Notizie - Inas

Ago01

Ape sociale: quando si perde?

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Ape sociale: quando si perde?

In attesa del 15 ottobre, data entro la quale l’Inps dovrà fornire riscontro a chi ha inviato domanda di verifica dei requisiti per l’accesso all’Ape sociale, vediamo insieme in quali casi questa prestazione – una volta assegnata - può venire meno.

Decadenza

Per chi fruirà dell’Ape sociale, la prestazione può decadere nei seguenti casi:

• alla data di decorrenza del trattamento di pensione anticipata o di un qualsiasi trattamento pensionistico conseguito anticipatamente rispetto all’età pensionabile ordinaria;

• qualora venga meno la residenza in Italia;

• in caso di superamento del limite di reddito da lavoro annuale, con riferimento ai redditi conseguiti successivamente alla decorrenza dell’Ape sociale. In questo caso, il lavoratore dovrà comunicare all’Inps l’avvenuto, o presumibile, superamento dei limiti predetti.

La fruizione dell’Ape prosegue in caso di percezione di pensione indiretta o di pensione di invalidità civile.

Cessazione e revoca

L’indennità cessa dal 1° giorno del mese successivo al compimento dell’età pensionabile ordinaria.

In caso di erogazione indebita per carenza dei requisiti, l’Ape sociale viene annullata a partire dalla decorrenza della stessa.

In caso di erogazione indebita, verificatasi durante il godimento dell’indennità, la stessa viene revocata:

1. se la revoca è dovuta al superamento dei limiti di reddito, la prestazione non sarà più dovuta a decorrere dall’inizio dell’anno, nel quale si è verificato il predetto superamento;

2. se la revoca è dovuta al conseguimento di un trattamento pensionistico diretto, l’indennità non sarà più dovuta a partire dalla data di decorrenza della pensione;

3. se la revoca è dovuta alla cessazione della residenza in Italia, l’indennità non sarà più dovuta a partire dal mese successivo al venir meno della residenza.

Ago01

Lavoro autonomo: le nuove tutele previdenziali

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Lavoro autonomo: le nuove tutele previdenziali

Recentemente sono state adottate nuove importanti disposizioni di riforma delle tutele previdenziali e assistenziali in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla gestione separata. 

Vediamo insieme che cosa cambia per quanto riguarda indennità di maternità, indennità per congedo parentale e all'indennità di malattia in casi particolari.

Le nuove disposizioni si applicano ai rapporti di lavoro autonomo, mentre sono esclusi gli imprenditori, compresi i piccoli imprenditori come i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

Maternità

Le lavoratrici iscritte alla gestione separata Inps, non iscritte ad altre forme previdenziali obbligatorie né titolari di trattamento pensionistico, tenute al versamento dell'aliquota aggiuntiva dello 0,72%, hanno diritto a un'indennità di maternità per i 2 mesi antecedenti e i 3 mesi successivi la data del parto, a prescindere dalla effettiva astensione dall'attività lavorativa.

Congedo parentale

Le lavoratrici e i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie né titolari di trattamento pensionistico, tenuti al versamento dell'aliquota aggiuntiva dello 0,72%, hanno ora diritto ad un trattamento economico per congedo parentale per un periodo massimo pari a 6 mesi, da fruire entro i primi 3 anni di vita del bambino.

L'indennità prevista, anche per periodi fruiti in altra gestione o cassa di previdenza, non può complessivamente superare - tra entrambi i genitori - il limite complessivo di 6 mesi.

In generale, questo trattamento economico è corrisposto a condizione che risultino accreditate in estratto almeno 3 mensilità della contribuzione maggiorata nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile.

Per i periodi di congedo parentale fruiti entro il 1° anno di vita del bambino, l'indennità è corrisposta, a prescindere dal requisito contributivo dell'accredito delle 3 mensilità della contribuzione maggiorata nei 12 mesi precedenti l'inizio del periodo indennizzabile, anche alle lavoratrici ed ai lavoratori che abbiano titolo all'indennità di maternità o paternità.

Il diritto al congedo parentale e alla relativa indennità è riconosciuto anche nei casi di adozione o affidamento preadottivo.

Malattia

La nuova legge ha introdotto un trattamento economico più favorevole rispetto a quanto finora previsto per i lavoratori e le lavoratrici iscritte alla gestione separata in caso di:

  • periodi di malattia, certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche
  • gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti o che comunque comportino una inabilità lavorativa temporanea del 100%

In tali casi, i periodi di malattia sono equiparati alla degenza ospedaliera, con un trattamento economico più favorevole di quanto previsto in caso di malattia.  

Sospensione dell'attività per gravidanza, malattia e infortunio

Per i lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente, la legge riconosce il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro - con sospensione del medesimo e senza diritto al corrispettivo - per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, in caso di gravidanza, malattia o infortunio, fatto salvo il venir meno dell'interesse del committente.

 

 

 

Il Direttore regionale

 Settimio Castagna

Lug31

Quattordicesima: a chi spetta?

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Quattordicesima: a chi spetta?

La legge di stabilità ha introdotto alcune modifiche riguardo alla quattordicesima mensilità.

In particolare è previsto:

  1. l'aumento degli importi a favore di coloro che risultano già beneficiari (soggetti con redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo);
  2. l'estensione del diritto a coloro che posseggono un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo. Per questi nuovi beneficiari gli importi da corrispondere sono quelli che sono stati riconosciuti, fino allo scorso anno, ai soggetti indicati al punto 1;
  3. l'introduzione di una fascia di garanzia per i soggetti che posseggono redditi ai limiti delle fasce reddituali.

Per ottenere la quattordicesima è necessario aver ha compiuto 64 anni di età entro l'anno di erogazione.

Il beneficio può essere attribuito per un periodo inferiore all'anno (in proporzione ai mesi di spettanza) se la pensione ha decorrenza successiva al 31 gennaio, oppure se l'interessato compie 64 anni nel corso dell'anno.

Viene considerata tutta la contribuzione accreditata in favore del titolare della pensione. Fanno eccezione le pensioni in totalizzazione e cumulo, per le quali è presa in esame unicamente la contribuzione degli enti pubblici ed esclusa quella degli enti privatizzati.

Da quest’anno – a parità di contribuzione – gli importi della quattordicesima sono differenziati in base alla fascia di reddito relativa al beneficiario.

La quattordicesima viene corrisposta d’ufficio con la mensilità di pensione di luglio, a favore di coloro che rientrano nei limiti reddituali e hanno 64 anni di età entro il 31 luglio 2017.

Per coloro che raggiungono il requisito anagrafico dal 1° agosto al 31 dicembre 2017 e ai soggetti divenuti titolari di pensione nel corso del 2017 – naturalmente, a condizione che rientrino nei limiti reddituali previsti – il pagamento verrà disposto d'ufficio con il rateo di dicembre.

Coloro che non riceveranno la quattordicesima, e ritengano di averne diritto, possono presentare un'apposita domanda di ricostituzione on line, predisposta a favore dei pensionati di tutte le gestioni, anche rivolgendosi alla sede Inas più vicina.

 

(Foto disponibile su Flickr, di Public Domain Photos, su Licenza Creative Commons)

 

 

 

Il Direttore regionale

 Settimio Castagna

Lug04

Ape sociale e lavoratori precoci

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Ape sociale e lavoratori precoci

Il Patronato INAS (Istituto Nazionale di Assistenza Sociale) della CISL ha organizzato un seminario di approfondimento sull’Ape sociale e lavoratori precoci.

L’appuntamento è per oggi pomeriggio, dalle ore 15.30 alle ore 18.30, nella sala Ciancaglini della sede della CISL AbruzzoMolise a Pescara in via dei Sanniti.

Questo corso di aggiornamento si inserisce in un percorso formativo iniziato nel 2016 per analizzare più da vicino le novità in capo previdenziale.

Quei lavoratori che si trovano in determinate condizioni di disagio possono presentare entro il 15 luglio 2017 la domanda di pensione anticipata. L’Ape Sociale è una “indennità” che accompagna  fino al compimento dell’età pensionabile.

Le operatrici e gli operatori dell’Inas hanno bisogno di un momento di confronto sulla nuova normativa per orientare ed informare al meglio i lavoratori e le lavoratrici abruzzesi su tutte le opportunità.

La materia previdenziale presenta molte novità. Ape sociale, l’Ape aziendale e l’Ape volontaria sono il cambiamento del sistema pensionistico, oramai contributivo puro che cambia molto per la pensione, soprattutto per i giovani. Con il sistema della previdenza complementare si potranno sostenere le pensioni future.

         Gli sportelli Inas sono a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie, offrire assistenza gratuitamente e trasmettere in via telematica le domande all’INPS.

 

 

Il Direttore regionale

 Settimio Castagna

May31

Addetti a lavori usuranti: anche per loro Ape sociale e pensione 'sociale'

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Addetti a lavori usuranti: anche per loro Ape sociale e pensione 'sociale'

L’accesso all'Ape sociale e alla pensione “agevolata” per i precoci è previsto anche per gli addetti ai lavori usuranti, oltre che per i lavoratori che svolgono attività gravose.

Vediamo dunque, nel dettaglio, quali categorie possono godere di questi benefici.

Addetti ai lavori usuranti

  • lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti, indicati nel decreto ministeriale del 19 maggio 1999
  • addetti a lavorazioni su linea a catena
  • conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto di persone
  • lavoratori notturni che svolgono attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le 5 del mattino per l'intero anno lavorativo o per almeno 78 (o 64) notti di lavoro all'anno
  • lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell'intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all'intero anno lavorativo.

Lavoratori che svolgono attività gravose

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici
  • conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni
  • conciatori di pelli e pellicce
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante
  • conduttori di mezzi pesanti e camion
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza
  • insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Ricapitolando, può richiedere l’Ape sociale chi ha cessato l’attività lavorativa, non è titolare di trattamento pensionistico diretto, ha compiuto almeno 63 anni di età ed è un lavoratore dipendente in possesso di almeno 36 anni di contributi che, alla data della domanda di accesso a questa indennità, svolge da almeno 6 anni, in via continuativa, attività gravose o lavori usuranti.

Le stesse categorie - che alla data della domanda abbiano svolto le attività in questione da almeno 6 anni, in via continuativa - possono accedere alla pensione per i lavoratori precoci, a prescindere da età e senza penalizzazioni, con 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi effettivi maturati prima dei 19 anni di età.

May24

Bonus “Mamma domani”: alcune specificità

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Bonus “Mamma domani”: alcune specificità

L’accesso al bonus “Mamma domani”, un premio di 800 € per la nascita o l'adozione di un minore, prevede alcune specificità. Vediamole insieme.

L'Inps provvede a corrispondere – su richiesta della gestante o madre del minore - il pagamento, in un'unica soluzione, della somma per ogni evento ed in relazione ad ogni figlio: ciò significa che l’Inps eroga tanti bonus quanti sono i bambini nati o adottati/affidati.

Il premio non concorre alla formazione del reddito complessivo.

La domanda

Per ogni minore dovrà essere presentata un'unica domanda: se è stata già presentata quella per il compimento del 7° mese di gravidanza non si dovrà quindi presentarne un’altra in relazione all'evento nascita; allo stesso modo, la richiesta di bonus per l'affidamento preadottivo non può essere rinnovata anche in occasione della successiva adozione dello stesso minore.

Nel caso di parto plurimo, invece, se è stata già presentata domanda al compimento del 7° mese, la stessa andrà successivamente inoltrata anche in seguito alla nascita, corredata di tutte le informazioni relative a tutti i minori nati, necessarie per l'integrazione del premio già richiesto.

Nel caso in cui la mamma - o futura tale - sia minorenne o risulti incapace di agire per altri motivi ed abbia un legale rappresentante, l’istanza dovrà essere inoltrata da quest’ultimo.

Termini di presentazione della domanda

La domanda può essere presentata dal 4 maggio 2017, per gli eventi che si sono verificati a partire al 1° gennaio 2017.  

L’invio della richiesta deve avvenire dopo il compimento del 7° mese di gravidanza e, improrogabilmente, entro 1 anno dal verificarsi dell'evento nascita/adozione.

Il termine di un anno dalla nascita/adozione, per i soli eventi verificatisi dal 1° gennaio al 4 maggio 2017 - data di attivazione della procedura - decorre dal 4 maggio.

Anche nel caso di interruzione di gravidanza successiva al compimento del 7° mese di gestazione, è possibile richiedere il nuovo beneficio con documentazione che comprova l'evento.

 

May02

Ape sociale e lavoratori precoci: le novità dai decreti

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

 Ape sociale e lavoratori precoci: le novità dai decreti

In attesa delle indicazioni operative per l’invio delle domande – che probabilmente arriveranno la prossima settimana – ecco i nuovi requisiti richiesti per accedere all'Ape sociale e alle agevolazioni per i lavoratori precoci, in base ai decreti attuativi firmati ieri.

Ape sociale

Può richiedere l’Ape sociale chi ha cessato l’attività lavorativa, non è titolare di trattamento pensionistico diretto, ha compiuto almeno 63 anni di età e si trova in una delle seguenti condizioni:

  • è in possesso di almeno 30 anni di contributi, è disoccupato ed ha concluso da almeno 3 mesi la fruizione della disoccupazione
  • è in possesso di almeno 30 anni di contributi e, al momento della richiesta, assiste da almeno 6 mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di 1° grado, convivente, con handicap grave 
  • è in possesso di di almeno 30 anni di contributi e ha un’invalidità civile riconosciuta di grado pari almeno al 74%
  • è un lavoratore dipendente in possesso di almeno 36 anni di contributi che, alla data della domanda di accesso all’Ape sociale, svolge da almeno 6 anni, in via continuativa, attività gravose

Lavori precoci e usuranti

Può richiedere l'accesso ai benefici per i lavoratori precoci – a prescindere da età e senza penalizzazioni – chi ha 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi effettivi maturati prima dei 19 anni di età, e si trova in una delle seguenti condizioni:

  • è disoccupato e ha concluso da almeno 3 mesi la fruizione della disoccupazione
  • al momento della richiesta assiste da almeno 6 mesi il coniuge, la persona in unione civile o un parente di 1° grado, convivente, con handicap grave
  • ha un’invalidità civile riconosciuta di grado pari almeno al 74%
  • alla data della domanda di accesso al beneficio svolge da almeno 6 anni, in via continuativa, attività gravose
Feb07

Famiglia: le novità della legge di stabilità

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Famiglia: le novità della legge di stabilità

Premio alla nascita

Dal 1° gennaio 2017, è riconosciuto alle future mamme un premio di 800 €, alla nascita o all'adozione di un minore, al compimento del 7° mese di gravidanza o al momento dell'adozione, corrisposto dall’Inps su richiesta della madre.

Congedo di paternità – obbligatorio e facoltativo

Il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente è prorogato anche per il 2017 e per il 2018.

Il permesso è di 2 giorni per quest’anno e di 4 giorni per l’anno prossimo. I giorni di congedo possono essere utilizzati anche in via non continuativa, entro i 5 mesi dalla nascita del figlio.

Per il 2018, inoltre, il padre lavoratore dipendente avrà la possibilità di richiedere anche un congedo facoltativo per un ulteriore giorno, accordandosi con la madre e sostituendola per un giorno nel suo periodo di congedo obbligatorio. Anche il congedo facoltativo deve essere utilizzato entro i 5 mesi dalla nascita del figlio.

Bonus nido

Da quest’anno, per i nati dal 1° gennaio 2016, è prevista l'erogazione di un buono di 1.000 € per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati e per l'introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione in favore dei bambini al di sotto dei 3 anni affetti da gravi patologie croniche.

L'importo del buono si riferisce all'intero anno e viene corrisposto dall'Inps in 11 mensilità al genitore richiedente, previa presentazione di idonea documentazione che attesti l'iscrizione e il pagamento della retta a strutture pubbliche o private.

Il buono nido non è cumulabile con la detrazione fiscale per le spese di iscrizione in asili nido sostenute dai genitori.

Per richiedere il bonus è necessario attendere l’adozione di un apposito decreto, che conterrà le disposizioni per l’attuazione della nuova misura.

Non è possibile richiedere il buono nido contemporaneamente al contributo per l'acquisto di servizi per l'infanzia alternativo al congedo parentale (voucher per baby sitting o per il pagamento dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati), previsti in favore delle lavoratrici dipendenti, iscritte alla gestione separata, autonome o imprenditrici.  

Voucher baby sitting e asili

Anche per il 2017 e il 2018 le madri lavoratrici, dipendenti pubbliche e private e iscritte alla gestione separata, nonché le lavoratrici autonome o imprenditrici, possono richiedere il contributo economico per servizi di baby sitting o per l’asilo.

Congedo per vittime violenza di genere

Anche le lavoratrici autonome hanno ora diritto all'astensione dal lavoro - per un periodo massimo di 3 mesi - se inserite nei percorsi di protezione relativi alla violenza di genere, certificati dai servizi sociali del Comune di residenza, dai centri antiviolenza o dalle case rifugio, per motivi legati al percorso di protezione stesso.

Durante il periodo di congedo, la donna ha diritto ad un'indennità giornaliera pari all'80% del salario minimo giornaliero previsto per la qualifica di impiegato, relativo a ciascun ambito del lavoro autonomo.

Fondo di sostegno alla natalità

La legge di bilancio per il 2017 ha istituito il "Fondo di sostegno alla natalità", per favorire l'accesso al credito delle famiglie con uno o più figli, nati o adottati dal 1° gennaio 2017, attraverso garanzie alle banche e agli intermediari finanziari.

Un futuro decreto stabilirà i criteri e le modalità di funzionamento del fondo.

Gen31

Anno 2016: aumentano le malattie professionali

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Anno 2016: aumentano le malattie professionali

Anche nel 2016 le denunce di malattia professionale sono aumentate, con un incremento del 2,3% rispetto al 2015 e del 30% rispetto al 2012.

È quanto emerge dai aggiornati al 31 dicembre 2016 che l’Inail ha appena reso pubblici. In particolare, si è registrato un aumento nelle regioni del Nord, del Centro e delle Isole, mentre solo alcune regioni del Sud hanno visto una diminuzione rispetto all’anno precedente.

Crescono le denunce di malattie a carico del sistema osteomuscolare e del sistema nervoso, che rappresentano rispettivamente il 60,2% e l’11,1% del totale.

Inoltre dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 sono stati denunciati 636.812 infortuni, in crescita di 4.147 unità rispetto ai 632.665 del 2015. Tale crescita interrompe le diminuzioni costanti registrate dal 2001.

Per il presidente dell’Inas Cisl, Domenico Pesenti, “è fondamentale non abbassare la guardia: i dati non possono essere trascurati e occorre agire fattivamente sul piano della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro per ridurre i rischi di infortuni e di contrarre malattie a causa delle lavorazioni svolte”.

Gen26

Infortuni domestici: assicurazione entro fine mese

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Infortuni domestici: assicurazione entro fine mese

C’è ancora tempo fino al 31 gennaio per il pagamento del premio annuale di 12,91 € per l'assicurazione contro gli infortuni domestici, prevista per coloro che si occupano a tempo pieno delle mansioni domestiche, senza vincoli di subordinazione, gratuitamente ed in via esclusiva.

I soggetti obbligati al versamento del premio, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, sono

  • studenti o giovani in attesa di prima occupazione
  • titolari di pensione
  • lavoratori in mobilità o in cassa integrazione guadagni
  • cittadini stranieri senza occupazione che soggiornano regolarmente in Italia
  • lavoratori temporanei o stagionali o a tempo determinato relativamente ai periodi di inoccupazione

L’assicurazione ha effetto dal giorno successivo a quello in cui è stato eseguito il pagamento e dà diritto a un indennizzo in caso di infortuni, causati dal lavoro prestato in ambito domestico, che comportino una invalidità permanente pari o superiore al 27%. In caso di morte della persona assicurata, invece, è prevista l’erogazione di una rendita a ciascuno dei superstiti.
Il pagamento - che è requisito sufficiente per sottoscrivere la polizza - può essere effettuato compilando il bollettino inviato dall'Inail o utilizzando quello in bianco reperibile negli uffici postali e nelle sedi Inail. Si può utilizzare anche il servizio PagoPA direttamente sul sito dell'istituto oppure presso gli sportelli bancari e i tabaccai abilitati al servizio.

Dec20

Assegno al nucleo familiare: se paga Inps non serve autorizzazione

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Assegno al nucleo familiare: se paga Inps non serve autorizzazione

In generale, il datore di lavoro anticipa ai propri dipendenti il pagamento dell'assegno al nucleo familiare. Quindi, nelle situazioni in cui è previsto il rilascio di apposita autorizzazione da parte dell'Inps (ad esempio: figli di soggetti divorziati, familiari di cittadini stranieri residenti all'estero, ecc…), il lavoratore deve prima inoltrare all'Inps richiesta di autorizzazione, e poi allegare alla domanda di assegno, che va presentata al datore di lavoro, anche l'autorizzazione rilasciata dall'Inps.

L’istituto previdenziale ha chiarito che, invece, in tutti i casi di pagamento diretto dell'assegno al nucleo familiare da parte dell'Inps (ad es.: lavoratori domestici, iscritti alla gestione separata, dipendenti da ditte fallite, e così via), il lavoratore non deve presentare nessuna richiesta di autorizzazione e la verifica dei requisiti sarà effettuata direttamente dalla sede periferica dell'Inps.

Naturalmente, in tali situazioni, inoltrando all’ente previdenziale la domanda di assegno al nucleo familiare, si dovrà allegare alla stessa anche tutta la documentazione necessaria – per ciascuna situazione – al rilascio della relativa autorizzazione.

Dec12

Alternanza scuola-lavoro: ecco le tutele contro gli infortuni

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Alternanza scuola-lavoro: ecco le tutele contro gli infortuni

L'Inail ha fornito indicazioni circa la tutela assicurativa degli studenti con età compresa tra i 15 e i 18 anni che – nell'ambito delle scuole secondarie superiori – sono impegnati nei percorsi di istruzione di alternanza scuola-lavoro. Tali percorsi prevedono la possibilità di svolgere attività presso un'impresa o un ente con il quale l'istituto scolastico di appartenenza abbia stipulato un'apposita convenzione.

Nel definire le tutele per gli studenti interessati, l’Inail fa distinzione tra eventi dannosi verificatisi nell'ambito scolastico vero e proprio ed eventi occorsi nello svolgimento delle specifiche attività previste dal progetto.

In particolare, per gli infortuni avvenuti a scuola, si applica la normativa generale in vigore per gli studenti, che limita la tutela agli eventi accaduti durante lo svolgimento di:

  • esperienze tecnico-scientifiche, esercitazioni pratiche e di lavoro;
  • attività di educazione fisica nella scuola secondaria;
  • attività di scienze motorie e sportive, nonché attività di alfabetizzazione informatica e di apprendimento delle lingue straniere con l'ausilio di laboratori nella scuola primaria e secondaria;
  • viaggi di integrazione della preparazione di indirizzo.

È invece escluso dalla tutela l'infortunio in itinere che avvenga nel normale tragitto andata-ritorno dal luogo di abitazione alla sede della scuola.

Quando, invece, lo studente è impegnato nell'apprendimento in situazione lavorativa, sono indennizzabili tutti gli infortuni avvenuti in "ambiente di lavoro". In questo caso, infatti, l'attività svolta è sostanzialmente assimilata a quella dei lavoratori presenti in azienda, in quanto esposti agli stessi rischi lavorativi. Di conseguenza, sono ammessi alla tutela anche gli infortuni avvenuti durante il tragitto tra la scuola presso cui è iscritto lo studente ed il luogo dove si svolge l'esperienza di lavoro. Resta non tutelabile l'evento accaduto nel percorso dal luogo di abitazione a quello in cui si svolge l'esperienza di lavoro e viceversa.

Le prestazioni riconosciute dall'Inail agli studenti nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro sono quelle previste per la generalità dei lavoratori ad esclusione dell'indennità per inabilità temporanea assoluta. La rendita per inabilità permanente, invece, viene calcolata sulla base delle retribuzioni convenzionali, i cui importi sono fissati con decreto ministeriale.

Lo studente impegnato nel progetto di alternanza scuola-lavoro è tenuto a comunicare l'infortunio al dirigente scolastico, il quale ha l'obbligo di effettuare la denuncia all'Inail. Nel caso in cui lo studente dia notizia dell'infortunio al soggetto ospitante, quest'ultimo deve notificarlo al dirigente scolastico in modo da consentirgli di adempiere all'obbligo di legge nei tempi previsti.

Limitatamente agli studenti della scuola statale, il premio assicurativo viene versato nella gestione per conto dello Stato mentre, per gli studenti delle scuole private, la tutela assicurativa viene garantita mediante il versamento di un premio speciale unitario.

 

Dec07

Voucher baby sitter anche per autonome e imprenditrici

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Voucher baby sitter anche per autonome e imprenditrici

​La legge di stabilità per il 2016 ha previsto il riconoscimento dei voucher alternativi al congedo parentale - per l'acquisto di servizi di baby-sitting o per far fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati - anche alle madri lavoratrici autonome o imprenditrici, in via sperimentale per quest’anno.
Le madri lavoratrici autonome o imprenditrici, vale a dire le coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali, imprenditrici agricole a titolo principale, nonché le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne, al termine del periodo di fruizione dell'indennità di maternità e nei 3 mesi successivi - o per un periodo massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino - possono richiedere per il 2016 questo contributo.
La domanda può essere presentata anche dalle mamme che abbiano usufruito in parte del congedo parentale.
Beneficiare del contributo per l'acquisto di servizi per l'infanzia in esame comporta la corrispondente riduzione del periodo di congedo parentale spettante alla lavoratrice di tanti mesi quante sono i mesi di beneficio richiesti.

L’importo

Il contributo è pari ad un importo massimo di 600 € euro mensili, per un periodo massimo di 3 mesi. La madre lavoratrice, infatti, potrebbe non richiedere il beneficio per l'intero periodo o scegliere di utilizzare in parte anche il periodo di congedo parentale che la legge le riconosce.
Come per le lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata, anche il contributo per il servizio di baby-sitting previsto per le autonome e le imprenditrici è erogato attraverso il sistema dei buoni lavoro, mentre nel caso di fruizione della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati, il beneficio consiste in un pagamento diretto Inps alla struttura prescelta dalla mamma. Nel caso di opzione per questo tipo di contributo, prima della compilazione della domanda on line per accedere al beneficio, le interessate sono tenute a verificare la disponibilità dei posti presso la rete pubblica dei servizi per l'infanzia o le strutture private accreditate.

La domanda

Per ottenere il beneficio, la madre lavoratrice deve presentare domanda tramite i canali telematici entro il 31 dicembre 2016, indicando quale delle due opzioni - contributo per il nido o voucher per il pagamento dei servizi di baby-sitting - intende richiedere e per quante mensilità, in alternativa al periodo di congedo parentale, con conseguente riduzione di quest'ultimo.
Una volta effettuata l'opzione non è più possibile variarla, salvo la presentazione di una nuova domanda entro il limite del 31 dicembre 2016, che comporta la revoca di quella precedentemente presentata.
Per poter procedere all'inoltro della richiesta, è necessario presentare la dichiarazione Isee.

 E dopo?

Una volta ricevuta la comunicazione di accoglimento della domanda tramite i canali telematici Inps, la lavoratrice deve procedere al ritiro dei voucher entro i successivi 120 giorni (la mancata acquisizione entro tale termine si intende come rinuncia al beneficio), tramite gli stessi canali on line.

Esclusioni e limitazioni

Non possono presentare domanda per il contributo le madri lavoratrici che, per il figlio per il quale intendono richiederlo:

  1. risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati

  2. usufruiscono dei benefici del Fondo per le politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità

Al momento l’Inps non ha ancora indicato una procedura per l’invio delle domande. L’Inas, tuttavia, ha predisposto un modello per l’invio gratuito della domanda, in attesa del rilascio di specifiche indicazioni. E’ possibile rivolgersi alla sede del patronato più vicina per ricevere assistenza al riguardo.

Oct18

Suicida per amianto: grazie a Inas riconosciuta malattia professionale

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Suicida per amianto: grazie a Inas riconosciuta malattia professionale

Il patronato Inas Cisl ha ottenuto una vittoria significativa - in tribunale - facendo riconoscere un suicidio come direttamente connesso ad una malattia professionale.

L’importante sentenza è stata emessa a Genova, dove un lavoratore – esposto all’amianto per anni – aveva contratto un mesotelioma pleurico. La malattia gli aveva procurato non solo una forte sofferenza fisica, ma lo aveva spinto anche al ritiro dalla vita sociale e familiare. La tragica conseguenza di tale situazione era stata il suicidio.

Un evento che, secondo l’Inail, non aveva nulla a che vedere con la malattia causata dal lavoro, nonostante l’istituto stesso avesse riconosciuto al lavoratore in vita una rendita e una menomazione permanente pari al 90%: in base a questo ragionamento, secondo l’ente, la famiglia del lavoratore non aveva diritto alla rendita ai superstiti.

E’ a questo punto che è entrato in campo l’Inas di Genova, che ha assistito i familiari della vittima in tribunale, per dimostrare il nesso di causa tra il mesotelioma pleurico ed il suicidio.

In sostanza, il patronato si è adoperato per far emergere le rilevanti conseguenze psicologiche della dolorosa vicenda, consentendo così la dimostrazione del fatto che il lavoratore era affetto da una gravissima sindrome depressiva, determinata proprio dal mesotelioma di origine professionale e che – proprio la malattia terminale – si era tolto la vita.

Il caso si è concluso con una sentenza di primo grado che ha riconosciuto il diritto negato grazie all’intervento dell’Inas che ha saputo far emergere tutti i delicati aspetti di una vicenda che non poteva essere affrontata applicando la normativa tout court, ma che per la gestione in giudizio di una storia tanto difficile ha richiesto l’impiego di competenze di alto livello.

Ago31

Terremoto: le misure adottate dall’Inps

Categoria: Notizie - Inas

16-06-2015 - Fonte: inas.it

Terremoto: le misure adottate dall’Inps

Per chi risiede nelle zone interessate dal terremoto e beneficia di pensioni e prestazioni a sostegno del reddito, l’Inps prevede servizi alternativi di emergenza per assicurare la continuità dei pagamenti.

In particolare l'ente previdenziale ha attivato la modalità di “pagamento in circolarità”, al fine di consentire la riscossione presso qualsiasi ufficio postale in Italia: tale modalità resterà operativa fino al ripristino della funzionalità degli uffici postali dichiarati inagibili.

Inoltre, per i cittadini dei territori colpiti dal terremoto, sono sospesi:

- a partire da ottobre, le trattenute sulle prestazioni per recupero debiti;

- gli accertamenti sanitari di revisione riguardanti i minorati civili e le persone con handicap (saranno giustificate le eventuali assenze per le visite già calendarizzate);

- gli avvisi di addebito per la riscossione coattiva dei contributi previdenziali.

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