Lug18

CGIL CISL UIL: PRESSING ALLA REGIONE ED AI PARLAMENTARI LOCALI PER LE ZES ANCHE IN MOLISE

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CGIL CISL UIL: PRESSING ALLA REGIONE ED AI PARLAMENTARI LOCALI PER LE ZES ANCHE IN MOLISE

I Segretari confederali nazionali di Cgil, Cisl, Uil (Gianna Fracassi, Angelo Colombini, Guglielmo Loy)nei giorni scorsi hanno già inviato una lettera al Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti e alla Commissione bilancio del Senato. Ecco le loro richieste condivise anche dal Sindacato locale.

“L'istituzione delle Zone Economiche Speciali è un provvedimento importante per lo sviluppo economico nei territori meridionali, ma aver previsto la costituzione di ZES solo in aree che comprendano almeno un’area portuale collegata alla rete transeuropea dei trasporti, può tagliare fuori alcuni territori, come ad esempio le aree interne o aree di crisi che ne avrebbero invece bisogno per il rilancio del loro sistema produttivo.” All’inizio si sbandierò che la zona di Termoli, in virtù del porto, sarebbe stata considerata ma questa certezza oggi non c’è. La posizione sostenuta dal Sindacato a livello nazionale potrebbe consentire, in Molise, di realizzare una o più ZES: nell’area di crisi complessa Venafro-Isernia-Bojano, nell’area di crisi non complessa del Basso Molise, in altre zone interne. “Per questo la Regione e i Parlamentari molisani devono battersi perché passi questa diversa definizione, sostenuta dal Sindacato, dei territori potenzialmente interessati alle ZES.” Questa, in buona sostanza la sollecitazione di Spina, Notaro e Boccardo.

“La seconda criticità, per la quale viene richiesta dal Sindacato una modifica, risiede nella governance delle ZES: manca una rappresentanza efficace del territorio (enti locali) e delle parti economiche e sociali, che dovrebbero invece essere coinvolte in funzione consultiva e di monitoraggio.”

"Il terzo aspetto da emendare riguarda i criteri per la semplificazione di autorizzazioni, in quanto in essi occorre far rispettare esplicitamente il diritto al lavoro, la tutela delle salute e sicurezza e la tutela ambientale.”

Per Cgil, Cisl e Uil regionali c’è la necessità  di incrementare la quantità e la qualità degli investimenti e di aggiungere alla condizionalità che le imprese devono rispettare (mantenendo per almeno cinque anni dopo il completamento  dell’investimento la propria attività nell’area della ZES) anche l'obbligo di mantenimento dell’occupazione nei cinque anni successivi al completamento dell’intervento. “Di tutto il Molise può avere bisogno, ma non certo di imprenditori che, afferrato il malloppo, se ne scappano, come successo in passato, lasciando dietro di sé disoccupazione e disagio sociale o portano altrove le opportunità di sviluppo economico.”

Spina, Notaro e Boccardo fanno eco a  Fracassi, Colombini, Loy  ribadendo che "Gli obiettivi di sviluppo economico e sociale del Mezzogiorno rappresentino in questa fase un’urgenza per l'intero Paese e che quindi gli strumenti anche innovativi messi in campo debbano rispondere a criteri e obiettivi quanto più condivisi possibile.”

Concludono i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL del Molise: “La mobilitazione generale attorno alla definizione delle Zone Economiche Speciali è solo il primo appuntamento della complessa vicenda di messa in attuazione dei provvedimenti per il Sud. Ci sono anche altre importanti questioni: dai provvedimenti di ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi,all’assistenza tecnica agli Enti Locali ubicati al Sud. Stiamo elaborando una nostra proposta attuativa che consenta al Molise di cogliere tutte le opportunità che sembrano aprirsi. Attorno allo scenario complessivo e per condividere le scelte che dovranno qui essere adottate, vogliamo attenzione dalla politica locale, impegno dagli Amministratori, disponibilità anche dalle altre parti sociali. Nelle prossime settimane si gioca davvero il futuro del Molise: il sindacato non attende gli eventi, ma intende fare fino in fondo la propria parte!”

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