intravedere un’inversione di tendenza che fa ben sperare.

La stessa acquisizione da parte di GENERAL ELECTRIC del Gruppo BAKER HUGHES ne è la prova. La notizia dell’operazione inizialmente ha fatto ben sperare i lavoratori di Ravenna, Pescara,Viggiano e Milano, mal’operazione su scala mondiale prevede tempi tecnici medio lunghi. Si rischia di arrivare all’operazione senza più le professionalità fidelizzate in azienda mettendo a rischio la capacità operativa, ma inevitabilmente anche la qualità della sicurezza, che sommata alla rinuncia di attività strategiche come la “Wire Line” condizionerebbero inevitabilmente la capacità operativa di General Electric in Italia.

Le Segreterie Nazionali indicono uno stato di agitazione ed uno sciopero nazionale di 8 ore per il giorno 20 Dicembre 2016 a sostegno della vertenza in atto.

   

Filctem CGIL                                        Femca CISL                                   Uiltec UIL

   Mongiusti                                            Primante                                         Cesare


           
Nov18

Il mondo della Moda sciopera

Categoria: Notizie - FEMCA

Il mondo della Moda sciopera

Le Segreterie Nazionali di Filctem Femca Uiltec hanno proclamato lo sciopero di 8 ore per il mancato rinnovo del Contratto Nazionale per le aziende del Tessile e dell’Abbigliamento.

La trattativa, a distanza di 6 mesi dalla scadenza del CCNL, si è interrotta a causa della indisponibilità delle controparti a rivedere le modalità di individuazione ed erogazione degli incrementi salariali e per le richieste di riduzione dei diritti e il ruolo negoziale delle Organizzazioni Sindacali territoriali e delle R.S.U. , - denunciano le sigle sindacali.

L’associazione datoriale vuole espressamente ridurre il potere della contrattazione aziendale, inserendo  nel contratto nazionale la disciplina in materia di organizzazione del lavoro. Per filctem-cgil femca-cisl uiltec-uil la contrattazione aziendale e territoriale resta il fulcro del confronto sui temi legati alla produttività. Il CCNL deve continuare ad essere uno strumento agile ed utile a lavoratrici/lavoratori ed imprese per disegnare congiuntamente modelli organizzativi flessibili ed efficaci in un settore così complesso.

Le imprese del mondo tessile, - denunciano i sindacati -,  non vogliono sottoscrivere un ccnl che risolva i problemi e affronti le difficoltà.

Il 21 novembre i lavoratori del settore tessile e dell’abbigliamento dell’Abruzzo si ritroveranno a Penne per uno sciopero di 8 ore con una manifestazione regionale alla quale parteciperà, in rappresentanza delle tre sigle sindacali, il Segretario nazionale della Femca Cisl Mario Siviero.

Lo sciopero non si fermerà a Penne ma continuerà con una manifestazione nazionale, perché dopo anni di lavoro condiviso non si possono negare i diritti per garantire competitività alle aziende trascurando l’importante discussione sull’industria 4.0 che attraversa, da nord a sud, il Paese.

Nonostante la volontà, più volte espressa, dalle  Organizzazioni Sindacali ad affrontare le problematiche hanno preso atto che l’Associazione Datoriale, SMI Sistema Moda Italia, sembra interessata esclusivamente a ridurre diritti e salari attraverso l’affermazione di un nuovo modello contrattuale. Questa posizione ha costretto le Segreterie nazionali e la Delegazione Trattante alla rottura del Tavolo Negoziale e l’organizzazione di una capillare campagna di assemblee informative in tutte le aziende del comprato tessile.

Dopo oltre 20 anni il settore torna allo sciopero e lo fa in difesa del CCNL un comparto dove la contrattazione di 2° livello, per cultura e per dimensione aziendale, stenta ad affermarsi. Per Filctem-Femca-Uiltec è irrinunciabile il ruolo regolatore e l’autorevolezza salariale del contratto nazionale e si impegnano a mettere in campo tutte le iniziative sindacali e mediatiche utili alla ripresa e alla positiva conclusione del confronto.

Anche le lavoratrici e i lavoratori della Moda hanno diritto a vedere rinnovato il loro contratto nazionale di lavoro.

 

    Filctem CGIL Abruzzo                  Femca CISL AbruzzoMolise                   Uiltec UIL Abruzzo

           
Oct18

La Femca CISL investe nella formazione dei propri delegati

Categoria: Notizie - FEMCA

La Femca CISL investe nella formazione dei propri delegati

“Sindacato, proselitismo, politiche attive ed Europa” sono al centro del corso formativo curato dalla FEMCA CISL AbruzzoMolise che si svolgerà a Fara S. Martino (Chieti) il 19 e 20 ottobre prossimo.

“Investire e preparare i giovani e i rappresentanti sindacali ad affrontare meglio le nuove sfide del sindacato in un mercato del lavoro sempre più difficile è questa l’importante sfida per il II modulo del corso di formazione che ha avuto inizio nel mese di giugno, - sottolinea Donatino Primante”.

Il primo appuntamento formativo “Rappresentare e contrattare – si è tenuto a Vasto. Ai lavori del secondo modulo parteciperanno Maurizio Spina, Segretario Generale Cisl AbruzzoMolise, Angelo Colombini, Segretario Generale Femca Cisl Nazionale e i rappresentanti sindacali provenienti dai luoghi di lavoro dei settori dell’energia, chimico, tessili e affini.

“Di particolare interesse è la tavola rotonda, dal titolo “Il sindacato che vorrei”, organizzata per il secondo giorno, dove il Segretario Nazionale, Angelo Colombini si confronterà con un Direttore e un Presidente di due grande esperienze aziendali abruzzesi nel settore chimico, - spiega Primante. I lavori continueranno anche il 21 ottobre con il Consiglio Generale per fare il punto sulla legge di stabilità, e per approfondire i temi dell’accordo sulla riforma delle pensioni e del documento unitario sul modello contrattuale.”

Nella prima giornata formativa i corsisti insieme ad  Italo Rodomonti, già Segretario Generale Csc del Sindacato belga dei lavoratori del settore chimico e dell’energia, discuteranno ed affronteranno i temi dell’emigrazione dei giovani all’estero e dell’Europa.

La Femca si prepara ad affrontare al meglio una stagione ricca di appuntamenti importanti e attesi, come i rinnovi contrattuali e la fase congressuale.

“Per la realizzazione di entrambi i moduli formativi ci siamo avvalsi della collaborazione di Fiorenzo Colombo, Direttore di BiblioLavoro. Quest’attività di approfondimento e di studio continuerà anche nei prossimi anni, perché il luogo di lavoro rappresenta da sempre il riferimento privilegiato del nostro modo di essere e di fare sindacato e per questo intendiamo stare vicini e rafforzare sempre di più il ruolo dei nostri delegati sindacali, RSA e RSU, - ha concluso Primante, Segretario della FEMCA AbruzzoMolise.

 

                                           Segretario Generale FEMCA ABRUZZOMOLISE  

                                                              DONATINO PRIMANTE                               
Sep08

L’Aca una società pubblica in attivo

Categoria: Notizie - FEMCA

L’Aca una società pubblica in attivo

In questi ultimi giorni torna alla ribalta la società Aca di Pescara, perché venerdì prossimo i 64 sindaci dei Comuni soci  sono chiamati a nominare l'amministratore unico dell'azienda.

“I 21 candidati alla poltrona, ricoperta attualmente dall'avvocato Vincenzo Di Baldassarre, devono conoscere la storia amministrativa dell’azienda che gestisce il Servizio Idrico Integrato della Provincia di Pescara, - cosi  Di Crescenzo, Spina,  Cordesco e Campo commentano la vicenda che durante le vacanze estive ha calcato le testate giornalistiche locali.”

Nel 2013 l’ Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca), a causa delle gestioni precedenti, ha rischiato di arrivare al dissesto finanziario e, per tentare il risanamento avvenuto nell’ultimo triennio, è stata aperta e ottenuta la procedura concorsuale del concordato preventivo.

“Una crisi superata grazie ad una politica di riduzione dei costi e ad una riorganizzazione interna concertata con i sindacati, che hanno consentito un percorso di  risanamento dei conti. Oggi  possiamo affermare che  l’Azienda ACA  è virtuosa: non si trova più in una situazione di insolvenza e la sua gestione amministrativa non è più fallimentare.  Questa nuova politica industriale ha consentito di avere, anche grazie ai sacrifici dei lavoratori, un bilancio che è tornato in utile.”

“Vogliamo ricordare, inoltre, che i soci dell’azienda sono i Comuni; ma anche i cittadini con un eventuale aumento delle tariffe da scongiurare, quindi è un interesse comune  che venga evitata qualunque crisi,  perché sarebbe solo la comunità a pagare i debiti di un eventuale dissesto causato da una politica industriale sbagliata e non lungimirante, - denunciano la Femca e la UILTEC- .”

 “La Politica, in questo frangente,  deve avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità nella scelta di una persona che dia continuità alle politiche aziendali e alle relazioni industriali di questi ultimi anni. L’ACA deve essere radicata nel territorio,  amministrata da un Manager competente e capace di valorizzare il lavoro fino ad oggi svolto. La gestione del servizio deve essere legata ai risultati, al fine di dimostrare che il pubblico può essere un'opportunità per la collettività. I cittadini hanno diritto ad un servizio efficiente, a costi contenuti ed in grado di tutelare le fasce deboli della società delle province pescaresi, - hanno concluso i Segretari della FEMCA CISL, della CISL,  della UILTEC-UIL e della UIL-”.

 

         Femca CISL - CISL AbruzzoMolise                               Uiltec UIL - UIL Abruzzo

   Stefano Di Crescenzo – Maurizio Spina                Giovanni Cordesco – Roberto Campo

Ago30

98 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro

Categoria: Notizie - FEMCA

98 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro

L’Azienda Baker Hughes ha annunciato, in Abruzzo, il licenziamento di 98 lavoratori.

“La multinazionale, - denunciano i Sindacati -, non ha intenzione di andare avanti con gli ammortizzatori sociali concessi in caso di riorganizzazione perché non riuscirebbe a garantire un piano d’investimento e i livelli occupazionali. Che il settore petrolifero stia attraversando una crisi profonda è evidente: ma siamo sicuri che la Baker Hughes voglia rimanere nel territorio abruzzese?”

I lavoratori e i rappresentanti della Filctem Cgil, della Femca Cisl e della Uiltec Uil, in questi giorni, hanno scioperato contro il piano di licenziamento presentato il  17 agosto a Roma davanti ai rappresentanti del Ministero.

La Società multinazionale, che  nella sede Villanova di Cepagatti (Pescara) impiega 178 addetti, ha anche rifiutato una proposta delle Organizzazioni sindacali presentata alla fine del mese di agosto ad un incontro tra Regione, Sindacati e i vertici dell’azienda.  La Baker Hughes che ha già usufruito della Cassa integrazione straordinaria per crisi ed in deroga, fino al mese di agosto 2016, per richiederla deve attendere altri 5 mesi. La Regione ha avanzato la possibilità di usufruire per quei mesi di fondi e con l’eventualità per i lavoratori di utilizzare l’aspettativa non retribuita: una soluzione a zero costi per l’azienda che è stata rifiuta.

La Baker Hughes, che presta servizi per le grandi aziende petrolifere nelle  attività estrattive, sta procedendo verso i  licenziamenti collettivi e non vuole considerare soluzioni alternative che abbiano un minore impatto sul territorio regionale in termini occupazionali ed economici andando anche contro un percorso delineato con la precedente dirigenza internazionale. Infatti la Baker Hughes Italia da qualche mese ha un management russo che ha deciso di licenziare senza percorre strade alternative.

"È inaccettabile che l’azienda rifiuti la nostra proposta e quella della Regione: una soluzione senza costi con la possibilità di usufruire di altri 16 mesi di cassa integrazione straordinaria e avrebbe consentito, inoltre di non perdere le alte professionalità in attesa di una ripresa del mercato petrolifero, in cui già si intravedono dei segnali di ripresa, - hanno concluso i Segretari Regionali della   Filctem CGIL, della  Femca CISL, della Uiltec UIL”.

 

    Filctem CGIL                                        Femca CISL                                        Uiltec UIL

  Carlo Petaccia                                 Stefano Di Crescenzo                          Giovanni Cordesco

Apr12

FEMCA, FILCTEM e UILTEC: POSIZIONE UNITARIA su REFERENDUM TRIVELLE

Categoria: Notizie - FEMCA

FEMCA, FILCTEM e UILTEC: POSIZIONE UNITARIA su REFERENDUM TRIVELLE

In occasione della consultazione referendaria del 17 aprile, i Segretari Generali di Filctem CGIL – Femca CISL e Uiltec UIL esprimono la loro contrarietà sul merito del quesito e forti preoccupazioni per le conseguenze dell’eventuale affermazione dei SI. 

Da anni siamo impegnati nel favorire attraverso accordi di programma e intese riorganizzative, la trasformazione di impianti tradizionali in produzioni bio compatibili o tecnologie innovative (riconversione in bio raffinerie dei siti di Marghera e Gela, in plastica green a Porto Torres) o lo sviluppo delle energie rinnovabili e pertanto la sostenibilità delle produzioni, la sicurezza dei lavoratori impegnati all’interno dei siti produttivi e il rapporto con il territorio, sono per noi priorità negoziali nei confronti delle controparti aziendali e delle Istituzioni Locali e Nazionali. Inoltre garantire e sviluppare le produzioni nazionali di idrocarburi, eviterebbe ulteriori impegni delle Compagnie Petrolifere occidentali in Paesi a rischio sul piano dei diritti del lavoro, dell’ambiente e della legalità.

Il nostro dissenso quali Segretari Generali delle organizzazioni maggiormente rappresentative dei lavoratori operanti nel comparto, si basa pertanto sull’esperienza maturata negli anni e su alcune considerazioni, che riteniamo fondamentali per la ripresa e il rilancio dell’economia:
• L’Italia importa circa l’80% dell’energia utilizzata e oltre il 90% di quella prodotta da fossili (petrolio, gas metano, carbone), che nella maggior parte dei casi proviene da Paesi a rischio geopolitico (Russia, Libia e Algeria per il gas e dai vari Paesi produttori medio orientali per il petrolio) e che non consentono certezza nell’approvvigionamento. Oggi soltanto la Norvegia, come Paese esportatore verso l’Italia, è rappresentativo di una democrazia matura e questo è un tema che non può in alcun modo essere sottovalutato.
• Il nostro Paese è già fortemente impegnato nella lunga transizione - gli esperti parlano ancora di 70/80 anni - verso l’utilizzo totale delle rinnovabili, che al momento però non garantiscono la necessaria autonomia e sicurezza nella continuità degli approvvigionamenti per gli utilizzi civili, commerciali, sociali ed industriali.
• Il quesito referendario non chiede di autorizzare o meno nuove trivellazioni, ma chiede il blocco delle concessioni di impianti off shore attualmente operativi nell’estrazione di olio e gas naturale tra le 5 e le 12 miglia marine dal limite della costa. Impianti operativi su giacimenti ancora ricchi di idrocarburi e fondamentali per la produzione interna.
• Recentemente il Parlamento è già intervenuto su questa materia, vietando richieste di esplorazione, coltivazione e estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia marine.
• Oltre l’80% degli impianti interessati dal quesito referendario sono dedicati all’estrazione del gas naturale, idrocarburo semplice a basse emissioni di CO2 e indicato anche nei vertici mondiali sulla tutela ambientale, quale vettore energetico ideale nella già indicata transizione verso le rinnovabili.
• Gli addetti dedicati agli impianti interessati dal referendum e la cui occupazione verrebbe messa a serio rischio sono circa 5.000 tra i diretti (operativi sulle piattaforme, attività di ingegneria, staff, logistica e commerciale) e circa 15.000 tra gli indiretti (manutenzioni edili e meccaniche, trasporto, logistica indiretta, attività di supporto vario).
• Il nostro Paese è secondo soltanto alla Germania nelle produzioni manifatturiere, attività strategiche per la ripresa della crescita e dell’occupazione, che, essendo energivore, hanno bisogno di continuità nelle forniture.
• Le attuali norme di tutela ambientale e di sicurezza degli impianti sono estremamente severe e garantiscono ai tratti di mare interessati dalle attività di esplorazione, una flora e una fauna di qualità sul piano batteriologico e biochimico e con biodiversità diffuse.
• Altri Paesi come la Norvegia e la Gran Bretagna, con legislazioni ambientali severe come la nostra, permettono in quantità molto superiori a quelle italiane, le coltivazioni ed estrazioni di idrocarburi.
• La fiscalità locale e centrale (oggi la tassazione media su queste produzioni è al 63.9%) subirebbe un pesante ridimensionamento con la riduzione delle royalties a favore degli Enti Locali interessati e dello Stato Centrale in una condizione di grande difficoltà nel reperimento di risorse pubbliche.
Ribadiamo pertanto la nostra ferma contrarietà ad una iniziativa referendaria che riteniamo inutile e dannosa per il Paese. Inutile perché interviene su una materia già definita dalle normative recentemente approvate dalle Istituzioni competenti e dannosa per le conseguenze che un’eventuale affermazione dei SI comporterebbe sull’occupazione e le professionalità del settore, sulla fiscalità locale e centrale, sull’autonomia energetica del Paese e sui danni ambientali che deriverebbero dall’aumento del traffico navale interno per le conseguenti maggiori importazioni di petrolio via navigazione marittima.
Per queste motivazioni invitiamo ad affrontare il dibattito sulla transizione energetica fuori da posizioni dogmatiche e precostituite, invitando il Governo, le Istituzioni Locali e le aziende del settore ad aprire con urgenza un confronto di merito sulla realizzazione della Strategia Energetica Nazionale per sostenere gli investimenti e la realizzazione delle infrastrutture innovative e delle nuove tecnologie nel settore, favorendo così la crescita e un rinnovato sviluppo del Paese.

I Segretari Generali
FILCTEM CGIL FEMCA CISL UILTEC UIL
Emilio Miceli Angelo Colombini Paolo Pirani

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