Notizie - CAF

Ago02

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Categoria: Notizie - Enti, Notizie - CAF

730 2017 oltre 17.000.000 gli Italiani che si sono rivolti ai Caf

Sono 20 milioni le dichiarazioni dei redditi degli italiani nel 2017 (riferite all'anno 2016) effettuate attraverso il Mod. 730. Una parte di queste, quasi 2,3, sono state inviate online direttamente dai contribuenti. I dati sono frutto di una prima proiezione, sulle statistiche ufficiali del sito dell'Agenzia delle Entrate, a cura della Consulta Nazionale dei CAF, che fotografa la condizione reale del sistema fiscale del Paese. Tra qualche settimana - terminata la maratona di compilazioni che ha portato nelle sedi dei CAF oltre 17 milioni di cittadini, che hanno delegato gli stessi Centri a scaricare 16 milioni di dichiarazioni precompilate - una verifica puntuale porterà gli esperti dei Consulta nazionale ad analizzare la composizione delle fasce di reddito e le diversità delle realtà economiche regionali. Il dato odierno conferma la posizione espressa dai rappresentanti della Consulta Nazionale dei CAF, durante l'audizione presso la Commissione parlamentare per la Semplificazione. –"Progressivamente, la "dichiarazione precompilata" migliorerà ancora e renderà fruibile anche il servizio online ad un numero maggiore di contribuenti – si legge nella relazione presentata dai Coordinatori della Consulta, Massimo Bagnoli e Mauro Soldini - essa è diventata, allo stesso tempo, un elemento di supporto e di raffronto per l'attività di assistenza del CAF al contribuente e, specularmente, un banco di prova per la qualità dei dati inviati dai diversi soggetti chiamati ad alimentare il sistema (banche, assicurazioni, settore della sanità, ecc.)". Tuttavia è chiaro che i positivi risultati dei primi tre anni di sperimentazione della dichiarazione dei redditi precompilata, il 60% (11,2 milioni) nel 2015, il 75% (14,5 milioni) nel 2016 e l'80% (16 milioni) nel 2017, non si sarebbero potuti realizzare senza l'attività svolta in modo professionale e capillarmente su tutto il territorio nazionale dagli oltre 20.000 dipendenti qualificati che operano nelle strutture dei Centri di Assistenza Fiscale. È grazie a loro se, con nove modelli 730 su dieci, inviati ogni anno - "i CAF sono il riferimento della quasi totalità dei lavoratori e dei pensionati italiani, ai quali offrono assistenza e tutela" - affermano ancora Bagnoli e Soldini. Il disegno complessivo della riforma fiscale puntava ad ottenere, attraverso le dichiarazioni precompilate, un numero sempre maggiore di dichiarazioni online confidando sulla facilità nella compilazione: "anche quest'anno – concludono Massimo Bagnoli e Mauro Soldini, Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF – il dato reale non supera i 2,3 milioni, con un incremento rispetto allo scorso anno (circa 400.000 dichiarazioni), ma ancora distante dalle previsioni iniziali del Governo per il triennio che si è appena concluso, nonostante lo sforzo eccezionale profuso dall'Amministrazione fiscale. Questo risultato deve far riflettere il Parlamento e l'Amministrazione finanziaria rispetto al ruolo che intende affidare ai CAF: pensare al superamento dell'intermediazione nel rapporto tra Stato e cittadino, affidata oggi ad un interlocutore credibile ed affidabile, si dimostra sempre più velleitario e costoso. Costoso per il singolo, perché attraverso un seppur contenuto aumento delle tariffe del servizio, ai CAF si prospetta uno scenario difficilissimo: non possono pareggiare il taglio inspiegabile operato dalla legge di Stabilità 2016, con una decurtazione che nell'arco di un triennio raggiungerà i 100 milioni di euro (pari ad oltre un terzo di quanto assicurato loro per l'attività solo nel 2015!). Costoso per la collettività perché non viene colto il valore positivo che i CAF trasferiscono allo Stato con la loro mediazione. Valore costruito sulla fiducia perché basato sulla vicinanza e sulla tutela".
Le semplificazioni possibili nel settore fiscale devono sempre prevedere che, alla fine, è il cittadino che sceglie la modalità di adempimento ai suoi doveri contributivi, e la sua volontà va rispettata. Il numero delle dichiarazioni raccolte nei Centri di Assistenza Fiscale lo dimostra ancora una volta.

Comunicato Consulta Nazionael dei Caf

Ago01

Consulta Caf: Sempre più famiglie ricorrono all'ISEE

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Consulta Caf: Sempre più famiglie ricorrono all'ISEE

Nei primi 6 mesi del 2017 le famiglie italiane che si sono rivolte ai CAF per presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) e ottenere dall'INPS la certificazione ISEE sono state oltre 3 milioni e 700, mila, con un incremento di oltre il 10 per cento rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno.
Se anche il secondo semestre dovesse confermare il trend di questi mesi, il risultato annuale proietterebbe il numero delle certificazioni ISEE ben oltre le 6 milioni di attestazioni, con un incremento rispetto al dato dello scorso anno di oltre il 10 per cento.
Questi numeri confermano la bontà dello strumento di misurazione della condizione economica delle famiglie e, allo stesso tempo, provano la crescente e diffusa situazione di difficoltà sociale che sta portando il Governo a incrementare l'impegno nella lotta contro la povertà, prevedendo interventi a favore dei cittadini e delle famiglie, condizionati nell'accesso dall'ISEE stesso.
In una condizione come quella rappresentata dai dati ISEE si inserisce un ulteriore elemento di preoccupazione manifestato più volte dalla Consulta dei CAF: le risorse messe a disposizione dall'INPS, seppur con un incremento di 6 milioni di euro rispetto al budget del 2016, non sono sufficienti ad assicurare l'erogazione del servizio per tutto il 2017; la Consulta dei CAF stima infatti che entro il mese di settembre verranno raggiunte le 5 milioni e 100 mila Dichiarazioni Sostitutive Uniche presentate dai CAF, per cui è previsto il pagamento del servizio da parte dell'INPS.
Da quel momento i CAF potrebbero trovarsi nella condizione di non poter più erogare il servizio verso milioni di cittadini per mancanza di risorse; per questo anche nelle scorse settimane è stato sollecitato il Ministero del Lavoro ad avviare un confronto con la stessa Consulta dei CAF e l'INPS per valutare la situazione ed individuare le necessarie soluzioni che non gravino su quella parte di popolazione che più ha bisogno di esercitare i propri diritti per soddisfare bisogni primari.

May31

Consulta Caf: Attesa per oggi la ratifica della convenzione ISEE da parte dell'INPS

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Consulta Caf: Attesa per oggi la ratifica della convenzione ISEE da parte dell'INPS

A due settimane dall'accordo siglato tra la Consulta dei CAF e l'INPS per il rinnovo della convenzione ISEE/2017, si attende per oggi la ratifica del testo da parte dell'Istituto; successivamente i singoli CAF provvederanno a sottoscrivere il testo approvato dall'INPS che, di fatto, rappresenta l'atto conclusivo di un confronto che ha portato con senso di responsabilità i CAF e l'INPS a trovare soluzioni in grado di evitare la sospensione del servizio annunciata dai CAF a partire dallo scorso 15 maggio. La Consulta dei CAF immediatamente dopo l'accordo raggiunto con l'INPS ha informato il Ministro del Lavoro sulla sospensione dell'iniziativa assunta, evidenziato comunque la necessità di assicurare ai CAF una partecipazione adeguata alla copertura almeno parziale dei costi sostenuti per assicurare ad una crescente platea di soggetti la possibilità di accedere a provvidenze sociali attraverso la certificazione ISEE.
Sempre oggi, dopo diversi mesi dalla sua definizione, verrà ratificata anche la convenzione RED ed Invalidi Civili che consentirà ai CAF di assicurare una qualificata e capillare assistenza a milioni di pensionati e di soggetti che per la propria condizione fisica e sociale sono destinatari di specifiche prestazioni pensionistiche.

May22

Isee: c'è l'accordo, niente sospensione dell'assistenza

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Isee: c'è l'accordo, niente sospensione dell'assistenza

Inps e la Consulta dei Caf giovedì hanno firmato l'accordo per il rinnovo della Convenzione sulla gestione del servizio Isee da parte dei Caf che hanno immediatamente annullato il blocco dell'assistenza annunciato a partire dal 15 maggio, se non si fosse trovata una soluzione entro la fine della settimana.

May10

#CAFDAY 2017: un risultato straordinario!

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#CAFDAY 2017: un risultato straordinario!

Con collegamenti da ogni parte d'Italia oggi si è svolto #CAFDAY, iniziativa on line che ha messo in comunicazione gli operatori del mondo CAF di tutte le associazioni imprenditoriali, sindacali e professionali italiane e i cittadini. Più di 110.000 contatti sono stati realizzati tra il sito e la pagina Facebook. "È stato un risultato straordinario, al di sopra delle nostre previsioni." Commenta Massimo Bagnoli, uno dei due Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF. "Un risultato ottenuto in un momento per noi molto impegnativo, affiancato da una grande preoccupazione per la soluzione della questione ISEE, per la quale è indetta la sospensione del servizio dal prossimo lunedì" aggiunge Mauro Soldini, l'altro Coordinatore.
I temi affrontati hanno riguardato sia gli aspetti più rilevanti della fiscalità come quelli più delicati delle prestazioni assistenziali. Le domande arrivate dai cittadini (curiosamente anche da Elisabetta, residente a Norimberga…) alle quali hanno risposto in diretta gli esperti della Consulta, Stefania Trombetti e Felice Ferrara, continuano ad arrivare a streaming concluso.
Nel corso della diretta sono intervenuti Pier Paolo Barretta, Sottosegretario al Ministero Economia e Finanze, il Sen. Giorgio Santini, 5a commissione permanente (Bilancio), l'On. Francesco Ribaudo della 6a commissione (Finanze), Paolo Savini, della Direzione Centrale Gestione Tributi dell'Agenzia delle Entrate, Adelfio Moretti, Direttore Generale Equitalia, Mauro Soldini e Massimo Bagnoli, Coordinatori della Consulta Nazionale dei CAF.
#CAFDAY è stata una vera e propria casa trasparente, un punto di incontro tra tutti i soggetti che da ambiti diversi si occupano di fisco e assistenza. I cittadini italiani hanno dimostrato di volerci essere: #CAFDAY è uno spazio comune. La prima edizione si chiude programmando la seconda.
Tutte gli interventi, le dichiarazioni e i messaggi arrivati nel corso della diretta streaming effettuata sul sito www.consultacaf.it e sulla pagina FB (ConsultaCAF) sono disponibili.

Feb08

Presentata Ricerca Cisl, Caf, Fnp. "Il nostro sistema fiscale crea disuguaglianze sociali"

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Presentata Ricerca Cisl, Caf, Fnp.

"Per un sistema fiscale che non crei disuguaglianze e che sia amico delle famiglie occorre mettere mano subito alla questione fiscale". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan presentando oggi a Roma, la ricerca di Cisl, Caf ed Fnp sui dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2015 di lavoratori dipendenti e pensionati che nel 2016 si sono rivolti ai centri di assistenza fiscale della Cisl. "Dalla ricerca - spiega la leader della Cisl - emerge in modo molto evidente come vi sia un problema di equità tra giovani e e meno giovani, ma anche tra uomini e donne esattamente come c'è bisogno di più equità sui temi del lavoro e, completando il nostro percorso sull'accordo della previdenza, tra le diverse generazioni e i diversi generi" per questo motivo "il governo deve assolutamente attivare un tavolo sulla riforma fiscale con i sindacati, riaprire immediatamente il confronto su lavoro e previdenza e accelerare sul contratto dei dipendenti pubblici". Furlan ha poi ricordato la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata dalla Cisl proprio sul tema del fisco: "Due anni fa come Cisl, abbiamo depositato 500mila firme per un disegno di legge a iniziativa popolare, alcune questioni che avevamo individuato per fare una riforma del fisco sono state accolte" ma poi "si sono perse le tracce nell'iter parlamentare". "Serve un sistema nuovo che garantisca l'equita' e sostenga giovani, anziani e famiglie. Il dibattito politico - ha fatto notare Furlan - e' concentrato sulla legge elettorale, ma i temi del lavoro, della lotta alla poverta', dell'equita' fiscale, della previdenza e dei rinnovi contrattuali sono molto piu' importanti per i cittadini che "hanno bisogno di risposte". E sul fisco ha ricordato: "Se agiamo male le disuguaglianze crescono, bisogna superare la logica dei bonus per fare una riforma del fisco strutturale. Noi abbiamo due proposte: 1000 euro di tasse in meno fino a una certa soglia di reddito oppure mettere mano alle aliquote fiscali"

La ricerca dal titolo "Un fisco per la giustizia sociale e per ridurre le disuguaglianze" vuole quindi essere un' occasione di riflessione sui mutamenti del reddito in rapporto alla situazione economica del Paese e sull'impatto delle misure fiscali adottate negli ultimi anni. Dall'analisi dei dati, quest'anno, emergono due aspetti particolarmente critici: i limitati effetti ridistributivi delle detrazioni per tipologia di spesa e carichi familiari e l'accentuarsi delle disuguaglianze legate a fattori di età, genere e settore lavorativo, frutto di una transizione demografica complessa che impone la necessità di una rivisitazione degli strumenti di sostegno fiscale. L'attuale sistema di detrazioni finisce per favorire, infatti, principalmente i contribuenti e le famiglie a reddito medio o alto, non colpiti dal fenomeno dell'incapienza, o dove si concentra il maggiore numero di figli. In particolare, l'indagine evidenzia come le detrazioni per familiari a carico finiscano per essere molto poco utilizzate dai giovani (tra i soggetti con meno di 36 anni sono meno del 40% i contribuenti che presentano almeno un familiare a carico), dalle donne (ne usufruiscono il 36% delle contribuenti, a fronte del 46% dei maschi) e dagli anziani ultra sessantacinquenni (meno del 30% presenta un familiare a carico). La ricerca si sofferma anche sull'effetto prodotto dal blocco degli stipendi nel pubblico impiego degli ultimi anni (accompagnato dal rallentamento delle nuove assunzioni) che ha portato gli impiegati ed i quadri del comparto pubblico ad impoverirsi rispetto ai propri colleghi del settore privato. La contrazione del reddito reale è, infatti, pari ad oltre 7 punti percentuali dal 2010 al 2015. Emergono, pertanto, indicazioni di politica fiscale che la Cisl intende utilizzare per chiedere al Governo l'avvio di una riflessione complessiva sui temi della riforma fiscale.

Gen31

Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

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Canone RAI: tempo fino al 31 gennaio per la dichiarazione di non possesso

la dichiarazione va presentata ogni anno!

Chi non possiede un televisore, e non è quindi tenuto a pagare il Canone Rai per il 2017, ha tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione di non detenzione.
Va ricordato infatti che la dichiarazione ha validità annuale, non è "una tantum", e che la "vera scadenza" era in realtà il 31 dicembre. Chi ha ritardato, pagherà comunque il primo addebito in bolletta, ma solo se presenta la dichiarazione entro il 31 gennaio potrà richiedere e avrà diritto al rimborso. Per la richiesta di rimborso non c'è scadenza e e dopo la verifica dell'Agenzia delle Entrate l'importo non dovuto verrà riaccreditato in automatico sulla bolletta.

Chi invece invierà la dichiarazione dopo il 31 gennaio ma entro il 30 giugno sarà esonerato nel secondo semestre, ma dovrà pagare il canone per i primi sei mesi del 2017.
La dichiarazione inviata dal 1° luglioè infine relativa all'esenzione per il 2018.

31 gennaio scadenza anche per chi versa il canone con F24 perchè non è intestatario delle bollette: ad esempio degli inquilini in affitto, dei figli che vivono in un alloggio con le utenze intestate ai genitori, del portiere che utilizza l'alloggio condominiale.

Dec02

Scadenze di dicembre: entro il 16 si paga il saldo IMU e TASI

Categoria: Notizie - CAF

Scadenze di dicembre: entro il 16 si paga il saldo IMU e TASI

Venerdì 16 dicembre è la data da segnare sul calendario per i possessori di immobili che devono versare il saldo 2016 si Imu e Tasi.

È bene ricordare che dal 2016, non sono più soggette al pagamento dell'imposta le abitazioni principali non di lusso, sia che si tratti di proprietari che di inquilini.
Sconto anche per gli immobili concessi in uso gratuito tra genitori e figli (parenti in linea retta di primo grado) per i quali la base imponibile Tasi e Imu è ridotta del 50% .
Attenzione però alle condizioni per godere della riduzione d'imposta: innanzitutto il comodato deve essere stato registrato presso l'Agenzia delle Entrate, chi concede l'abitazione oltre all'immobile dato in comodato deve risiedere nello stesso comune e può possedere al massimo un'altra abitazione che deve essere nello stesso comune, adibita ad abitazione principale e non di lusso.

Chi possiede abitazioni date in locazione è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, ma se sono affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.
Veniamo ora agli inquilini, che continuano a non pagare l'IMU e se si tratta di abitazione principale non pagheranno più la Tasi, come tutti i proprietari, altrimenti pagheranno una versione light, che va dal 10% al 30%.

Parliamo infine dei terreni: pagano Imu e Tasi le aree fabbricabili, i terreni agricoli e incolti pagheranno l'Imu ma non la Tasi, mentre non versano nulla i terreni ubicati in zone montane, quelli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

La scadenza del 16 dicembre resta valida invece per gli immobili accatastati in A1, A8 e A9, e per tutti gli immobili diversi dall'abitazione principale e relative pertinenze.
Chi possiede abitazioni date in locazione è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, ma se sono affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.
Veniamo ora agli inquilini: se si tratta dell'abitazione di residenza, come per i proprietari anche gli inquilini non pagheranno più la Tasi, altrimenti pagheranno una versione light, che va dal 10% al 30% che andrà a completare la quota versata dal proprietario.
Parliamo infine dei terreni: pagano sia Imu che Tasi le aree fabbricabili, mentre i terreni agricoli e incolti pagheranno l'Imu ma non la Tasi e non versano nulla i terreni ubicati in zone montane, quelli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

Capito chi paga e chi non paga più, vediamo ora quanto si pagherà: rispetto all'acconto di giugno il saldo di dicembre può infatti subire variazioni. Se il Comune ha deliberato una nuova aliquota entro il 28 ottobre, il saldo verrà calcolato applicando la nuova aliquota per l'intero 2016 e sottraendo quanto versato con l'acconto di giugno.
La buona notizia è che eventuali variazioni saranno tutte positive per i contribuenti: la Finanziaria ha infatti stabilito che i Comuni non potessero deliberare maggiorazioni delle aliquote IMU/Tasi rispetto al 2015, quindi il saldo potrà essere solo uguale o inferiore all'acconto.

Nov04

Bonus Bebè: per non perdere il contributo nel 2016 va presentato un nuovo Isee entro il 31 dicembre

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Bonus Bebè: per non perdere il contributo nel 2016 va presentato un nuovo Isee entro il 31 dicembre

Chi ha presentato la domanda per il Bonus Bebé nel 2015 ha tempo fino a fine anno per presentare l'Isee valido per il 2016 e non perdere l'assegno per il 2016, che ad ora è stato solo "sospeso dall'Inps. È lo stesso istituto a segnalare che solo con la presentazione dell'attestazione 2016 entro e non oltre il 31 dicembre, potrà riprendere i pagamenti relativi all'intero anno 2016, ovviamente ammesso che l'Isee presentato confermi la permanenza dei requisiti necessari ad accedere al bonus.
Attenzione, stessa cosa si ripresenterà per l'anno prossimo, sia per chi ha fatto domanda nel 2015 che nel 2016. Il Bonus Bebé è legato alla nascita o adozione nel triennio 2015/2017 e viene riconosciuto per i primi tre anni di vita del bimbo.
Una volta accettata la domanda ogni anno va presentata la DSU all'INPS, proprio per certificare di avere ancora i requisiti per godere del Bonus: un reddito ISEE massimo di 25.000 euro, in questo caso il bonus sarà di 80 euro mensili, quindi di 960 euro l'anno per tre anni, o un reddito Isee inferiore a 7.000 euro, e in questo caso il bonus raddoppia e sarà quindi di 160 euro al mese, sempre per i tre annualità.
Attenzione infine, tutte le Dsu Isee scadono il 15 gennaio di ogni anno, quindi anche una domanda presentata ad esempio a novembre 2015 non vale fino a novembre 2016, ma va elaborato un Isee 2016 a partire dal 15 gennaio 2016 o comunque, come ci ricorda l'Inps, entro l'anno 2016. Altrimenti, non solo quanto spettante per il 2016 andrà perduto, ma nel 2017 non sarà possibile far valere la vecchia domanda, ma andrà presentata una nuova domanda, corredata del relativo Isee. l'assegno quindi verrà nuovamente erogato a partire dalla presentazione della nuova domanda, senza possibilità di recuperare i mesi non erogati dall'ente.
Stessa cosa per il 2016: chi sta presentando la domanda in questi giorni, si ricordi del nuovo Isee da elaborare e inviare all'Insp già a gennaio/febbraio 2017.

Oct01

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

Categoria: Notizie - CAF

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

Ormai (quasi) tutti i pensionati sanno che non devono aspettare la lettera dell'Inps con la richiesta di presentazione del modello RED, ma visto che il rischio è di avere una pensione "ridotta" o addirittura revocata, ricordiamo a tutti i pensionati che percepiscono prestazioni di sostegno al reddito ad integrazione della pensione (integrazioni al minimo, invalidità, reversibilità ecc), che basta una telefonata al Caf a voi più comodo per poter stare tranquilli.

Per chi invece è meno esperto, partiamo dall'inizio: il RED è una dichiarazione, prevista dalla legge, che deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni il cui diritto e misura è collegato alla situazione reddituale del cittadino. Per garantire la correttezza delle prestazioni erogate viene effettuata una verifica annuale che, attraverso l'indicazione dei redditi posseduti, serve a determinare il diritto del pensionato ad usufruire di queste prestazioni e il loro importo.
Se fino al 2014 era l'Inps a scrivere al cittadino indicando di rivolgersi al Caf per elaborare e trasmettere il modello, dal 2015 questo adempimento rimane in carico al pensionato che è tenuto a presentare il Red attraverso un Caf anche senza ricevere alcuna esplicita richiesta da parte dell'Istututo.

Per capire chi deve presentarlo, le cose si fanno più complicate: iniziamo da chi non lo deve presentare: i pensionati residenti in Italia che abbiano già dichiarato integralmente tutti i redditi tramite il modello 730 o Unico e non abbiano quindi redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione, propri e, se previsto, dei familiari.

Quindi, presenteranno invece il RED i pensionati che non comunicano integralmente al Fisco la situazione reddituale: perché non hanno presentato la dichiarazione o perché hanno delle tipologie di reddito influenti sulle prestazioni come quelli assoggettati ad imposta sostitutiva, redditi da lavoro autonomo o prestazione di collaborazione, redditi da lavoro o da pensione erogati all'estero, redditi di capitale (interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato o altri proventi di quote di investimento) e infine prestazioni assistenziali in danaro erogate dallo Stato o altri Enti Pubblici.

Il RED si presenta gratuitamente attraverso i Centri autorizzati di assistenza fiscale (CAF), i quali non solo trasmettono all'INPS i dati delle dichiarazioni rese dai pensionati, ma soprattutto aiutano questi ultimi nella compilazione, piuttosto complessa, dei modelli.

Infine, i documenti necessari per l'esatta compilazione del RED sono:
• il CUD rilasciato dal datore di lavoro se sono stati erogati arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• la documentazione relativa a interessi bancari, postali, di BOT, CCT o altri titoli di Stato;
• la documentazione di eventuali redditi esenti (pensioni di invalidità civile, di guerra, redditi esteri, ecc.);
• la documentazione relativa ai redditi prodotti all'estero;
• la documentazione relativa a terreni e fabbricati.

La stessa documentazione deve essere presentata, in alcuni casi, per il coniuge e per gli altri familiari.
Il modello RED ed i documenti di supporto alla dichiarazione devono essere conservati dal cittadino per 10 anni.

Attenzione: se il titolare della prestazione che non ha presentato la dichiarazione dei redditi non presenta nemmeno il modello Red, l'Inps potrebbe sospendere/revocare la prestazione.

Per semplificarvi la vita e sapere con certezza se dovete elaborare il modello RED e/o Invalidi civili e per essere sicuri di fare tutto bene, la cosa migliore è rivolgersi al Caf Cisl entro la fine dell'anno e gratuitamente vi assisteremo per la presentazione del modello, evitando le brutte sorprese.

Sep27

Rimborso Canone Rai non dovuto: le domande dal 15 settembre

Categoria: Notizie - CAF

Rimborso Canone Rai non dovuto: le domande dal 15 settembre

Chi ha pagato il canone in bolletta anche se non doveva pagarlo ha ora a disposizione il modello per chiedere il rimborso, disponibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate e quello della Rai.
Due i canali per comunicare la richiesta: un'applicazione web che sarà disponibile da domani, 15 settembre (data utile per rivolgersi anche ai Caf per ricevere assistenza nell'invio) o la tradizionale raccomandata da inviare a Agenzia delle Entrate
Direzione provinciale 1 di Torino
Ufficio di Torino 1
S.A.T. – Sportello Abbonamenti Tv
Casella Postale 22
10121 Torino
allegando al modello compilato un documento di riconoscimento.

Il rimborso avverrà di nuovo in bolletta entro 45 giorno da quando l'Agenzia delle Entrate effettuerà le verifiche e accoglierà l'istanza di rimborso.
Potranno chiedere il rimborso del Canone, indicandolo con l'apposito codice nel modulo di richiesta, i contribuenti che:
• Hanno presentato la dichiarazione di esenzione legata a età e reddito (più di 75 anni e reddito familiare inferiore a 6.713,98 euro) devono indicare il codice 1
• Hanno presentato la dichiarazione di esenzione in base a convenzioni internazionali devono indicare il codice 2
• Hanno già pagato il canone con altre modalità ad esempio con addebito sulla pensione devono indicare il codice 3
• Hanno pagato il canone anche su un'altra utenza elettrica intestata a un componente dello stesso nucleo familiare devono indicare il codice 4 e l'istanza di rimborso vale anche come dichiarazione sostitutiva per l'esenzione
• Per casi diversi dai precedenti , si utilizza il codice 5 indicando brevemente la motivazione.

Sep01

Sostegno Inclusione Attiva: via alle domande da settembre per circa 200.000 famiglie

Categoria: Notizie - CAF

Sostegno Inclusione Attiva: via alle domande da settembre per circa 200.000 famiglie

 Sarà operativo dal 2 settembre con la presentazione delle domande il "Sostegno per l'Inclusione Attiva": la nuova misura di contrasto alla povertà che prevede l'erogazione di un sussidio economico fino a 400 euro mensili per circa 200 mila famiglie italiane.
Cos'è?
Il contributo economico è calcolato in base una serie di indicatori economici e patrimoniali riferiti al nucleo famigliare. Erogato per 12 mesi, viene quantificato su base di 80 euro mensili a componente del nucleo familiare e va da un minimo di 160 euro per un nucleo familiare formato da due componenti, fino a raggiungere un massimo di 400 euro mensili per un nucleo familiare formato da cinque o più membri. La modalità di erogazione è la carta prepagata ricaricabile, come la "vecchia" social card/carta acquisti", che verrà ricaricata ogni 2 mesi.
Chi ne ha diritto?
Hanno diritto al SIA i cittadini italiani o comunitari, i loro familiari e i cittadini stranieri in possesso del permesso di soggiorno di lungo periodo (residenza in Italia da almeno due anni). Per richiederla i requisiti fondamentali sono che tra i componenti del nucleo familiare vi sia almeno un minorenne, un disabile o una donna in stato di gravidanza e che l'ISEE sia inferiore o uguale a 3mila euro.
Nessun membro del nucleo familiare dovrà inoltre essere in possesso di autoveicoli immatricolati nei dodici mesi antecedenti la richiesta (o addirittura nei 3 anni precedenti, in caso di autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc).
Per avere diritto al sussidio è necessario aderire a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dal Comune di residenza. Si tratta di un "progetto personalizzato di presa in carico" finalizzato al "superamento della condizione di povertà, al reinserimento lavorativo e all'inclusione sociale".
La concessione del SIA è subordinata infine alla valutazione multidimensionale del bisogno, un punteggio assegnato a ogni famiglia sulla base delle sue necessità: questa valutazione tiene conto dei carichi familiari, della situazione economica e della situazione lavorativa, favorendo le famiglie con il maggior numero di figli minorenni, specie se piccoli (età 0-3); in cui vi è un genitore solo; in cui sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti.
La gestione operativa del sussidio è affidata ai Comuni, che analizzano le domande pervenute, e all'INPS, che effettua i controlli delle posizioni dei soggetti richiedenti.
In attesa dell'avvio previsto per il 2 settembre consigliamo alle famiglie potenzialmente interessate rivolgersi al Caf Cisl per elaborare l'Isee (se non se ha uno in corso di validità) al fine di verificare il primo requisito economico (valore Isee inferiore ai 3000 euro). In molti casi la gestione delle domande avverrà direttamente tramite Caf in collaborazione con i Comuni, vi invitiamo comunque ad informarvi sulle modalità presso il comune di residenza. 

Lug27

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

Categoria: Notizie - CAF

RED 2016, l'INPS non invia più la richiesta, chi deve presentarlo?

 

Ormai (quasi) tutti i pensionati sanno che non devono aspettare la lettera dell'Inps con la richiesta di presentazione del modello RED, ma visto che il rischio è di arrivare una pensione "tagliata" ricordiamo a tutti i pensionati che percepiscono prestazioni di sostegno al reddito ad integrazione della pensione (assegno familiari, d'invalidità, integrazioni al minimo ecc), che basta una telefonata al Caf a voi più comodo per poter stare tranquilli.
Per chi invece è meno esperto, partiamo dall'inizio: il RED è una dichiarazione, prevista dalla legge, che deve essere presentata dai pensionati che usufruiscono di alcune prestazioni il cui diritto e misura è collegato alla situazione reddituale del cittadino. Considerato che il reddito costituisce, in genere, un dato variabile nel corso degli anni, per garantire la correttezza delle prestazioni erogate, viene effettuata una verifica annuale che, attraverso l'indicazione dei redditi posseduti, serve a determinare il diritto del pensionato ad usufruire di queste prestazioni e il loro importo.
Per capire chi deve presentarlo, le cose si fanno più complicate: iniziamo da chi non lo deve presentare: i pensionati residenti in Italia che abbiano già dichiarato integralmente tutti i redditi tramite il modello 730 o Unico e non abbiano quindi redditi esenti o esclusi dalla dichiarazione, propri e, se previsto, dei familiari..
Quindi, presenteranno invece il RED i pensionati che non comunicano integralmente al Fisco la situazione reddituale: perché non hanno presentato la dichiarazione o perché perché hanno delle tipologie di reddito influenti sulle prestazioni come quelli assoggettati ad imposta sostitutiva, redditi da lavoro autonomo o prestazione di collaborazione, redditi da lavoro o da pensione erogati all'estero, redditi di capitale (interessi bancari, postali, dei BOT, dei CCT e altri titoli di Stato o altri proventi di quote di investimento) e infine prestazioni assistenziali in danaro erogate dallo Stato o altri Enti Pubblici.
Il RED si presenta gratuitamente attraverso i Centri autorizzati di assistenza fiscale (CAF), i quali non solo trasmettono all'INPS i dati delle dichiarazioni rese dai pensionati, ma soprattutto aiutano questi ultimi nella compilazione, piuttosto complessa, dei modelli, certificando l'entità del reddito dichiarato.
Infine, i documenti necessari per l'esatta compilazione del RED sono:
• la dichiarazione dei redditi del pensionato con tutta la documentazione relativa;
• il CUD rilasciato dal datore di lavoro se sono stati erogati arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• arretrati di lavoro dipendente o trattamenti di fine rapporto (liquidazione, buonuscita);
• la documentazione relativa a interessi bancari, postali, di BOT, CCT o altri titoli di Stato;
• la documentazione di eventuali redditi esenti (pensioni di invalidità civile, di guerra, redditi esteri, ecc.).
La stessa documentazione deve essere presentata, in alcuni casi, per il coniuge e per gli altri familiari. Il modello RED ed i documenti di supporto alla dichiarazione devono essere conservati dal cittadino per 10 anni.

Attenzione: se il titolare della prestazione che non ha presentato la dichiarazione dei redditi non presenta nemmeno il modello Red, l'Inps sospende la prestazione: trascorsi 60 giorni dalla sospensione, qualora il modello Red non sia ancora pervenuto, la prestazione è revocata definitivamente, e si procede al recupero di quanto erogato nell'anno in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere resa.
Se, invece, il Red perviene entro i 60 giorni dal provvedimento di sospensione, l'Ente ripristina integralmente la prestazione, se dovuta.

Insomma, già capire se si deve presentare il modello o no, ora che non arriva più l'esplicita richiesta dell'Inps, non è poi così semplice. Per essere sicuri di fare tutto bene, la cosa migliore è rivolgersi al Caf Cisl entro la fine dell'anno e eviteremo le brutte sorprese.

 

 

 

Lug07

Le scadenze fiscali dell'estate: 730, Unico e conguagli

Categoria: Notizie - CAF

Le scadenze fiscali dell'estate: 730, Unico e conguagli

Prima delle vacanze riepiloghiamo gli adempimenti che concludono la campagna fiscale 2016 per lavoratori e pensionati. Con la proroga stabilita anche per il 2016 l'ultimo giorno utile per presentare il modello 730 è il 22 luglio prossimo. Se c'è ancora qualche settimana di tempo per gli ultimi ritardatari, la maggior parte dei contribuenti ha già presentato la dichiarazione e quindi per loro la prossima tappa è il conguaglio.
Ricordiamo allora che per i lavoratori il rimborso Irpef avverrà con la busta paga relativa al mese di luglio e per i pensionati con la pensione di agosto, ma slitterà al mese successivo per chi ha presentato la dichiarazione tra fine giugno e nel mese di luglio. Entro fine novembre arriverà il rimborso Irpef anche a chi non ha il sostituto d'imposta e riceve il rimborso direttamene dell'Agenzia delle Entrate e chi ha presentato da sé il 730 diritto ad un credito superiore a 4.000 euro e vedrà la sua dichiarazione dei redditi sottoposta a controllo preventivo da parte dell'Agenzia prima dell'erogazione. Nel caso in cui la dichiarazione sia invece stata presentata tramite il Caf il conguaglio avverrà nei tempi normali, perché è lo stesso Caf ad effettuare il primo controllo della correttezza della dichiarazione.
Tempo invece fino al 30 settembre per chi utilizza il Modello Unico. Attenzione però all'acconto Irpef: per gli importi superiori a 257,52 euro la prima rata pari al 40% dell'importo, andava versata entro il 16 giugno. La prossima data da tenere a mente è quella del 16 luglio per poter beneficiare della maggiorazione "minima" pari allo 0,40 delle imposte per i ritardi che non superano i 30 giorni. L'altra scadenza per Unico è il 30 novembre e riguarda esclusivamente i pagamenti: andrà alla cassa chi versa l' acconto IRPEF unica soluzione (per importi inferiori a 257,52 euro) e chi dopo l'acconto di giugno deve versare la seconda rata pari al restante 60% dell'importo dovuto.
Chi infine non si è ancora messo in regola per Imu e Tasi, ricordiamo che entro il 16 luglio il ravvedimento prevede la sanzione dell'1,5% che sale all'1,67%per chi verserà tra il 17 luglio e il 14 settembre e ancora al 3,75% dal 15 settembre in poi.

May31

Imu e Tasi: chi pagherà l'acconto il 16 giugno e chi non lo paga più

Categoria: Notizie - CAF

Imu e Tasi: chi pagherà l'acconto il 16 giugno e chi non lo paga più

Il 16 giugno scadono i termini per versare l'acconto Tasi ed Imu 2016. Sono circa 20 milioni gli immobili che a differenza del 2015 non sono più soggetti al pagamento dell'imposta: le abitazioni principali e relative pertinenze.
Per tutti gli altri, la prima rata prevede il versamento, tramite F24, del 50% dell'imposta annua, calcolata sulle aliquote ed evantuali detrazioni deliberate dai comuni nel 2015.

Iniziamo subito a chiarire le eccezioni: gli immobili cosiddetti di lusso (accatastati come A1, A8 e A9) continuano a pagare sia la Tasi che l'Imu.

Veniamo ora alle pertinenze dell'abitazione principale, quindi box, cantine e soffitte: non si pagano Imu e Tasi ma solo per una "pertinenza" per tipo. Ad esempio chi ha un box e una cantina non versa nulla, ma se si tratta di due box uno dei due sarà soggetto sia a Tasi che Imu.

Una importante novità per il 2016 riguarda gli immobili concessi in uso gratuito tra genitori e figli (parenti in linea retta di primo grado) per i quali la base imponibile Tasi e Imu è ridotta del 50% .
Questa agevolazione stabilita a livello nazionale, supera le precedenti delibere dei Comuni: anche dove nel 2015 questi immobili erano assimilati all'abitazione principale nel 2016 si verseranno Tasi e Imu, ma a metà.
Attenzione però alle condizioni per godere della riduzione d'imposta: innanzitutto il comodato deve essere stato registrato presso l'Agenzia delle Entrate, chi concede l'abitazione oltre all'immobile dato in comodato deve risiedere nello stesso comune e può possedere al massimo un'altra abitazione che deve essere nello stesso comune, adibita ad abitazione principale e non di lusso. Quindi non si applicherà la riduzione se il comodante possiede 3 o più immobili (anche in percentuale), se i 2 immobili si trovano in comuni diversi, se si risiede in un comune diverso da quello dell'immobile e infine se l'abitazione data in comodato non è abitazione principale del comodante.
Il comodatario però non verserà più la Tasi per gli inquilini, se si tratta di abitazione principale.

Infine, chi possiede abitazioni date in locazione è ovviamente soggetto al pagamento di Imu e Tasi, ma se sono affittate a canone concordato è prevista una riduzione del 25% della base imponibile.

Veniamo ora agli inquilini, che continuano a non pagare l'IMU ma per la prima volta lo scorso anno sono stati interessati dall'imposta sui servizi indivisibili (Tasi): se si tratta di abitazione principale non pagheranno più la Tasi, come tutti i proprietari, altrimenti pagheranno una versione light, che va dal 10% al 30%.

Parliamo infine dei terreni: pagano Imu e Tasi le aree fabbricabili, i terreni agricoli e incolti pagheranno l'Imu ma non la Tasi, mentre non versano nulla i terreni ubicati in zone montane, quelli posseduti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli.

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