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Apr26

Congresso UGC AbruzzoMolise, Minelli: “razionalizzare e semplificare l'assetto organizzativo per rispondere ai soci e contribuire a migliorare il Paese”. Luciano Molinaro eletto presidente interregionale

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Congresso UGC AbruzzoMolise, Minelli: “razionalizzare e semplificare l'assetto organizzativo per rispondere ai soci e contribuire a migliorare il Paese”. Luciano Molinaro eletto presidente interregionale

Luciano Molinaro è il nuovo presidente dell'UGC Abruzzo – Molise. Lo ha sancito il Congresso interregionale tenutosi oggi a Vasto (Ch). “Siamo sempre molto motivati quando dibattiamo di problemi e soluzioni nelle regioni del Mezzogiorno – ha detto il presidente nazionale UGC, Pietro Minelli, chiudendo i lavori. In Abruzzo, come in Molise – ha aggiunto - agricoltura è cultura, un'accezione per identificare la “nobiltà” di quest'attività, ancor di più in queste aree. Le nostre motivazioni nascono anche dalla consapevolezza che in queste regioni esistono le condizioni per affermare l'agricoltura e l'agroalimentare come sistema traino dell'economia e del progresso sociale italiano. Il congresso interregionale conferma l'intento di razionalizzare e semplificare l'assetto
organizzativo dell'UGC per fare meglio e rispondere alle esigenze dei soci, così come al tempo che viviamo. Non possiamo criticare il 'sistema' politico, istituzionale, burocratico ed amministrativo, senza fare noi per primi ciò che è possibile per contribuire a migliorare il Paese”.
“L'imperativo per l'Abruzzo – ha detto il neo presidente Molinaro - è rinascere dopo gli effetti del terremoto dell'Italia centrale. 50 milioni di danni, con l'allevamento che rischia si sparire e l'olivicoltura 'colpita al cuore' con centinaia di migliaia di piante danneggiate al punto da compromettere una produzione d'eccellenza. Non sta meglio il Molise, dove all'agricoltura tradizionale, troppo circoscritta all'autoconsumo, occorre affiancare ricerca, innovazione e sviluppo. L'energia che ci serve viene dai giovani. Su questo lavoreremo”.

 

 

Ago30

APRIRE I CENTRI COMMERCIALI NEL GIORNO DI FERRAGOSTO. A COSA SERVE ?

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - Fisascat

APRIRE I CENTRI COMMERCIALI NEL GIORNO DI FERRAGOSTO.  A COSA SERVE ?

Molti grandi marchi di Centri Commerciali presenti nel territorio abruzzese e molisano (AUCHAN, CARREFUR, FINIPER, ecc.) ed in particolare nell’area metropolitana di Chieti Pescara, hanno deciso di aprire ai consumatori nel giorno di ferragosto.

La domanda  obbligatoriamente spontanea è: “ A COSA SERVE?”

Queste aziende hanno davvero bisogno di aprire la loro attività nel giorno di ferragosto per poter fare incassi e risollevare i disastrati bilanci causati dalla perdurante crisi economica?

Oppure, ormai risponde solamente ad una pessima cultura “consumistica”, che non solo non rispetta le domeniche e la motivazione religiosa, ma nemmeno la predilezione notoria degli italiani e non solo,  che il giorno di ferragosto si sta sulle spiagge a fare gavettoni o nelle città d’arte o in montagna, ma non certamente in un centro commerciale, per quanto refrigerato, a fare acquisti ?

La verità vera, è che le grandi catene commerciali in maggioranza Francesi e Tedesche, considerano, da tempo l’Italia,  un terreno di business buono per fare cifre e fatturati e investire i ricavati altrove, visto che da qualche anno nessuna catena sta facendo sviluppo in Italia e tantomeno in Abruzzo e Molise.

La Grande Distribuzione Organizzata, in particolare le aziende aderenti a FEDERDISTRIBUZIONE, hanno introdotto nel sistema Paese il nuovo “MEDIOEVO”.

Non rinnovano il contratto di lavoro ai propri dipendenti (CONFCOMMERCIO e CONFESERCENTI lo hanno fatto da tempo),  rivendicano di ridurre le condizioni  salariali ed i diritti ai lavoratori, ma sfruttano ogni occasione per fare cassa ed investire i profitti nelle nuove aree di sviluppo e di sfruttamento dell’est asiatico.

Da mesi queste aziende, frappongono ogni ostacolo al rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, tanto che  dal 1° luglio c.a.  hanno deciso, unilateralmente, di erogare un acconto economico quale anticipo a futura contrattazione, scegliendo modalità e destinatari con il chiaro intento di creare discriminazione e sudditanza tra i lavoratori.

Se questa è la “moderna” e grande distribuzione commerciale, forse i bottegai medievali erano socialmente troppo in avanti.

Modello culturale su cui, i cittadini consumatori, lo Stato, le istituzioni e la coscienza di un Paese civile, dovrebbero riflettere molto sull’opportunità di recarsi nei centri commerciali il giorno di ferragosto.

 

 

                                                                         LEONARDO PICCINNO

                                                                       SEGRETARIO GENERALE

                                                                 FISASCAT CISL ABRUZZO MOLISE 



Apr18

Congresso SLP CISL AbruzzoMolise

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Congresso SLP CISL AbruzzoMolise

            Antonio Giannattasio e’ il nuovo segretario interregionale Abruzzo e Molise del Slp (sindacato lavoratori poste)-Cisl.

E’ stato eletto nel corso del 1^ congresso della categoria che si e’ tenuto all’Hotel Plaza di Vasto.

“ La nostra priorita’- ha detto Giannattasio nel suo intervento – e’ quella di scongiurare l’ulteriore privatizzazione di Poste che, se attuata, portera’ nelle nostre due Regioni un impoverimento dei presidi postali”.

Al congresso erano presenti Luca Burgalassi, segretario nazionale Slp e Maurizio Spina, segretario interregionale Cisl.  Burgalassi  ha evidenziato le tre priorita’ da far presente al nuovo Amministratore Delegato di Poste, Del Fante: rinnovo contratto; nuovo modello relazioni industriali; revisioni progetti PCL-MP. Per Spina Poste” rappresenta un asset importante utile alla crescita dell’intero sistema paese. Per questo motivo – ha aggiunto- vanno tolte dalle mani degli speculatori”.

Oltre Giannattasio della nuova segreteria interregionale fanno parte: Antonio D’Alessandro, Anna Masciangelo, Annalisa Stefanelli, Stefano Di Domenico.

 

 

 

 

 

 

 

 

May09

Vertenza Olicar: i sindacati chiedono incontro urgente con Asl e Regione

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - FIM

Vertenza Olicar: i sindacati chiedono incontro urgente con Asl e Regione

Garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e su futuro dei cento lavoratori della Olicar, la società che si occupa dei servizi di manutenzione delle strutture sanitarie e ospedaliere della Asl Avezzano-Sulmona- L'Aquila. Ad avanzare la richiesta sono Fim-Cisl, Filcam- Cgil e Uil Tucs, che a febbraio scorso avevano inviato una nota al direttore della Asl, Rinaldo Tordera, e all'assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. Richiesta rimasta inevasa. “L'incontro”, spiega Giampaolo Biondi, referente Fim-Cisl della provincia dell'Aquila, “sarebbe dovuto servire a creare i presupposti per un'intesa sugli appalti, con l'obiettivo di migliorare la qualità dei servizi pubblici, garantire l'occupazione tutelando i lavoratori e favorendo, al contempo, la trasparenza nelle procedure delle gare di appalto”. A gennaio 2018 scadrà il contratto stilupato nel 2013 dalla Asl con la Olicar, vincitrice della gara di appalto per il bando di manutenzione. “Occorre aprire un tavolo di confronto urgente”, incalza Biondi, “per verificare le possibilità e l'impegno della Regione e dei vertici dell'azienda ospedaliera, a tutela dei livelli occupazionali”. In sostanza, qualunque sia la strada intrapresa per la gestione futura dei servizi di manutenzione dei presìdi ospedalieri, Fim-Cisl, Filcam- Cgil e Uil Tucs chiedono “che vengano garantiti gli attuali livelli occupazioni. Un tema fondamentale come la manutenzione di tutti gli impianti delle strutture della Asl, non può passare in secondo piano. E' grave che, a distanza di mesi dalla nostra prima richiesta”, concludono le organizzazioni sindacali, “non vi sia stata risposta da parte del manager della Asl, Tordera, né dalla Regione. Sollecitaimo nuovamente la convocazione di un tavolo urgente per definire la programmazione a tutela dell'occupazione e dei servizi erogati ai cittadini”.

 

 

 

 

 

 

 

Nov18

Da una sanità “medico-centrica” ad una sanità che valorizzi tutte le professioni sanitarie

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Da una sanità “medico-centrica” ad una sanità che valorizzi tutte le professioni sanitarie

La Regione Abruzzo ha aperto il confronto con  le Organizzazioni Sindacali  sulle  Linee Guida per la redazione degli Atti Aziendali.

E’ giunto il momento di inaugurare un percorso concertativo con il coinvolgimento di tutti gli attori della sanità, immune da interessi lobbistici, ma è necessario trovare soluzioni per garantire a tutti i cittadini l’accesso alle prestazioni sanitarie. Le nuove linee di indirizzo, presentante durante l’incontro,  rappresentano una vera occasione delle Aziende Sanitarie per rivedere in maniera efficace e funzionale l’organizzazione sanitaria della nostra Regione. Dal tavolo di confronto deve scaturire una proposta di un servizio sanitario capace di soddisfare i bisogni di salute dei cittadini abruzzesi.

Per la CISL FP la nuova sanità in Abruzzo deve puntare sull’assistenza territoriale e sull’eccellenza dei presidi ospedalieri, evitando i rischi dalla dequalificazione delle prestazioni sanitarie, come è stato sottolineato più volte durante l’incontro. Le scelte  della nuova politica sanitaria d’integrazione con il territorio non possono prescindere dalla prospettiva, a medio termine, di costituire una ASL unica regionale per produrre economie di scala e, nel contempo, per erogare servizi omogenei in tutto il territorio abruzzese. Purtroppo le 4 gestioni, fino ad oggi, non hanno soddisfatto pienamente gli obiettivi prefissati, e molto spesso, sono state  più attente ai suggerimenti della politica locale che hanno determinato scelte non improntate al merito e alla professionalità.

La nuova organizzazione sanitaria ha prodotto anche un radicale cambiamento sulla formazione dei professionisti della sanità con il loro legittimo riconoscimento di “professione sanitaria”, di autonomia e responsabilità propria sulla base di specifiche caratterizzazioni professionali. Negli ultimi anni le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione sono state oggetto di una profonda evoluzione culturale che non ha avuto pari in altri comparti.

Nelle linee guida, illustrate nell’ultimo incontro, il processo di professionalizzazione per le professioni sanitarie deve necessariamente trovare soluzioni organizzative capaci di riconoscere in prospettiva lo sviluppo delle competenze del personale sanitario affidando loro nuove e diverse responsabilità nel SSR.

La CISL FP d’Abruzzo, nell’ottica di questa riorganizzazione che coinvolge anche la Regione Abruzzo, auspica l’istituzione dell’Azienda sanitaria Unica Regionale, con un cambio di “cultura” sanitaria a partire dalla definitiva consacrazione e qualificazione delle professioni sanitarie.

La CISL FP chiede l’istituzione presso la stessa Regione Abruzzo dell’Osservatorio delle Professioni Sanitarie con il compito di coadiuvare l’Assessore Regionale alla Sanità e le Aziende Sanitarie nelle modalità organizzative ed attuative delle norme che regolano le professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, della riabilitazione, tecniche e della prevenzione. L’Osservatorio avrà altresì il compito di realizzare l’orientamento, la promozione, lo studio della potenzialità e il monitoraggio sull’attuazione delle norme relative alle Professioni Sanitarie.

La CISL FP AbruzzoMolise spera che l’apertura del confronto a tutto campo con le rappresentanze degli operatori della sanità, in modo da coinvolgere e tracciare un percorso condiviso per il rilancio del sistema sanitario abruzzese, eviti il rischio di rientrare nello status commissariale dipende solo da tutti noi.

 

                                              Il Segretario Generale CISL FP                      

           Vincenzo Traniello     

Giu30

BOLLETTA ELETTRICA: BANCOMAT DEL GOVERNO

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - FLAEI

BOLLETTA ELETTRICA: BANCOMAT DEL GOVERNO
Ogni anno la bolletta elettrica, già molto cara per cittadini, pensionati, famiglie e imprese, diventa un bancomat ad appannaggio del Governo per finalità diverse da quelle previste, con pesanti ripercussioni anche rispetto ad oneri e accise improprie che gravano sulla stessa – è quanto commenta il Segretario Generale della FLAEI Cisl Carlo De Masi.
La contrarietà della FLAEI Cisl sulla trasformazione di Cassa Conguaglio in ente pubblico economico, deriva anche da quanto succede annualmente sui soldi dei cittadini/consumatori elettici che, anziché ritornare agli stessi o essere utilizzati per le criticità del Settore, vengono dirottati dal governo sotto forma di finanziamenti e prestiti ad altri usi, senza un confronto con le rappresentanze sociali e dei consumatori, afferma De Masi.
Quest’anno, da quanto apprendiamo dalla G.U. n. 133 del 9 giugno u.s. dal titolo “Finanziamento ad imprese strategiche”, verranno destinati 400 milioni di euro di giacenza, presso la Cassa Conguaglio per i Servizi Energetici e Ambientali per l’anno 2016, non alle 60 centrali elettriche da sostenere o da dismettere, bensì per la bonifica ambientale dell’ILVA di Taranto. Ciò rende evidente l’uso improprio dei soldi della bolletta elettrica e della deresponsabilizzazione del Governo, che anziché provvedere a finanziare le bonifiche in maniera autonoma o attraverso meccanismi di fiscalità generale, scarica questo costo, come quelli negli anni scorsi, sempre e solo sugli utenti elettrici, prosegue Carlo De Masi.
Ovviamente non abbiamo nulla in contrario a che si realizzino le bonifiche e la messa in sicurezza dei siti produttivi, a partire dagli impianti termici, ma a pagare non possono essere sempre e solo i titolari di forniture elettriche. E, soprattutto, vorremmo un confronto, più volte richiesto al Governo, sul Sistema elettrico italiano, a partire dalla crisi del Comparto termoelettrico che con quelle risorse potrebbe essere sostenuto in questo momento di crisi. Ci auguriamo almeno che le bonifiche ambientali dei siti produttivi, a partire dall’ILVA, possano essere realizzate attraverso una rete di Aziende pubbliche italiane (Sogin, Nucleco, Sogesid, Cesi, Ansaldo etc.) e che si attivi un protocollo industriale/sociale contenente accordi di programma territoriali e garanzie per l’occupazione diretta e nell’indotto. Diversamente corriamo il rischio che i soldi della bolletta elettrica degli italiani finiscano nelle tasche di Aziende estere, come per i 240 MLD di euro delle Rinnovabili - conclude il Segretario Generale della FLAEI Cisl.
Feb05

La CISL Università dell’Aquila sulla vicenda del calo degli studenti iscritti

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - Università

La CISL Università dell’Aquila sulla vicenda del calo degli studenti iscritti

 

La CISL Università dell’Aquila intende fornire il proprio contributo al dibattito che si sta riaccendendo in questi sui giorni sui mezzi di comunicazione circa la riduzione del numero degli iscritti all’Ateneo aquilano e non può non ricordare come avesse espresso la propria massima preoccupazione in occasione della decisione degli Organi Accademici di introdurre il numero chiuso per l’accesso a 4 Corsi di Laurea dell’Ateneo (Scienze Biologiche, Biotecnologie, Scienze Psicologiche Applicate e Scienze Motorie), oltretutto proprio nell’anno in cui gli studenti avrebbero ricominciato a pagare le tasse. Le conseguenze sono nei numeri forniti dallo stesso Ateneo sul proprio sito: nell’ Anno Accademico 2013/2104 risultano 26412 iscritti di cui 8384 immatricolati; nell’ Anno Accademico 2014/2105 (il primo dopo l’introduzione del numero chiuso) 23335 iscritti di cui 5768 immatricolati. Un calo di oltre 3000 iscritti ed oltre 2500 immatricolati!

 

L’Università rappresenta una risorsa fondamentale per il nostro territorio, sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista della trama sociale. La decisione sul numero chiuso, pur se presa nell’intenzione di razionalizzare l’offerta formativa, rischia di innescare una spirale negativa e, come esito, un ridimensionamento dell’Ateneo.

 

La città dell’Aquila e tutto il comprensorio hanno bisogno di una Università forte, attrattiva per molti studenti, dalla Regione e da fuori Regione, che sono stati in questi anni e devono continuare ad essere un fattore di crescita culturale, sociale ed economica per la nostra città.

 

Ben venga quindi un dibattito che coinvolga l’Università, la politica, le forze sociali, i cittadini e gli studenti, con l’unico scopo di contribuire, ciascuno per la parte di propria competenza, a far crescere l’Ateneo, per qualificare ed anche ampliare, ove possibile, l’offerta formativa (in questo senso può andare, per esempio, la proposta di istituzione del Corso di Laurea in Logopedia, in discussione in questi giorni negli Organi Accademici, ed il cui iter è bene sia accelerato) e per rendere anche la città attrattiva ed accogliente nei confronti degli studenti.

 

L’obiettivo da raggiungere è il bene dell’Università, perché per l’Aquila il bene dell’Università è anche il bene per la città.

 


CISL UNIVERSITA’ L’AQUILA

Lug16

PAPOTTO: "NO I TAGLI AL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE PUBBLICO"

Categoria: Notizie - Categorie, Notizie - Cisl Medici

PAPOTTO:

Di fronte alle recenti decisioni per la sanità approvate dalla Conferenza Stato Regioni la Cisl Medici non assisterà inerme al de profundis del SSN - lo ha affermato Biagio Papotto - Segretario Generale Cisl Medici - che ha così proseguito: “ Noi non accetteremo il mancato rispetto di quanto stabilito nel Patto della Salute, in cui i risparmi ottenuti con la razionalizzazione vera, e cioè con tagli agli sprechi veri, dovevano essere reinvestiti in sanità pubblica"...

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