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Sicet:Luci e ombre su nuova Legge per gli affitti

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Sicet:Luci e ombre su nuova Legge per gli affitti

Una legge di stabilità per gli affitti con luci ed ombre. Gli aspetti più critici sono: l’azzeramento del fondo di sostegno per gli inquilini in difficoltà e la cancellazione della tracciabilità nel pagamento del canone. Mentre saranno utili al settore: la riduzione della tassazione nei contratti concordati, l’esenzione della TASI sull’abitazione principale, le detrazioni nell’edilizia pubblica e le misure sugli affitti in nero. Nel nostro Paese sono oltre mezzo milione le famiglie in forte sofferenza economica che vivono in affitto. E sino ad oggi avevano evitato lo sfratto per morosità grazie agli aiuti economici erogati con il fondo affitti. La legge di bilancio per l’anno in corso non ha previsto alcun finanziamento. Il SICET è molto preoccupato per gli effetti che si produrranno sulle famiglie già provate dalla crisi che non riusciranno, senza il fondo, a pagare i canoni di locazione. Il Risultato sarà quello di un forte aumento degli sfratti per morosità già oggi a quota 70mila. Altra misura sicuramente non utile a combattere l’evasione nelle locazioni è la cancellazione dell’obbligo dei pagamenti attraverso mezzi tracciabili che era stata introdotta nella legge di stabilità 2013. Dal primo gennaio si potranno pagare gli affitti con tutte le modalità, compresa anche quella in contanti, sino a 2.999 euro. Per evitare l’insorgere di contestazioni e per una maggiore tranquillità dell’inquilino si suggerisce comunque di corrispondere il canone con bonifico o assegno. Introdotta anche la riduzione del 25% di IMU e TASI, da parte dei comuni, sui contratti di locazione abitativi concordati, di durata di anni 3+2, su quelli per studenti universitari che vanno da 6 a 36 mesi e per quelli transitori di durata tra 1 e 18 mesi. Questo a condizione che vi sia l’accordo territoriale e per locazioni nelle aree metropolitane di: Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo e Catania, nei comuni confinanti in queste aree e nei comuni capoluogo di provincia. La norma prevede che l’aliquota stabilita dal comune è ridotta al 75%. I risparmi maggiori sono a Bologna, Genova, Milano e Roma. A fronte di questa riduzione della tassazione il SICET auspica un altrettanto conseguente abbassamento dei canoni. Finalmente con la stabilità viene eliminata la TASI per gli inquilini che dovevano corrisponderla per una quota tra il 10 ed il 30% del totale. Con il taglio dell’imposta per l’abitazione principale ovvero il luogo in cui il contribuente ha la residenza anagrafica o in cui ha stabilito la dimora abituale, tranne che per le abitazioni di lusso, per i proprietari o i detentori, viene a cadere l’obbligo di corrispondere l’imposta. Per l’edilizia residenziale pubblica vengono introdotte le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica, usufruibili dagli IACP comunque denominati dalle leggi regionali, per spese effettuate nell’anno in corso. Vengono altresì anticipati 84 milioni di euro nel 2016 per interventi di manutenzione leggera e messa a norma degli alloggi pubblici. Ci sono 500 milioni di euro messi a bando per città metropolitane e comuni capoluogo di provincia con l’obiettivo di riqualificare l’urbanistica delle periferie. Con la legge di stabilità viene introdotta una ennesima sanatoria per i canoni sanzionatori relativi a quanto pagato dagli inquilini con contratti in nero e da loro registrati nel periodo 7 aprile 2011 al 16 luglio 2015 dopo due sentenze di incostituzionalità. Inoltre si introduce la nullità di ogni accordo scritto volto a determinare un importo del canone superiore a quello risultante dal contratto scritto. In caso di violazione della norma vi è la sanzione della restituzione all’inquilino, da parte del proprietario, di quanto versato in più rispetto a quanto indicato nel contratto registrato. La richiesta va fatta entro sei masi dalla riconsegna dell’immobile. Il proprietario è obbligato a registrare in contratto entro 30 giorni e in assenza di registrazione di un contratto il giudice accerterà l’esistenza del contratto e determinerà il canone in misura non superiore al minimo degli accordi territoriali per i canoni concordati. Maggiori informazioni in tutte le sedi del SICET.

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